«La Lumsa è un’università che ha qualcosa da dire. Avere qualcosa da dire significa non accontentarsi del mainstream, mariuscire a portare qualcosa di nuovo nelle professioni. L’Università può dire qualcosa attraverso i propri studenti, attraverso le proprie ricerche, attraverso il proprio interagire con la società. Non è un qualcosa da dire di tipo ideologico, ma è un qualcosa da dire interagendo con il presente e con il futuro delle nostre società». Il magnifico rettore della Lumsa, Francesco Bonini, a Taranto per il Graduation Day, ha sottolineato così il carattere peculiare di una realtà accademica che mette al centro la persona e che è in continuo dialogo con la società.
foto G. Leva
Alla manifestazione, che ha visto protagonisti i laureati in Scienze del servizio sociale e No profit (L39) e in Programmazione e direzione delle politiche dei servizi sociali (LM87), hanno partecipato anche l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, il professor don Antonio Panico, coordinatore delle attività didattiche e di ricerca, don Giuseppe Carrieri, presidente del CdA dell’Edas, monsignor Emanuele Tagliente, già presidente del cda dello stesso ente diocesano, la professoressa Marinella Sibilla coordinatrice del tirocinio professionale. Presenti a livello istituzionale: in rappresentanza del presidente della Regione Michele Emiliano, il suo consigliere per l’attuazione del Piano Taranto Mino Borraccino, e in rappresentanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, l’assessore ai Lavori pubblici Mattia Giorno.
«Insieme alla vostra professionalità, basata su solide basi scientifiche, – ha detto il vescovo rivolgendosi ai neo dottori – si compie la vostra vocazione. Un assistente sociale sui suoi rapporti gioca la sua vita, sapendosi fare vicino a chi è nella sofferenza, nella difficoltà. Si costruisce così il bene comune per superare la bolla dell’individualismo».
Don Giuseppe Carrieri ha ringraziato «l’Arcidiocesi che, attraverso l’Edas, offre un’attenzione continua all’Università, gli studenti e i docenti per l’impegno e la passione profusi ogni giorno».
Don Antonio Panico ha ricordato l’impatto positivo che la Lumsa di Taranto ha sul territorio, poiché quasi tutti i laureati, già dopo la triennale, trovano subito occupazione. «La richiesta di assistenti sociali – ha ricordato – è maggiore del numero di professionisti formati dalla nostra università. Per esempio. Quasi tutti gli assistenti sociali del Comune di Taranto – si sono laureati alla Lumsa».
La Lumsa è anche ricerca scientifica. «La collaborazione con il Comune di Taranto – ha spiegato Panico – ha prodotto un’occasione di servizio e crescita per noi e per il nostro territorio con la partecipazione al Progetto Calliope (Casa dell’innovazione per il One Health) che ha lo scopo di creare una struttura che possa fornire risultati di ricerca traslazionale in ambito One Health con l’impegno di disseminarli sia da un punto di vista formativo che di comunicazione pubblica, sfruttando il supporto delle tecnologie emergenti IoT e 5G. Siamo impegnati anche in un altro importante progetto di ricerca ‘Life’ (The Italian System Wide Frailty Network) che ha come capofila l’Istituto Superiore di Sanità.I risultati di questa iniziativa scientifica saranno particolarmente utili per capire meglio quale sia la situazione socio-sanitaria nel nostro territorio attraverso la creazione di una rete di condivisione ed elaborazione di dati eterogenei nella tipologia (clinici, strumentali, radiomici, socioeconomici e ambientali) e nella derivazione (enti locali, regionali e ospedali ultra-specializzati)». È stata elaborata una proposta di potenziamento e monitoraggio dei servizi alla persona che potrebbe trovare un felice approdo tra i progetti che saranno finanziati con il Programma “Just Transition Fund”. La Lumsa di Taranto èimpegnata anche nella formazione ed attivazione delle Comunità energetiche delle quali si è tanto parlato a partire dalla ultima Settimana sociale.
La cerimonia si è conclusa con la consegna di una borsa di studio da parte della famiglia Basile in memoria dello scomparso figlio Alessandro, studente della Lumsa, alla studentessa più meritevole tra quelle che si sono immatricolate nel corso di laurea magistrale dopo aver concluso la triennale nella stessa sede.
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