Caro carburante e non solo. Barche ferme anche a Taranto

09 Mar 2022

“Non riusciamo più a sostenere i costi. Un’uscita in mare è diventata insostenibile: vanno coperte le spese, in primis il prezzo del carburante arrivato alle stelle. Se il valore del pescato non supera i costi ovviamente andiamo sotto. Chiaro che questa, insieme a tutte le altre problematiche del comparto, diventa una montagna difficile da scalare. Ragion per cui sono moltissimi alla fine a cedere e ad abbandonare questa attività per cercare altro e condurre una vita dignitosa”. Immediato il messaggio che i pescatori lanciano dalla banchina di via Cariati dove le barche sono ferme, e vi resteranno per il resto della settimana, come immediati ed incisivi sono i cartelli che gli operatori mostrano per rappresentare le criticità di questo particolare momento. “Marineria di Taranto in sciopero. Governo aiutaci” “Colpiti e affondati” “Pescatori alla fame” “Pescatori senza futuro” “Salviamo la pesca” “Caro gasolio: no pesca”: così la marineria tarantina, Agci Pesca e Legacoop Agroalimentare in testa, aderisce alle iniziative nazionali di protesta organizzate a livello nazionale dalle associazioni di categoria della pesca.

Cosimo Bisignano (LEGACOOP AGROALIMENTARE) e Emilio Palumbo (AGCI PESCA): “È il risultato del fallimento di una politica comune che continua a calare dall’alto una iper-regolamentazione astratta e spesso inapplicabile e che non tiene conto delle profonde differenze tra ecosistema del mare del nord e del mediterraneo, e delle profonde differenze socio-economiche delle flotte operanti in queste aree; quadro che oggi si aggrava con il raddoppio del costo del gasolio. Malgrado gli sforzi, le richieste, gli incontri, le ripetute segnalazioni in sedi ed occasioni istituzionali rivolte dalle associazioni di categoria la situazione è diventata insostenibile. Considerato che si è di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere contraccolpi socio economici ed occupazionali devastanti, le associazioni chiederanno nella riunione programmata presso il Ministero competente un sostegno adeguato a fronteggiare nell’immediato tale situazione ed un cronoprogramma di azioni volte a diminuire la pressione sull’attività di pesca a livello nazionale”.

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