Il programma dell’Istituto superiore di Scienze religiose ‘San Giovanni Paolo II’
Oggi la domanda di senso interpella non pochi giovani e adulti, come ci dimostra il fenomeno crescente del catecumenato in paesi secolarizzati come la Francia o gli Usa o il Regno Unito. La riscoperta della fede da adulti è un processo generativo per la vita dei singoli e delle comunità credenti che chiama in causa anche la formazione degli stessi presbiteri e laici. La missione dell’Istituto superiore di Scienze religiose, pertanto, si colloca in questa mission evangelizzatrice, come si desume dal discorso di Leone XIV rivolto alla nostra facoltà teologica pugliese il 2 marzo scorso, affermando che la teologia è una dimensione costitutiva dell’azione missionaria ed evangelizzatrice della Chiesa. Così si esprimeva: “Non si tratta di acquisire nozioni per adempiere obblighi accademici, ma di avviare una navigazione coraggiosa, una traversata in alto mare. Questo viaggio si muove in una duplice direzione: da una parte è un percorso per scendere in profondità, scrutando gli abissi del mistero di Dio e le diverse dimensioni della fede cristiana; dall’altra, è un prendere il largo per andare oltre, per scrutare altri orizzonti e trovare, così, nuove forme e nuovi linguaggi in cui annunciare il Vangelo nelle diverse situazioni della storia”.
La teologia, dunque, non è un lusso accademico. Nasce dalla fede e torna alla fede, e il suo scopo è l’incontro con Cristo. Per un Istituto accademico come il nostro questo ha un risvolto concreto: ciò che studiamo deve poter diventare servizio nelle parrocchie, nella scuola, negli ambienti di vita.
La realtà del nostro Istituto superiore di Scienze religiose metropolitano ‘San Giovanni Paolo II’ è una esperienza piccola e feconda di formazione accademica ed offre non solo un corso di laurea ai futuri docenti di religione, ma anche una qualificazione universitaria degli operatori pastorali. La richiesta di studi teologici e in scienze religiose negli ultimi anni ha avuto un calo fisiologico, ma è interessante che sono aumentati gli iscritti come ospiti o uditori, persone che desiderano approfondire alcune discipline e si mettono in gioco per questi percorsi. Come rilevava Rosmini, c’è una forma alta di carità, è quella intellettuale di cui la teologia si fa espressione e tramite e che supporta il bisogno di amore per la verità e la bellezza che eleva l’animo umano.
Il nostro istituto sta promuovendo anche la formazione su alcuni temi molto interessanti nei seminari interdisciplinari aperti a tutti, quali uno sul postumanesimo e il transumanesimo, a partire dalle provocazioni emerse dal documento della Cti ‘Quo vadis humanitas?’ del marzo 2026. Un secondo tema di frontiera è quello che si sta affrontando in collaborazione con alcuni docenti dell’Uniba sugli 80 anni della Repubblica italiana e la riscoperta dell’attualità della Costituzione italiana. Entrambi i seminari sono un tentativo di mettere in atto concretamente l’impegno delle facoltà nella terza missione e nella promozione della interdisciplinarietà. Un terzo tema che si sta promuovendo è quello sull’intelligenza artificiale, sia nella formazione del corpo docente con la prof.ssa Francesca Mazzia di Uniba che con la prolusione accademica del 27 novembre 2026 con don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia della Vita e uno dei massimi esperti a livello vaticano sul tema.
L’assemblea d’istituto del 9 ottobre è stata l’occasione propizia per riflettere insieme sulla vita del nostro centro di formazione e ringraziare e salutare con una pubblica ‘Laudatio’ i proff. Salvatore d’Elia e don Paolo Oliva per il prezioso servizio di docenza svolto in tanti anni, coronato con il raggiungimento del 70° anno di età.
L’auspicio che emerge è quello di poter promuovere sempre più e qualificare questi percorsi di studi e di poter attivare ulteriori percorsi di formazione per docenti e operatori pastorali.





