Basilica cattedrale San Cataldo

Restituite all’originale bellezza le grandi tele del Santissimo in Cattedrale

ph G. Leva
01 Ott 2026

di Silvano Trevisani

Per molti è stata una vera scoperta. Importante quanto illuminante, perché unisce alla bellezza la densità di una catechesi visiva, tenuta riservata pure nel cuore di un luogo di grande affluenza com’è la basilica cattedrale di San Cataldo. Stiamo parlando delle grandi tele raffiguranti “La caduta della manna” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci” realizzate dal pittore veneto Giovanni Molinari intorno al 1767, Opere che possiamo considerare della maturità, se si pensa che, nato a Meduno n1l 1633, si spense a Venezia nel 1688, e che egli con tutta probabilità realizzò in loco, viste le grande dimensioni.

Dopo un lungo e laborioso restauro, le grandi tele, lunghe circa otto metri e complessivamente estese per 42 metriquadri, sono tornate nel loro luogo originale, la cappella del Santissimo Sacramento, dove le volle il loro committente, l’arcivescovo Tommaso Caracciolo, che fu anche l’artefice del Cappellone di San Cataldo.

Il restauro, durato circa 18 mesi e affidato alla restauratrice Maria Gaetana Di Capua, che ha una lunga storia di collaborazione con la Chiesa di Taranto, e alla sua equipe, è stato presentato nel corso di un incontro, molto partecipato, svoltosi in arcivescovado, alla presenza di autorità civili e militari e di un folto pubblico che ha potuto apprendere della complessità e laboriosità dell’intervento di restauro, reso possibile finanziariamente dal sostegno dell’impresa Italcave.

L’incontro è stato aperto dal parroco della Cattedrale, monsignor Emanuele Ferro, il quale ha sottolineato l’importanza di una cappella come quella Santissimo Sacramento, “luogo di preghiera, di silenzio e di arte della Cattedrale, probabilmente meno conosciuto, ma che per il suo valore sacramentale è anche più importante del cappellone di San Cataldo”. Ora ritorna a tutto il suo splendore anche artistico con la ricollocazione delle due grandi tele restaurate, che rappresentano “il mistero di Dio che si avvicina agli uomini dando il suo nutrimento, prima con la manna che cade del cielo, poi come figura quella di Gesù che provvede ai pani e ai pesci alle persone affamate, ma per dire una cosa soltanto: sono Io il vero cibo che sazia una fame che l’uomo non può saziare”.

Monsignor Ferro ha anche preannunziato che il prossimo intervento di restauro riguarderà “Il dubbio di San Giuseppe”, opera del grande artista napoletano Paolo De Matteis, noto al pubblico tarantino proprio per le grandi opere realizzate nella cattedrale, sulla volta della Chiesa di San Giuseppe.

Per Italcave, azienda che ha sostenuto il restauro della cappella, è intervenuto l’amministratore unico Giovanni De Marzo, presente anche Saverio Caramia. “Restaurare un’opera d’arte – ha detto De Marzo – non significa semplicemente conservarla, ma anche renderla nuovamente fruibile e tramandarla. Ed è proprio questo il senso con cui abbiamo voluto sostenere questi interventi”.

Il direttore dell’Ufficio dei Beni culturali dell’arcidiocesi, don Francesco Simone, ha definito le due grandi tele “ospiti non passeggeri della Cattedrale”, dove abitano la cappella del Santissimo Sacramento fin dal momento stesso della loro creazione. “Non sono certo nate per essere esposte in un museo, ma per abitare un luogo di preghiera. Sono state pensate per dialogare con l’architettura sacra e, soprattutto, con il cuore dei fedeli che da secoli frequentano la nostra Cattedrale”.

In un articolato intervento, la restauratrice, Maria Gaetana Di Capua, ha spiegato la complessità dell’intervento, per il quale “è stato necessario mettere in atto numerose attività quali il consolidamento della pellicola pittorica, la rimozione delle numerose toppe e delle ridipinture eseguite nel secolo scorso, la pulitura e l’integrazione pittorica delle lacune. L ‘intervento di restauro non ha solo salvaguardato la materia, ma ha restituito la leggibilità della stesura pittorica tipica del pittore veneziano Giovanni Molinari”.

