Lavoro

Ilva: si sciopera a oltranza, in tutti i siti previsti nuove proteste e blocchi

12 Ott 2026

di Silvano Trevisani

“La mobilitazione e lo stato di agitazione continueranno e decideremo con i territori le ulteriori iniziative finché non sarà trovata una soluzione. Per questo è indispensabile una convocazione urgente a Palazzo Chigi”. È quello che si legge nella nota congiunta dei segretari nazionali di Fim Fiom Uilm, Uliano, De Palma e Sperti. Che lascia presagire, col prosieguo a oltranza dello sciopero, la possibilità che nuove manifestazioni e nuovi blocchi stradali, oltre quello che si sono protratti oggi sulla via Appia, sulla 106, all’ingresso della raffineria, al cui interno sono state bloccate 37 autocisterne, che non hanno potuto effettuare la distribuzione di carburante, e alle portinerie dello stabilimento, di fatto bloccando la circolazione, possano essere messi in atto come strumento di pressione nei confronti del governo. Intanto un gazebo è stato montato sulla 106, dove rappresentanze dei lavoratori stazioneranno durante la notte.

“Il Governo non può scarica sulla magistratura o su altri soggetti responsabilità che sono politiche. Chiediamo di confrontarci su un progetto ambientale, industriale e occupazionale che preveda Dri e forni elettrici con la presenza di una cordata a maggioranza pubblica e di un piano industriale congiunto sulla base delle proposte già presentate ad agosto”.

Alla manifestazione si è unito anche il sindaco Piero Bitetti che, nonostante qualche contestazione, è intervenuto esprimendo solidarietà ai lavoratori e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale a sollecitare il Governo a compiere le scelte adeguate. “Dobbiamo ricacciare via l’idea che questo territorio possa ancora impoverirsi. Ecco perché attendiamo risposte dal Governo affinché vari una legge speciale per Taranto, che crei le condizioni utili a generare investimenti, ad attrarne e a creare occasioni di sviluppo e di occupazione”.

“Per Taranto chiediamo certezze. Esiste una strada ed è quella di una fabbrica decarbonizzata – afferma da parte sua il presidente della Regione, Antonio Decaro, che ha convocato una riunione alla Regione per venerdì – sollecitando chiarimenti anche sui programmi destinati ad attirare nuove iniziative industriali”. Il riferimento è agli incentivi per favorire nuovi investimenti che erano stati annunciati lo scorso agosto e sui quali la Regione attende ancora indicazioni precise. “Nell’attesa che venga definito il futuro assetto produttivo, è indispensabile mantenere operative le lavorazioni a freddo, valutandone anche un potenziamento. Parallelamente, chiede di proseguire con gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle diverse aree dello stabilimento”.

Solidarietà nei confronti dei lavoratori è stata espressa anche dal presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano: “Quella dell’ex Ilva non è soltanto una vertenza tarantina, ma una questione nazionale che chiama direttamente in causa la responsabilità del Governo. È necessario assumere decisioni chiare e immediate per tutelare l’occupazione, garantire la continuità produttiva e assicurare un futuro industriale al nostro Paese e al nostro territorio”.

Il Governo dovrebbe approvare domani il decreto che stanza 125 milioni per la cassa integrazione fino a giugno 2026, ma tale provvedimento, pur se indispensabile, è insufficiente e vede comunque esposti soprattutto i lavoratori dell’indotto.

Intanto, per quanto riguarda la cessione del gruppo, Emma Marcegaglia, amministratrice della Holding di famiglia, intervenendo all’assemblea di Assolombarda a Milano circa l’ipotesi di intervento della cordata di 14 industriali italiani, ha chiarito che è in fase di elaborazione un business plain per la valutazione dell’operazione e che il Governo ha prorogato i termini per la presentazione di un’offerta che richiederà ancora un adeguato approfondimento e dovrà comunque passare per la sentenza della Cassazione.

Ricordiamo, in chiusura, che le associazioni ambientaliste terranno a Taranto una manifestazione pro chiusura dell’Ilva sabato 17 ottobre, con partenza alle 16 da piazzale Democrate, anche in previsione dell’udienza della Corte di cassazione a sezioni riunite, in programma per il 20 ottobre, che dovrà decidere se confermare in via definitiva la sentenza con la quale la corte d’appello di Milano ha disposto la chiusura dell’area a caldo o scegliere di valutare un ulteriore approfondimento, come chiesto dal procuratore generale presso la Cassazione.

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