Ricerca

Lavoro dei migranti: uno studio dell’Angelicum indica i numeri dello sfruttamento

La ricerca realizzata nel programma Strong: “Solo il 6.7% raggiunge la soglia di un lavoro dignitoso, mentre il 26.4 la soglia di tollerabilità”

foto Siciliani-Gennari/Sir
31 Ott 2023

di Filippo Passantino

Un lavoro poco dignitoso, con ampie sacche di sfruttamento e a sprazzi irregolare. Il lavoro delle persone migranti a Roma assume questi tratti, secondo la ricerca realizzata dagli studenti della Facoltà di Scienze Sociali inseriti nel programma Strong+ dell’Università Angelicum, sotto la guida di fra’ Roberto Bongianni.
Attraverso una ricerca quantitativa è stata tratteggiata la condizione dell’occupato migrante. La ricerca è durata 10 mesi ed è stata effettuata su un campione di circa 400 lavoratori migranti – per un popolazione di lavoratori migranti nella Capitale pari a circa 219.000 persone – a cui è stato somministrato un questionario di 35 domande. Questionario suddiviso in 5 ambiti di interesse, che declinano il lavoro dignitoso: formazione e crescita (opportunità di carriera), aspetti economici e contrattuali, il rapporto tra vita privata e famiglia; parità e discriminazione e, infine, tutela e sicurezza (contributi previdenziali). Misurando i dati di soddisfazione indicati da chi ha compilato il questionario, emerge un “quadro problematico”, “più problematico di quello degli italiani”. Ogni indicatore ha presentato 5 fasce di valutazione: dignitoso, tollerabile, mediocre, insoddisfacente e indecente.
Così su 100 lavoratori migranti solo il 6.7% raggiunge la soglia di un lavoro dignitoso, mentre il 26.4% la soglia di tollerabilità, il 31.3% per cento la mediocrità, per il 26.4% il lavoro è insoddisfacente e per il 9.1% indecente.

Dimensione etica del lavoro

Lo studio ha avuto l’obiettivo di offrire una misura del “decent work” concetto importante per definire le condizioni del lavoro dignitoso, già presente oggi negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e nella riflessione del magistero sociale della Chiesa cattolica. Lo studio nasce dalla volontà di fare emergere il sentito dire, e poter esprimere in senso oggettivo una misura di alcuni aspetti – spiega fra’ Roberto Bongianni -. Il lavoro è particolarmente importante perché associato alla dignità della persona, su un ambito problematico anche per gli italiani”. “Volevamo dare una misura del disagio che vive il lavoro migrante in modo da far uscire questo fenomeno dal sentito dire e far parlare i numeri. Avendo dati oggettivi si possono sollevare i problemi in modo che i responsabili possano adottare politiche adeguate per migliorare la condizione”.

Regolarità e controlli

I dati si soffermano anche su alcuni aspetti che permettono di andare più a fondo per capire la situazione di disagio: più del 48% delle persone intervistate non ha mai ricevuto un corso di formazione. “Purtroppo non si investono risorse nell’ambito della formazione e della crescita sul lavoro migrante. Queste persone non frequentano corsi di questo genere ed è preoccupante, perché ad esempio i corsi di formazione sulla sicurezza sono obbligatori. Emergono quindi diverse irregolarità nel rispetto delle normative sul lavoro”. E, ancora, il 41.7% per cento di lavoratori migranti vive sotto la soglia della povertà che l’Istat indica per Roma, in 1.049 euro. “La povertà oggi è diffusa, ma i dati evidenziano come il problema sia presente anche nel mondo del lavoro, e soprattutto dei lavoratori migranti”. Il 13% per cento di loro lavora più di 50 ore a settimana, il 20% non riesce ad usufruire delle ferie, al 12% non viene riconosciuto il diritto al riposo. Il 29% è pagato sempre e solo in contanti, “altro segno evidente di una chiara condizione di illegalità”.

