Apoteosi Giochi del Mediterraneo
Duecentoventiquattro medaglie: 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi. Mai l’Italia e alcun Paese avevano vinto così tanto ai Giochi del Mediterraneo. A vincere, a trionfare, non sono stati solamente gli atleti delle trentatré discipline sportive rappresentate ma l’intera città di Taranto, che a pieni voti ha superato la prova di maturità attraverso questo evento unico raro indimenticabile. La periferia che si fa capitale. Che lega gli sportivi di ogni comunità, col tricolore in mano. La macchina organizzativa è stata quasi impeccabile. La cittadinanza ha risposto con entusiasmo e con maturità, accogliendo gli atleti e partecipando in massa alle gare.
Di gara in gara
Impossibile menzionare tutti coloro che hanno trionfato. Nei primi giorni della 20esima edizione dei Giochi del Mediterraneo, una grande emozione è stata il ciclismo su strada. Tutto italiano, infatti, il podio nella prova in linea femminile vinta da Rachele Barbieri (Martina Fidanza, argento, e Barbara Guarischi, bronzo), in quella maschile la vittoria è andata a Tommaso Dati – terzo Federico Iacomoni. Precedentemente la cronometro aveva attraversato il capoluogo ionico lungo un circuito particolarmente tecnico e piatto. Vedere sfrecciare i corridori tra le strade di Taranto, e sul lungomare Vittorio Emanuele III in volata, con al seguito la carovana, è stato come una rigenerante fiammata in quei giorni di sole cocente e temperature elevate – avremmo voluto vedere più gente a bordo strada, ma appunto il caldo era asfissiante, insopportabile. Il pubblico è cresciuto in occasione della gara femminile di triathlon dominata dalla milanese Bianchi Seregni. Una splendida cartolina quanto ripreso dalle telecamere della Rai, sopra i luoghi simbolo di Taranto, visti dall’alto, dalla città vecchia al borgo. Così i primi piano sulle fatiche degli atleti trasudavano bellezza rara.
Orgoglio di Taranto
Dopo la vittoria di Benedetta Pilato è arrivata un’altra attesa medaglia. A conquistarla la karateka Silvia Semeraro, argento nei -68 kg: l’ascesa della Belva si è interrotta in finale contro l’egiziana Feryal Abdelaziz, capace di imporsi per 2-0 al PalaWojtyla di Martina Franca, e di confermare il titolo conquistato ai Giochi del Mediterraneo 2022, ai danni della stessa atleta di Faggiano. La gioia prevale comunque sul rammarico. Perché gareggiare in casa, ad alto livello nel territorio in cui è nata, è il coronamento di una carriera longeva straordinaria.
Le altre medaglie
Particolare entusiasmo ha creato la performance e lo spettacolo di Gianmarco Tamberi nell’atletica. Gimbo, infatti, ha vinto l’oro nel salto in alto. Il marchigiano non ha tradito le attese. Diversamente da Filippo Tortu: guadagnata la finale solamente dopo il ripescaggio, il velocista portabandiera dell’Italia ha rinunciato alla finale dei 200 metri, per problemi fisici. Un’altra medaglia pugliese è stata l’oro di Marco De Tullio. La riprova che il movimento del nuoto gode di buona salute, trascinato proprio dagli atleti della Puglia. Sta bene anche la pallamano. Tanto che il torneo femminile ha visto il trionfo della nazionale italiana, e della conversanese Giada Babbo. Tra gli sport di squadra, l’ultimissima emozione è stata quella offerta dalla pallanuoto: dopo un’attesa lunga 33 anni, il Settebello è salito sul gradino più alto del podio sconfiggendo il Montenegro in finale. I Giochi sono appena terminati, ma i riflettori non si spengono su Taranto. Non c’è spazio per la nostalgia: il futuro sia più radioso del momento magico che abbiamo potuto vivere in due settimane.




