I Lions accendono una luce sulla salute mentale col contributo di una neuropsichiatra infantile
Si è svolta, nella Sala delle vele del Circolo ufficiali della Marina militare, la conversazione sul tema “La salute mentale tra adolescenza ed età adulta: una responsabilità condivisa”, organizzata dal Lions club Taranto Poseidon.
L’iniziativa nasce da una duplice motivazione: la salute mentale è da poco divenuta causa globale di servizio di Lions international, accanto a quelle storiche della fame, della vista e del diabete; a questa ragione istituzionale se ne aggiunge poi una civile, forse più urgente: la salute mentale si porta ancora dietro uno stigma del quale si parla poco, troppo poco.
Ad aprire i lavori il presidente del Lions club Taranto Poseidon, Antonio Tagliente, che ha ricordato come i pregiudizi si abbattano soltanto con la corretta informazione.
La relazione è stata affidata alla neuropsichiatra infantile presso l’Ausl di Parma, Francesca Foti, che ha guidato il pubblico con competenza e passione attraverso le problematiche dell’età più delicata: quel passaggio tra adolescenza ed età adulta nel quale i confini tra crescita e disagio sono sottilissimi, e in cui molto si decide della vita futura. Numerose e partecipate le domande del pubblico.
Sono quindi intervenuti l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Taranto Sabrina Lincesso e il 1° vicegovernatore del distretto Lions 108 AB, Giovanni Sebastio, a testimonianza di una convergenza tra associazionismo e istituzioni che su questi temi è condizione necessaria.
Resta il senso profondo della serata, affidato alle parole del presidente del LC Taranto Poseidon, Tagliente: “lo stigma nasce nella comunità e solo nella comunità può essere sconfitto. La prevenzione nasce dalla consapevolezza e la consapevolezza nasce dal confronto con chi ne sa più di noi. Una società che sa interrogarsi sulle proprie fragilità è una società più inclusiva, più solidale, più giusta e più forte”.
Non è stato organizzato semplicemente un evento: è stata accesa una luce dove da troppo tempo c’era il buio, il buio dell’ignoranza e del pregiudizio.