Dal punto di vista della parità e del rispetto

Emerge il dato significativo di come sia ancora presente un problema di discriminazione razziale che affligge soprattutto coloro che provengono dall’Africa e dall’America Latina. Aree di provenienza che restano relegate a condizioni di lavoro insoddisfacenti in rapporto alla dignità con salari medi orari netti spesso inferiore ai 5 euro l’ora. L’ultimo ambito quella della tutela e sicurezza evidenzia una bassa adesione a partecipare ai sindacati (solo il 14%); mentre nell’ambito previdenziale il 18% non sa nulla della propria posizione contributiva, mentre il 10% è sicuro che il datore di lavoro non ha mai versato contributi previdenziali.
Per concludere dalla ricerca emerge come il contratto tipico, quello a tempo indeterminato (il 50,9% del campione ha un contratto a tempo indeterminato), sia lo strumento migliore, ma non sufficiente, ad assicurare una condizione di dignità, mentre con altre forme contrattuali (contratti in somministrazione, a chiamata, soci in cooperative) la situazione si presenta compromessa. L’occupazione dei lavoratori stranieri a Roma riguarda soprattutto piccole e medie imprese, all’interno delle quali non è prevista una rappresentanza sindacale, e dove è anche difficile e costoso esercitare controlli; per tale ragione è necessario favorire per i migranti che lavorano percorsi di tutela e legalità più accessibili ed efficaci.

Leggi anche
Otium

Francesco Guccini, una strada lunga una vita: il tempo, l’amore e l’impegno

Quando dici che è stato non una parte, ma tutta o quasi la tua strada, lo dici perché non solo il lutto, la tristezza, ma il fatto che fuori da ogni retorica Guccini è stato un tempo. Lo sappiamo, il tempo umano, il chronos è vincolato da sé stesso, dalla sua provvisorietà. Ma lui, che […]

Giochi del Mediterraneo, il grande sogno di Taranto e di Benedetta Pilato

Quattromila atleti, 26 Paesi, 3mila volontari, 33 discipline sportive e 282 cerimonie di premiazione: sono i numeri di quella che può essere considerata una mini Olimpiade, e non affatto un evento di secondo piano. I Giochi del Mediterraneo stanno per cominciare. E siamo certi di poterci divertire, grazie allo spettacolo assicurato dagli stessi partecipanti in […]

Italia 2030, il Mondiale che ci aspetta

C’erano una volta i maestri del calcio brasiliani e italiani. I primi ci sono ancora, in verità, solo un po’ appannati; gli altri, invece, al Mondiale non ci sanno più nemmeno arrivare. Il grande evento è terminato. Alla fine gli stessi italiani lo hanno guardato. Perché i campionati del mondo di calcio sono uno spettacolo […]
Hic et Nunc

I Giochi del Mediterraneo nell’angelus di papa Leone

Nel corso dell’angelus di domenica 16 agosto, papa Leone XIV ha fatto un passaggio significativo sui Giochi del Mediterraneo alla vigilia della loro inaugurazione. Qui di seguito pubblichiamo il video integrale:

Under 35 a confronto: quale Taranto fra dieci anni?

Hai meno di 35 anni? Hai a cuore il futuro del territorio tarantino? Hai delle idee che pensi dovrebbero essere ascoltate? Questa è la tua occasione. Domenica 23 agosto appuntamento per gli under 35 all’oratorio-circolo Anspi Salinella della parrocchia della Santa Famiglia (via Lago di Garda) per un esperimento di cittadinanza attiva dal titolo ‘Giovani […]

Terremoto in Colombia: “Gravi danni e popolazione molto spaventata”

Il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales è gravemente danneggiato, chiese e strutture ecclesiali hanno subito molti danni dal terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito questa mattina (ora locale) il dipartimento del Chocó in Colombia. Lo dice al Sir padre Adalberto Lopez, parroco del santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales […]
Media
16 Ago 2026