Società

L’educazione non è un fatto privato

16 Mag 2022

di Silvia Rossetti

A Lecce otto alunni di una scuola media sono esclusi per motivi disciplinari dalla gita di fine anno ed è subito polemica. A rispondere alle critiche è la dirigente dell’istituto in persona che, come riportato dai quotidiani nazionali, non esita a definire i comportamenti dei ragazzi “al limite della delinquenza minorile”. La dirigente, inoltre, chiarisce: “La vivacità di un ragazzino non è mai motivo di punizione, non potrebbe esserlo: siamo docenti, formati per formare ed educare. In questo caso, però, parliamo di alunni completamente allo sbando, per i quali abbiamo più volte richiamato le famiglie: non possono pretendere che sia la scuola a supplire a una educazione che si impara, principalmente, fra le mura di casa”.
L’episodio offre diversi spunti di riflessione.
Non è la prima volta che una scuola decide di estromettere degli alunni dalle visite didattiche a causa dei loro comportamenti inopportuni e persino pericolosi. Certamente si tratta di una misura spiacevole, ma in genere la scelta segue una serie di azioni e mediazioni precedenti che non hanno avuto riscontro.
Il percorso educativo degli studenti non può che essere frutto di assidua cooperazione e proficuo dialogo fra docenti e famiglia. La scuola, come ha giustamente sottolineato il capo dell’istituto leccese, non può colmare da sola le negligenze e le assenze di alcuni genitori. Occorre ricordare che anche la giurisprudenza quando dirime gravi episodi disciplinari all’interno di un’aula scolastica, chiama in causa la cosiddetta culpa in educando, ovvero la responsabilità genitoriale.
Purtroppo, quando la condotta di taluni ragazzi manifesta forti criticità, può accadere che la famiglia in primis non accetti i richiami della scuola, diserti i colloqui programmati con i docenti e si mostri riluttante a prendere in considerazione i suggerimenti proposti. Ovviamente non sempre, poi, le anomalie comportamentali dei ragazzi sono riconducibili a errori educativi. In alcuni casi possono evidenziare veri e propri disturbi della condotta che però hanno bisogno di essere diagnosticati e trattati assieme a degli specialisti. Anche in queste circostanze, quindi, occorre che le famiglie si facciano carico del problema e collaborino con la scuola per trovare delle opportune e comuni strategie educative.
Riflessione specifica, inoltre, va fatta sulla difficoltà di gestione di alcuni gruppi classe, dove magari sono presenti diversi elementi particolarmente problematici. In questo caso la scuola può e deve mettere in campo dei progetti calati sulle dinamiche relazionali del gruppo, avvalendosi anche dell’intervento degli specialisti dello sportello psicologico o di enti collegati al territorio. Le azioni, comunque, devono essere condivise sempre con le famiglie che hanno la responsabilità di sostenerle e rinforzarle.
Insomma, ancora una volta emerge chiaramente che l’educazione non può e non deve essere un fatto privato e che si realizza pienamente solo all’interno di una solida concertazione che coinvolge scuola, famiglia e possibilmente anche il territorio e gli enti locali. Quando tali condizioni vengono a mancare a rimetterci chiaramente sono i ragazzi che, oltre a non maturare e crescere in maniera sana, si trovano schiacciati dall’extrema ratio delle misure punitive.
Ci rendiamo conto delle criticità dei nostri giovani soltanto quando la cronaca le porta alla ribalta o quando, come in questo caso, la scuola si trova costretta a prendere decisioni impopolari.
Di fatto la sensibilità e la partecipazione delle famiglie e del territorio ad attività preventive rispetto alla devianza dei comportamenti giovanili non sono adeguate. Gli insegnanti, dal canto loro, sono sempre più in difficoltà nel confronto con i genitori dei loro studenti e tendono a demotivarsi, molti fra di essi sono a rischio burn out.
Se la scuola non trova altra strada che quella della punizione, perché inascoltata negli appelli precedenti, che speranze abbiamo per le generazioni che dovrebbero essere protagoniste del nostro futuro?

Leggi anche
Editoriale

Il fallimento dell’essere comunità

Non se ne esce. È una spirale perversa da cui sembra impossibile venir fuori. Gli interrogativi a cui sembra saldato il dibattito pubblico, soprattutto nei talk show televisivi, sono sempre tali e quali: ma il gioielliere di Grinzane Cavour è colpevole o no? È un carnefice o è una vittima? Gli agenti di polizia e […]

La donna, il serpente e il sospetto: una nuova caccia alle streghe nell’era dell’indignazione

Può una domanda diventare una negazione? Può una precisazione esegetica essere trasformata in una dichiarazione contro la fede? E può accadere che una riflessione dedicata alla donna finisca per sottoporre a giudizio proprio la donna che l’ha formulata? È quanto sembra essere avvenuto intorno all’articolo Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?, pubblicato […]

Quello scontro sulla grazia

In ogni Stato di diritto, in qualsiasi Stato di diritto, vige un confine insuperabile, che non dovrebbe mai essere oltrepassato: è quello che fa da palizzata fra il diritto e la convenienza politica. Tuttavia, nel dibattito sulla inconcepibile concessione della grazia a Mario Roggero, – il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (in provincia […]
Hic et Nunc

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del ‘dopo’. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

Ilva: subito un tavolo tecnico a Palazzo Chigi per una proposta straordinaria

L’immediato avvio di un tavolo tecnico per definire un ‘piano straordinario’ per l’Ilva, coinvolgendo i ministeri interessati, le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia e il Comune di Taranto. Ne deve scaturire una proposta straordinaria che affronti i temi del decreto della Corte d’appello ma che affronti allo stesso tempo il tema della salvaguardia industriale del […]

Indice di sportività: Taranto non brilla... aspettando i Giochi

Riusciranno i Giochi del Mediterraneo a migliorare l’indice di sportività di Taranto? È difficile immaginarlo e se un piccolo miglioramento si potrà registrare questo sarà ascrivibile solo agli investimenti effettuati per migliorare gli impianti principali e all’attrattività dell’evento. Il nostro territorio, infatti, non ha mai brillano in fatto di “sportività” e anche l’annuale graduatoria del […]
Media
29 Lug 2026