Formazione

Tornare al pensiero di Aldo Moro per costruire il futuro: il convegno

23 Set 2026

di Silvano Trevisani

L’attualità di Aldo Moro, statista e pensatore profetico, ispirato dalla fede in Dio e dalla fiducia nell’uomo, sempre in anticipo sui tempi e per questo sempre ingombrante per gran parte della politica, è stata al centro della presentazione del volume di Antonio Incampo: “Aldo Moro. Il diritto. Lo Stato” nell’aula magna dell’Università a lui intitolata. La presentazione del volume edito da Cacucci, a cura del Centro di cultura per lo sviluppo Giuseppe Lazzati, è stata l’occasione per un convegno di grande livello, “All’inizio di un pensiero per tornare al futuro”, che ha visto protagonisti alcuni dei maggiori studiosi, docenti e teologi, che hanno esaminato la formazione di Moro a 360 gradi. E del resto il Centro Lazzati è ormai da molti anni impegnato ad approfondire il pensiero e l’attività politica di uno dei grandi del Novecento, che proprio a Taranto si formò negli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza. Il teologo Piero Coda, l’ambasciatore Pasquale Ferrara, lo storico Paolo Acanfora, il filosofo Raul Buffo, l’internazionalista Ivan Ingravallo, il presidente dell’Istituto internazionale J. Maritain, la costituzionalista Ines Colli, moderati dal noto giornalista Marco Frittella, hanno approfondito sotto tutti gli aspetti le scaturigini di un pensiero che quantomai attuale, in un periodo caratterizzato dal primato della forza sulla solidarietà politica, a tutti i livelli.

Antonio Incampo, professore ordinario di Filosofia del diritto nel dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, la cattedra che fu di Moro, nel suo volume approfondisce in particolare la partecipazione di Moro all’Assemblea Costituente (1946–48), segnata da due esperienze decisive: da un lato quella di rappresentante del cattolicesimo organizzato della Fuci, come testimoniano i numerosi articoli pubblicati sulla rivista Studium, dall’altro l’esperienza di giovane professore di Filosofia del diritto all’Università di Bari. Le lezioni baresi degli anni accademici 1944–45 e 1946–47, rispettivamente su “Diritto” e “Stato”, che vengono pubblicate nel libro in occasione del centenario dell’ateneo barese, sono un passaggio indispensabile per chiunque voglia comprendere non solo il pensiero filosofico-giuridico moroteo, ma anche i principi fondamentali della Costituzione italiana.

Già alla fine della guerra, Moro si chiedeva: “Se le cose non vanno, non dobbiamo limitarci a dire che ci saranno altri a pensarci, bensì domandarci che cosa possiamo fare noi”. È l’espressione di un pensiero generativo e trinitario che contribuirà all’elaborazione della cultura politica del cattolicesimo democratico, tra i fondamenti della Costituzione Italiana. “Siamo all’inizio di un pensiero filosofico-giuridico che porterà i suoi frutti nell’Assemblea Costituente. – ha detto Incampo – Moro mostra un prendersi cura del bene comune e una solitaria lungimiranza politica. Dentro un turbolento cambiamento d’epoca, dopo le illusioni della “fine della storia” con il crollo del Muro di Berlino, ci troviamo alla “fine della fine della storia” per un nuovo ri-inizio con la forza di un pensiero capace di comprendere la complessità planetaria contemporanea”.

L’analisi proposta riporta a Moro all’inizio della missione di docente e di costituente in tutta la sua dimensione profetica e controcorrente che lo porterà al martirio nel 1978. “Oggi abbiamo bisogno di un nuovo inizio di un nuovo pensiero politico complesso, lontano anni luce dalle semplificazioni e polarizzazione attuali. Quello di Aldo Moro è “un pensiero sorgivo”, capace di creare nuovi contesti per rafforzare una democrazia partecipativa e intelligente”.

A 110 anni dalla nascita, Moro rivela tutta la sua attualità, anche nell’ordine internazionale, oggi notevolmente in crisi.

Dopo l’intervento del vicario diocesano don Francesco Nigro, che ha portato i saluti dell’arcivescovo di Taranto Ciro Miniero, ha concluso l’incontro, Domenico Amalfitano, da sempre artefice del Centro Lazzati, che fu collaboratore di Moro ed ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che ha rimarcato quella che viene definita “l’attualità dell’inattualità” di Moro, che poneva le basi della teoria dalla “complessità”, che sola può spiegare oggi i meccanismi che possono decifrare il presente. Un pensiero libero, un pensare con la propria testa, come diceva il futuro Papa Montini, in quegli anni di comune comunità epistemica, per diventare pensiero costituente che non demorde dall’essere ri-costituente.

Amalfitano ha anche preannunciato l’adesione dell’Università di Bari alla istituzionale di un insegnamento sul pensiero moroteo e la pubblicazione degli atti del convegno.

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