Incontri del Mediterraneo

“Teatro delle più grandi tragedie, il Mediterraneo possa diventare fonte di vita e promessa di futuro”

Con questo auspicio si conclude il comunicato finale diffuso al termine degli Incontri del Mediterraneo, scritto dal Comitato organizzativo

foto Ansa/Sir
26 Set 2023

di Maria Chiara Biagioni

“Possa il Mediterraneo tornare ad essere culla, luogo di incontro e fonte di crescita”. Con questo auspicio si conclude il comunicato finale diffuso al termine degli Incontri del Mediterraneo, scritto dal Comitato organizzativo e diffuso alla stampa oggi. In continuazione con Bari e Firenze, gli Incontri di Marsiglia hanno riunito giovani delle cinque sponde del Mediterraneo e di venticinque Paesi, nonché vescovi di tutto il Mediterraneo. La scelta di Marsiglia non è stata casuale perché – sottolinea il Comitato organizzativo – è città mosaico di popoli e culture dove “diversità è la bellezza”.

In questi giorni, giovani e vescovi si sono confrontati sui drammi che attraversano il Mediterraneo e i Paesi che si affacciano sulle sue sponde. “Le tragedie e le sfide sono numerose: al grido della terra fa eco quello del mare. Il mare è fonte di vita, promessa di futuro, ma oggi è diventato anche teatro delle più grandi tragedie”. Dall’Oriente all’Occidente, dal Mashrek al Maghreb, il Mediterraneo “è diventato un mare dove vivono armi e violenza. È diventato anche una tomba per coloro che hanno rischiato di attraversarla in cerca di un futuro migliore”. “Donne, uomini e bambini, in fuga dalla guerra, giovani a cui è bloccato il futuro, credenti impossibilitati a vivere liberamente la propria fede”. Il pensiero va in particolare al “grido dei nostri fratelli cristiani dell’Oriente che si sentono abbandonati, isolati, minacciati nelle loro tradizioni secolari”. Alla luce di queste sfide, l’annuncio della speranza sulle sponde mediterranee appare “precario, fragile e difficile”.

Ma il dramma non è più solo umano, è anche ambientale. “Le rive si seccano, gli alberi bruciano, le foreste vengono rase al suolo, le pianure sono allagate. La questione ecologica diventa di tutti, ma la responsabilità è ineguale”, si legge nel comunicato. “Alcuni stanno lavorando per sviluppare soluzioni, ma stanno perdendo forza di fronte all’egoismo e all’indifferenza”. Al memoriale dei dispersi in mare, ai piedi della Basilica di Notre-Dame-de-la-Garde, papa Francesco ha parlato di “fanatismo dell’indifferenza”. “Siamo tutti sfidati, soprattutto e soprattutto all’interno delle nostre Chiese. Come rispondono a questi drammi e a queste grida? Sono all’altezza di queste sfide?”.

L’impegno delle nostre Chiese. “Avevamo ricevuto un mandato dal santo padre: proporre cammini concreti di riconciliazione e di pace”. Il comitato sintetizza alcune piste di azioni: c’è l’impegno a proseguire il cammino e “a incontrarci regolarmente”, grazie anche ad una rete accademica che può contribuire a “rafforzare la consapevolezza mediterranea, fondamento dell’autentica fraternità tra i popoli”. Viene anche espresso il desiderio di promuovere una “educazione alle relazioni tra i giovani”. C’è la proposta di promuovere gemellaggi tra gli attori civili, economici e religiosi delle cinque sponde e progetti per “un’ecologia che rispetti la terra, il mare e le persone”. In questo senso si pensa di organizzare un “Incontro Mediterraneo dei Giovani sull’ecologia” come pure di avviare un progetto di “una barca della pace, circolante tra tutti i porti del Mediterraneo” che “potrebbe contribuire alla formazione al dialogo dei giovani mediterranei”. Emerge poi la prospettiva di una “Conferenza ecclesiale del Mediterraneo”.

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