Piero Bitetti in calo nel gradimento dei cittadini: in fondo alla classifica
Graduatorie: punto dolente per la nostra città. Non brilla quasi mai nei vari sondaggi realizzati da agenzie specializzate e da quotidiani nazionali, se si accentuano quelli relativi all’ordine pubblico, dove le cose vanno meglio da anni, almeno dai famigerati anni ’90 della guerra di mala, per un migliore senso di sicurezza dei cittadini rispetto ad altre città del sud. Ma anche per un generale impoverimento che si riversa, a cascata, anche sulla malavita.
Ma per quanto riguarda la qualità della vita e la governance le cose vanno sempre piuttosto male.
E così anche al sindaco Piero Bitetti, eletto un anno fa alla guida della città, viene riservato uno degli ultimi posti nella graduatoria nazionale di gradimento dei primi cittadini da parte della cittadinanza. L’indagine annuale di Noto Sondaggi, pubblicata oggi dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, lo colloca agli ultimi posti tra i sindaci delle città capoluogo: è 85simo su 92 censiti. Ma soprattutto il suo gradimento è passato dal 54,7% al 47%, con una perdita di 7,7 punti percentuali.
Non che il suo precedessore, Rinaldo Melucci, si piazzasse meglio di lui: in genere era ancora più giù, ma certamente una valutazione così severa da parte dei suoi concittadini dà molto da pensare.
Infatti, va sottolineato che il sondaggio effettuato da Nono Sondaggi esamina un campione di 1.000 elettori per ogni regione e 600 per ogni città.
Anche Vito Leccese, eletto due anni fa sindaco di Bari, dove ha preso il posto di Antonio Decaro, conosce una flessione nel gradimento, avendo perso bel il 13,8%, ma è sempre al 21simo posto della classifica generale. Ma tutti gli altri sindaci pugliesi, indipendentemente dal colore politico, si piazzano meglio di Bitetti: la sindaca di Lecce, Poli è 53sima, e anche un po’ in crescita nel gradimento, il sindaco di Brindisi, Marchionna, è 72simo, e persino la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, nonostante le recenti fibrillazioni e le dimissioni poi rientrate, sta due punto su, pur registrando un calo di consensi.
È evidente che i cittadini di Taranto, che hanno eletto Bitetti al ballottaggio, dopo una sfida con molti candidati, si aspettavano di più da lui, come è evidente che succedere alla seconda, interrotta amministrazione Melucci, ormai avulso della vita cittadina, non era facile. Ed è altrettanto evidente che la gravità dei problemi che si è trovato ad affrontare, a partire dalla crisi industriale e ambientale, alla gestione dei lavori pubblici che stanno martoriando la città, soprattutto per la realizzazione del Brt che apre molti quesiti e che non è affatto percepito come opera decisiva per la città del futuro (che intanto si va svuotando vertiginosamente), si scaricano logicamente su chi amministra l’ente locale. Perché è il referente diretto anche se gestisce problemi totalmente ereditati. Ma è altrettanto evidente, ad esempio, che anche i Giochi del Mediterraneo o la crescita (spontanea) delle presenze turistiche, non contribuiscono a dare dell’amministrazione locale un’immagine più positiva.
Non è questo il luogo per esaminare tutti i problemi e tutte le aspettative della cittadinanza, ma resta evidente che gli elettori si aspettavano di più dal sindaco scelto l’anno scorso e che hanno bisogno di recuperare un rapporto di fiducia.
Quanto conterà l’empatia, quanto la capacità di incidere nei processi amministrativi e regionali e quanto l’immagine che un politico riesce a dare di se stesso? Forse, per rispondere a questa domanda può essere utile, a completamento della lettura del sondaggio, esaminare la graduatoria riguardante i presidenti delle Regioni. Sarà utile apprendere che Antonio Decaro è primo, come lo era anche nella lista dei sindaci quando sedeva nello scanno di primo cittadino di Bari, e in crescita rispetto al gradimento della recente elezione, cosa che, ad esempio, non riusciva al suo predecessore Michele Emiliano. E che ancora non riesce, come abbiamo visto, al neosindaco di Bari. Sempre per quanto riguarda le Regioni, all’ultimo posto è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il cui gradimento è precipitato dal 53,9% dell’anno scorso al 42%, ma risulta in calo di oltre il 20% rispetto all’anno di elezione. Invece in forte crescita di consensi è il presidente della Sicilia, Schifani, nonostante il caso Niscemi.




