Sanità sotto attacco: ambulanza danneggiata e cieco totale lasciato solo
La sanità è sotto attacco. Quello che dovrebbe essere il primo dei settori qualificanti di una democrazia vive un momento difficile, soprattutto per le insufficienti risorse che dallo Stato passano agli enti locali, dopo anni di sprechi e di squilibri territoriali, che rischiano di essere acuiti dall’autonomia differenziata. Se a tutte le regioni mancano 2,5 miliardi di finanziamenti per portare i bilanci in equilibrio, alcune regioni, come la Puglia, pagano soprattutto lo squilibrio territoriale, con le enormi risorse girate ad altre regioni che hanno maggiori mezzi e più strutture.
La carenza di personale sanitario, che si sposta dal pubblico al privato, che è pure retto dai finanziamenti pubblici, e la generale insufficienza di risorse economiche mantengono in situazione di continua tensione il settore, con punte di disagio estremo nel pronto intervento e nell’emergenza.
In questa situazione i casi di violenza nei confronti degli operatori o di mancata assistenza a persone non autosufficienti, sono all’ordine del giorno.
E un episodio di violenza si è verificato domenica pomeriggio ai danni del personale del 118 addetti a un’ambulanza della postazione di Taranto porto, presso il porto mercantile. Come racconta una nota dell’Usb: “Gli operatori sono intervenuti per soccorrere un uomo al rione Tamburi, in via Orsini. Il paziente era inizialmente incosciente; quando si è ripreso ha cominciato a inveire contro i soccorritori che per sottrarsi alla rabbia del paziente, sono stati addirittura costretti a chiudersi nel mezzo di soccorso. A quel punto, l’uomo ha cominciato a lanciare pietre contro l’ambulanza. Fortunatamente non si sono registrati feriti. Sono poi intervenute due squadre della polizia di stato, in auto e moto, che hanno riportato alla calma l’esagitato e lo hanno trasportato in ospedale”.
Per arginare il triste fenomeno delle aggressioni, il sindacato chiede che vengano predisposti protocolli operativi chiari per gli interventi in situazioni a rischio, con il coinvolgimento delle forze dell’ordine, ma chiede anche dispositivi di sicurezza adeguati, sistemi di allarme e valutazione dell’introduzione di bodycam nel rispetto della normativa vigente.
La Uil Fp Taranto, in particolare, è pronta ad aprire formalmente lo stato di agitazione di tutto il personale del Set 118, aprendo la strada al blocco delle attività e allo sciopero di categoria se Regione Puglia e Asl Taranto non disporranno subito misure stringenti a tutela dei soccorritori.
“La responsabilità dell’immobilismo ricade direttamente sui vertici della direzione strategica dell’Asl e sulle scelte regionali – sostengono Maldarizzi e Palmieri dell’Fp – Non aspetteremo la tragedia annunciata per far valere i diritti del comparto: o arrivano subito atti deliberativi e protocolli operativi, o la protesta paralizzerà il servizio nelle forme consentite dalla legge”.
Per quanti riguarda le gravi carenze dell’assistenza, la Cgil di Taranto segnala il caso di 62enne, Riccardo, che dal 2003 cieco totale e invalido a causa di un distacco della retina che, dopo aver subito otto interventi ne subirà presto un altro ma alle mani, che sono le sole a guidarlo.
Ma Riccardo, che non ha nessuno che possa occuparsi di lui, spiega Tiziana Ronsisvalle della Cgil, aveva chiesto la possibilità di usufruire del Pro.VI. : il contributo economico previsto dalla Regione Puglia, per sostenere l’autonomia, l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità grave. Ma le risorse sono limitate e i progetti approvati in Puglia sono solo 300 di cui 17 per Taranto. Ma Riccardo, nonostante le sue condizioni, è risultato 40simo nella graduatoria provinciale e quindi escluso. Egli inoltre avrebbe richiesto un maggior numero di ore per il Servizio di assistenza domiciliare per disabili (SAD) al Comune di Taranto, ma non gli sarebbe stato accordato.
Ci si chiede, di fronte a storie come questa, se il nostro si possa chiamare ancora “stato sociale”.