Servendosi di numerose immagini, Maria Di Capua ha mostrato come sia stata prima necessaria una analisi dettagliata delle condizioni sia del dipinto che dell’intelaiatura di sostegno, per poi passare a tutta una serie di interventi tecnici, specifici per ognuna delle due tele, che avevano condizioni molto diverse tra loro, soprattutto a causa della diversa esposizione a fonti luminose che hanno inciso sul colore. Ci si è avvalsi delle più recenti tecniche di restauro per restituire l’opera alla sua integrità e riportare i colori alla loro lucentezza iniziale. Interessanti e molto seguite le spiegazioni dettagliare sugli interventi operati nel tempo sulle tere, gli ultimi negli anni Settanta del secolo scorso, in non pochi caso peggiorativi delle condizioni delle opere, e che hanno richiesto intervetni particolarmente laboriosi.

L’intervento conclusivo dell’arcivescovo Ciro Miniero, ha esaltato l’importanza della pittura sacra: “Lungo i secoli la Chiesa ha sempre promosso, attraverso le immagini, attraverso le rappresentazioni sacre, attraverso l’arte in genere, l’espressione di quelli che sono i sentimenti del cuore e della fede, dei quali troviamo una magnifica rappresentazione proprio nelle opere che abbiamo in Cattedrale. I due quadri di Giovanni Molinari, in particolare, richiamano il cammino che Dio ha compiuto con il Suo popolo attraverso quei segni che poi noi riconosciamo come Segni eucaristici che ci portano a Cristo e al mistero della Eucarestia”.

Le autorità e il pubblico sono stati, quindi, guidati alla Cappella del Santissimo Sacramento, dove hanno potuto ammirare in tutto il lor splendore originario le due tele: “La caduta della manna” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”.

(Foto G. Leva)

Leggi anche
Diocesi

La reliquia di San Francesco d’Assisi in parrocchia: giorni di grazia e di preghiera

Sono giorni davvero speciali per la  comunità parrocchiale del Sacro Cuore. La presenza della reliquia di San Francesco d’Assisi ha trasformato questi giorni in un tempo intenso di preghiera, incontro e comunione. Fin dal suo arrivo, la chiesa è rimasta sempre gremita di fedeli. Tante persone, provenienti dalla nostra parrocchia e non solo, hanno desiderato […]

Festa di San Francesco a San Giorgio jonico

La parrocchia dei Santi Patroni d’Italia, Francesco e Caterina, in San Giorgio jonico presenta il programma della festa di San Francesco d’Assisi, organizzata col patrocinio del Comune. Venerdì 2 ottobre, alle ore 18, santa messa celebrata da don Ettore Tagliente; alle ore19 recital del coro dei bambini e dai ragazzi del Laboratorio di chitarra dedicato […]

La parrocchia di San Pasquale nel ricordo di San Francesco d’Assisi

La parrocchia di San Pasquale Baylon, a Taranto, invita a celebrare il ricordo di San Francesco d’Assisi , nell’ottavo centenario della morte, con un ricco programma di momenti di preghiera, di meditazione e di solidarietà. Giovedì primo ottobre, alle ore 18.30, si terrà la celebrazione eucaristica per gli studenti. Venerdì 2, alle ore 18.30 santa […]
Hic et Nunc

‘Nudo. Il Santo e l’uomo’: quando Francesco si spoglia del superfluo e parla all'uomo di oggi

Il testo teatrale, scritto da Gaetano Mercinelli, nelle prossime settimane sarà proposto in diversi centri della provincia

Martina, ‘Forza venite gente’ in piazza per la festa di San Francesco

La rappresentazione del musical ‘Forza venite gente’ in piazza Mario Pagano in programma sabato 3 ottobre alle ore 20.30, rappresenterà uno dei momenti più significativi dei festeggiamenti in onore di San Francesco d’Assisi, a cura della omonima parrocchia-santuario di Cristo spirante. Gli attori saranno quelli dell’associazione ‘Amici de lu Paulinu’ di Martignano-Lecce in collaborazione con […]

La parrocchia di Cristo Re, a Martina Franca, celebra San Francesco d’Assisi

“Con gioia ci prepariamo a celebrare la solennità del Serafico Padre San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, in questo anno particolarmente significativo dell’ottavo centenario del suo beato transito (1226-2026) – annuncia il parroco della Cristo Re, a Martina Franca, padre Paolo Lomartire -.  Fino al 3 ottobre, vivremo il novenario, accompagnati ogni sera dalla preghiera della […]
Media
01 Ott 2026