Emergenze sociali

Cittadinanzattiva: nelle scuole 45 crolli in un anno e solo il 2% degli istituti è a norma sismica

foto Ansa/Sir
16 Set 2022

di Giovanna Pasqualin Traversa

Tra settembre 2021 e agosto 2022 gli episodi di crolli, distacchi di intonaco ma anche di finestre, muri di recinzione e alberi caduti in prossimità delle scuole sono stati 45, di cui 16 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna), 19 nel Nord (Lombardia, Piemonte, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna), 10 nelle regioni del Centro (Toscana, Lazio). Questi episodi hanno provocato il ferimento di alcune persone oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica, provocando ingenti disagi agli studenti e alle loro famiglie. Si è trattato fortunatamente di crolli avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole. A renderlo noto è il XX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto nasce nell’ambito della campagna Impararesicuri, alla sua ventesima edizione, che prese avvio nel 2002 dopo il crollo della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia, in Molise. Del resto si tratta di un patrimonio edilizio scolastico vecchio e malconcio: più del 40% delle scuole è stato costruito prima del 1976 e oltre la metà è privo delle certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi. Gli istituti secondari di secondo grado mostrano più degli altri le crepe dovute all’età, ai ritardi e ad una lunga interruzione nell’assegnazione dei fondi alle Province – enti depauperati di risorse anche tecniche e professionali -, all’irrisolto problema delle classi sovraffollate (circa l’8% del totale, ossia 9.974 classi delle superiori nel 2020-21 con più di 26 studenti).

“A partire dal 2015 i Governi hanno investito in maniera importante sull’edilizia scolastica del nostro Paese.Ora grazie al Pnrr arrivano ulteriori importanti fondi, 12,6 miliardi di euro, per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di molti istituti, per la costruzione di nuove scuole (ancora poche), di ambienti digitali, di mense, di palestre e di servizi 0-6. Ad eccezione dei nidi, le richieste degli Enti locali sono state di gran lunga superiori alle disponibilità offerte dal Pnrr”, osserva Adriana Bizzarri,coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva, per la quale “permangono numerose criticità” a cui “speriamo il Governo che verrà voglia dare risposte certe e rapide”.

Scuole e rischio sismico. Sono 11 le regioni che hanno Comuni in zona 1, ossia ad elevato rischio sismico, ma tutte, ad eccezione della Sardegna, hanno Comuni e scuole in zona 2 (rischio medio-elevato). Sono 4 milioni e 300mila i bambini ed i ragazzi che risiedono in queste due zone. Eppure gli edifici migliorati e adeguati sismicamente sono soltanto il 2%, mentre quelli progettati secondo la normativa antisismica sono 2.740, il 7% del totale.

I risultati migliori si riferiscono a Friuli Venezia Giulia (28%), Umbria (23%), Marche (17%), Molise e Toscana (12%), Veneto (10%). Tra le Regioni meno virtuose: Campania (1%), Lazio (2%), Liguria e Lombardia (3%). Rispetto, poi, alle prove di evacuazione, obbligatorie almeno due volte l’anno, nel 2020-2021 sono state effettuate in poco più della metà delle scuole (56%), non sono state effettuate nel 33% o solo alcune classi nell’11%. E quando vengono effettuate riguardano quasi esclusivamente il rischio incendio (99%), e quello sismico (77%).

Classi sovraffollate. Dal dossier di Tuttoscuola risulterebbero inoltre 9.974 classi della secondaria di II grado nel 2020-21 con più di 26 studenti, pari all’8% del totale. Sono i licei scientifici e non gli istituti tecnici ad avere il maggior numero di classi con non meno di 27 studenti. Nei licei scientifici, le classi oltre il limite sono state 3.899, pari al 13%; seguono i classici (con il 9,4% delle classi in sovrannumero) e gli istituti tecnici (7,1%).

Basta seggi elettorali nelle scuole. È la prima delle dieci priorità indicate oggi da Cittadinanznattiva al prossimo governo per “la scuola che verrà”. “Occorre continuare a sostenere anche economicamente i Comuni – si legge nel documento diffuso dopo la presentazione a Roma del XX Rapporto – affinché spostino i seggi elettorali in sedi alternative rispetto alle scuole e sperimentare in maniera diffusa il voto elettronico, come previsto dal Decreto legge 41/2022. Per le ormai vicine elezioni del 25 settembre, si propone alle scuole di non interrompere le attività didattiche a causa dei seggi ma di proseguirle all’esterno”.Quindi “innovare gli ambienti di apprendimento” attraverso i fondi Pnrr, prevedendo anche sistemi di aerazione/ventilazione; estendere il tempo pieno e “fare della ristorazione scolastica un servizio universale” inquadrato “quale livello essenziale delle prestazioni sociali”. E ancora: completare ed aggiornare l’Anagrafe dell’edilizia e riprendere le attività dell’Osservatorio nazionale sull’edilizia scolastica; “puntare su interventi e programmi di sostegno alle genitorialità”; coinvolgere le comunità locali nei progetti del Pnrr, ad esempio “quando si tratta di costruire o ricostruire una scuola”; ripensare i percorsi del Pcto (percorsi competenze trasversali e orientamento). infine “dare spazio e potere agli studenti favorendone favorirne il protagonismo” e “attuare procedure e comportamenti per prevenire i rischi legati al Covid-19 ma anche ad emergenze naturali e non”.

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