‘Nudo. Il Santo e l’uomo’: quando Francesco si spoglia del superfluo e parla all’uomo di oggi
Il testo teatrale, scritto da Gaetano Mercinelli, nelle prossime settimane sarà proposto in diversi centri della provincia
Ci sono figure della storia che appartengono al loro tempo e ce ne sono altre che attraversano i secoli senza perdere la capacità di interrogare le coscienze, come San Francesco d’Assisi. A ottocento anni dalla sua morte, la sua voce continua ad arrivare limpida, capace di oltrepassare i confini della fede per entrare nelle fragilità, nelle domande e nelle inquietudini dell’uomo contemporaneo. Da questa consapevolezza nasce ‘Nudo. Il santo e l’uomo’, il testo teatrale scritto da Gaetano Mercinelli che nelle prossime settimane sarà proposto in diverse località in un percorso culturale, musicale e spirituale che accompagna il pubblico verso il centenario francescano. Queste le tappe programmate: Faggiano (2 ottobre), Grottaglie (4 ottobre), Taranto (15 e 17 ottobre), Bari (24 ottobre), Talsano (25 ottobre) e Lizzano (31 ottobre).
Sul palco, insieme allo stesso Gaetano Mercinelli, ci saranno Franco Nacca, Emanuele Benefico, Michele Mancone e Vincenzo Cesario. Una presenza corale che, attraverso testo e musiche, accompagna il pubblico in un viaggio dove parola e riflessione si intrecciano continuamente. Gli interventi musicali non rappresentano un semplice accompagnamento scenico, ma diventano parte integrante della stessa narrazione, quasi una seconda voce capace di amplificare emozioni, silenzi e passaggi interiori del testo recitato. La musica di Michele Mancone insieme agli altri,, in questo contesto, contribuisce a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente, in grado di accompagnare lo spettatore dentro il cuore della vicenda francescana narrata.
Questo tour appare una sorta di pellegrinaggio dell’anima che attraversa comunità diverse ma unite dal desiderio di confrontarsi con una figura, quella del Poverello d’Assisi, che continua a parlare al presente. E forse è proprio questa la forza di Francesco: in un mondo che corre, accumula e divide, il Santo di Assisi continua a proporre il linguaggio disarmante dell’essenzialità. Non offre formule magiche neanche risposte preconfezionate. Invita semplicemente a guardarsi dentro. Già il titolo, ‘Nudo’ racchiude l’essenza dell’opera, che non è soltanto il richiamo al celebre gesto con cui Francesco rinuncia ai beni terreni spogliandosi davanti al padre e alla città di Assisi. È soprattutto il simbolo di una scelta radicale che ancora oggi conserva una straordinaria attualità: liberarsi di ciò che è superfluo per ritrovare ciò che conta davvero. Lo spettacolo evita volutamente il rischio di una narrazione celebrativa, anzi, sceglie invece di esplorare la dimensione più autentica e umana del Santo. Non quindi l’immagine irraggiungibile impressa nelle icone, ma l’uomo che ha conosciuto dubbi, contraddizioni, sofferenze e che proprio attraverso queste ferite, ha saputo costruire una delle testimonianze più straordinarie della storia.
‘Nudo. Il santo e l’uomo’ si annuncia dunque come qualcosa che va oltre il semplice spettacolo teatrale, un’occasione di riflessione, un incontro con una delle personalità più rivoluzionarie della storia e, soprattutto, un invito a riscoprire quella parte più autentica di noi stessi che spesso il “rumore” del quotidiano finisce per soffocare. Ottocento anni dopo Francesco, grazie a questo lavoro teatrale, continua a togliersi ogni veste di retorica, ad essere nudo davanti alla storia e agli uomini, riuscendo ancora a parlare al nostro tempo.





