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Basket, il Cus Jonico chiude la stagione: l’ultimo atto non ha valore

L'ultimo match contro l'Avellino - foto G. Leva
22 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Una serata storta. Troppo forte l’avversario, che evidentemente partiva da una posizione psicologica di forza, dopo aver vinto i primi due incontri, al punto da spingere forte sull’acceleratore: così la Del Fes Avellino ha fatto fuori il Cus Jonico aggiudicandosi la serie playoff. Il risultato finale di 62-84 racconta il divario visto in campo tra le due formazioni. Nel silenzio del Tursport, avvolto dalla nebbia della delusione, gli ionici hanno comunque raccolto gli applausi del pubblico, a fine partita: un’attestazione di stima e d’affetto per quanto prodotto di buono in questa stagione. A far festa è stata la squadra di coach Andrea Crosariol. Che ha giocato davvero una grande pallacanestro: forte in difesa e nei tiri dalla distanza, in particolar modo – tra i migliori, Andrea Traini e il top scorer del match Matteo Caridà, autore di 28 punti. Tra gli uomini allenati da Davide Olive sono riemersi i limiti dimostrati durante la regular season. Quando, però, si sono sfoderate anche grandi prestazioni.

Il Cus Jonico manca l’appuntamento con la serie B

La categoria per la quale si combatteva è quella che nascerà nella prossima stagione. Ovvero la serie B Nazionale Old Wild West. Il Cus Jonico non vi parteciperà. Dopo tre stagioni di alto livello, sarà costretto a giocare nella serie B interregionale. Ricordiamo che due anni fa la società presieduta da Sergio Cosenza ha avuto la possibilità di accedere alle serie A2 raggiungendo la semifinale playoff. I sacrifici fatti da questo gruppo, la perseveranza di un progetto serio, portato avanti a beneficio del territorio, non hanno trovato ancora la ricompensa giusta. L’ultima battaglia persa è stata sì dolorosa ma non può compromettere l’intero percorso e la scalata ininterrotta verso la pallacanestro che conta.

Onore all’avversario

“Dedico questa vittoria alla società perché ha avuto la fiducia di prendere un allenatore che non ha mai fatto il capo. L’affiatamento creato subito, sin dai primi giorni, ha aiutato anche i giocatori, e la squadra ha iniziato a giocare bene”. Queste le parole del tecnico dell’Avellino. Il quale, riconoscendo “che non andiamo d’accordo su tutto”, ha sottolineato proprio l’importanza dello spirito di gruppo. “Ringrazio soprattutto i giocatori, perché sono loro quelli che vanno in campo”, ha concluso il gigante di due metri e 12, che ha vestito anche la maglia della nazionale italiana da giocatore.

Fotogallery by Giuseppe Leva

 

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