Emergenze sociali

Lavoro minorile, Save the children: In Italia lavorano 336.000 minori, 1 bambino su 15

Ora anche on line, tra social e videogiochi: è quanto emerge da una nuova indagine nazionale condotta da Save the children

foto Save the children
05 Apr 2023

In Italia un bambino su 15 (tra i 7 e i 15 anni) lavora o ha avuto esperienza di lavoro. Tra i 14-15enni la percentuale sale ad 1 su 5. Uno su 10 ha addirittura iniziato a lavorare a 11 anni o prima. Si tratta di 336 mila bambini e adolescenti tra i 7 e i 15 anni (6,8%) e 58.000 adolescenti (il 27,8%) tra i 14-15enni, mentre l’età legale consentita è di 16 anni. Attività lavorative che vanno a discapito dei percorsi scolastici, spesso interrotti, e del benessere psicofisico dei ragazzi. È quanto emerge da una nuova indagine nazionale condotta da Save the children, presentata oggi a Roma, a dieci anni di distanza dall’ultima ricerca sul lavoro minorile in Italia intitolata “Non è un gioco”. Secondo l’organizzazione a tutela dell’infanzia il fenomeno del lavoro minorile in Italia è sommerso e riguarda soprattutto i settori della ristorazione, del commercio, i lavori agricoli e i cantieri.
Ma c’è una novità rispetto ai dati del 2014: un nuovo ambito lavorativo, legato al mondo digitale. Tra le nuove forme di lavoro online (5,7%) vi è la realizzazione di contenuti per social o videogiochi, la rivendita di sneakers, smartphone e pods per sigarette elettroniche. Nel periodo in cui lavorano, più della metà degli intervistati lo fa tutti i giorni o qualche volta a settimana e circa 1 su 2 lavora più di 4 ore al giorno. Tra i ragazzi del circuito della giustizia minorile l’incidenza è ancora più alta: più di un intervistato su 3 lavorava prima dell’età consentita. Quasi il 40% dei minori e giovani adulti presi in carico dai Servizi della Giustizia minorile ha infatti affermato di aver svolto attività lavorative prima dei 16 anni. Tra questi, più di un minore su 10 ha iniziato a lavorare all’età di 11 anni o prima e più del 60% ha svolto attività lavorative dannose per lo sviluppo e il benessere psicofisico. I dati della ricerca verranno messi a disposizione sul nuovo datahub di Save the children, un portale nato con l’intento di monitorare le disuguaglianze, mappare i territori a rischio, orientare le politiche e l’azione sociale, costruire una conoscenza condivisa del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. La ricerca viene presentata oggi a Roma, nell’ambito di un evento che si svolgerà nella sede di Save the children, al quale prenderanno parte, tra gli altri, Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali; don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il Sociale; Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia; Tito Boeri, direttore del Dipartimento di Economia dell’Università Bocconi di Milano; Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil; Andrea Tardiola, direttore generale Inail.

 

 

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