Società

Neonata nella scatola da scarpe, ma è stato fatto in modo che fosse notata

01 Set 2022

di Marina Casini *

La neonata, trovata dentro una scatola da scarpe posta sopra il cofano di un’auto parcheggiata davanti all’ospedale San Gerardo di Monza, nonostante tutto, è stata fortunata due volte: la sua mamma l’ha portata alla luce e in tanti se ne stanno prendendo cura, anzi, di più, vogliono adottarla. Come se fosse un po’ figlia di tutti.

Certo, si stringe il cuore pensando al gesto di chi – probabilmente la madre – non potendo accudire la bimba l’ha lasciata esposta alla sorte. Chissà che storia, che disagi, che paure, chissà quale situazione ha spinto a un simile gesto. Non si può non invocare misericordia e non si può non avere tenerezza per quella madre. Se leggiamo bene quel gesto, non vediamo un abbandono, ma un grido di aiuto:la piccola neonata, sotto una copertina fiorita, dentro una scatola, è stata messa in vista davanti a un ospedale, luogo dell’assistenza e della cura, ed esattamente davanti al pronto soccorso ostetrico. Chi l’ha messa lì, voleva salvarla, voleva che qualcuno, vedendola, l’accogliesse e la proteggesse. È giusto interrogarci, come sta accadendo in queste ore, per fare in modo che la maternità sia sostenuta, circondata da condivisione e solidarietà affinché mamma e bambino possano stare insieme serenamente prima e dopo la nascita. Ma come non interrogarci su quella moltitudine di bambini ai quali viene impedito di nascere?Bambini che la società, anche nella dimensione delle leggi e della politica, non vuole vedere – ma che esistono -, bambini che vengono scartati in nome di falsi diritti e di una interpretazione corrotta della libertà. Anche loro, ha detto papa Francesco, “sono figli di tutta la società, e la loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati, costituisce un grave problema che mina alle basi la costruzione della giustizia, compromettendo la corretta soluzione di ogni altra questione umana e sociale” (2 febbraio 2019).

Dovrebbe essere maggiormente diffusa la conoscenza della rete dei Centri di aiuto alla vita (si trovano in ogni regione, isole comprese, e spesso sono abbinati a case di accoglienza) e dei servizi Progetto Gemma e Sos Vita. Si deve poi sapere che esiste la possibilità di partorire in anonimato in modo che la mamma dia alla luce il suo bambino in ospedale ricevendo cura e assistenza, e così tutelare sia lei che il figlio. Devono poi essere note le sedi dove sono installate le “culle per la vita”.

In sostanza la questione è tutta qui: nello sguardo che riconosce l’umanità dell’altro o nel rifiuto dello sguardo. La neonata è stata vista perché qualcuno ha fatto in modo che lo sguardo andasse su di lei. Di qui l’accoglienza. È necessario portare tutta la società allo sguardo anche sui piccolissimi bambini concepiti e rifiutati con l’aborto – chirurgico, farmacologico, chimico – ma anche selezionati, congelati, resi oggetto di sperimentazioni distruttive: è il compito di quanti si riconoscono nella cultura della vita.

Un grande benvenuto alla piccola bimba di Monza. Tanti auguri a lei e un commosso pensiero alla sua mamma che speriamo sappia che sua figlia sta bene ed è stata amorevolmente accolta.

 

(*) presidente Movimento per la vita

Leggi anche
L'argomento

Chiusi i Giochi, la città si ritrova isolata e chiede più treni e linee aeree

Conclusa la parentesi dei Giochi del Mediterraneo, si torna a fare i conti con la realtà, com’era facile prevedere. Uno dei problemi che torna in tutta la sua evidenza è quello dei collegamenti, che vedono di nuovo isolato un territorio che fino a ieri tutti esaltavano per le sue potenzialità. Sia le ferrovie che l’aeroporto […]

Ilva: il governo pensa al dopo Ilva, ma i sindacati minacciano azioni di lotta

Un tavolo permanente a valle della decisione che la Corte d’appello assumerà per lo spegnimento dell’area a caldo dell’Ilva. Questa la proposta centrale che è stata prospettata del governo all’incontro in corso a Palazzo Chigi. Una proposta che trova assolutamente contrari i sindacati che, di fronte all’ipotesi di una reale chiusura dell’area a caldo minacciano […]

Occhi puntati sull'Ilva e Confapi annunzia altri 1.700 esuberi

Si apre una settimana importante, forse decisiva, per i destini dell’Ilva, ma in una situazione di totale confusione: Oggi, martedì 8 settembre si svolgerà il doppio incontro a Palazzo Chigi del governo con imprese e sindacati, mentre domani, 9 settembre, è fissata l’udienza della Corte d’appello di Milano per discutere le due richieste di sospensiva […]
Hic et Nunc

Chiusi i Giochi, la città si ritrova isolata e chiede più treni e linee aeree

Conclusa la parentesi dei Giochi del Mediterraneo, si torna a fare i conti con la realtà, com’era facile prevedere. Uno dei problemi che torna in tutta la sua evidenza è quello dei collegamenti, che vedono di nuovo isolato un territorio che fino a ieri tutti esaltavano per le sue potenzialità. Sia le ferrovie che l’aeroporto […]

Ilva: il governo pensa al dopo Ilva, ma i sindacati minacciano azioni di lotta

Un tavolo permanente a valle della decisione che la Corte d’appello assumerà per lo spegnimento dell’area a caldo dell’Ilva. Questa la proposta centrale che è stata prospettata del governo all’incontro in corso a Palazzo Chigi. Una proposta che trova assolutamente contrari i sindacati che, di fronte all’ipotesi di una reale chiusura dell’area a caldo minacciano […]
Media
09 Set 2026