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Serie A, la prima terna arbitrale rosa: una questione di genere e non solo

Maria Sole Ferrieri Caputi e le sue assistenti - foto ANSA/AFP
29 Apr 2024

di Paolo Arrivo

Un evento storico. Una data spartiacque, il ventotto aprile 2024: in Inter-Torino abbiamo visto all’opera la prima terna arbitrale femminile nel campionato di calcio della massima serie maschile. Tre donne che hanno dato ulteriori spunti di interesse alla gara giocata e vinta a San Siro dalla squadra neo campione d’Italia. Protagoniste, la signora Maria Sole Ferrieri Caputi e le sue assistenti Francesca Di Monte e Tiziana Trasciatti.

Terna arbitrale: le donne più vicine agli uomini

Se abbiamo atteso tanto, le cause della resistenza possono essere ricercate fuori e dentro il campo: nella questione di genere, e nell’agonismo esasperato, che vede eccellere gli atleti uomini, più delle donne. Le quali anche fisicamente hanno fatto passi da gigante avvicinandosi alle performance dei colleghi maschi. Sappiamo bene che anche gli arbitri sono atleti costretti ad allenarsi per stare al passo di chi gioca. Ebbene, il divario ora si è assottigliato. Mettiamoci anche l’ausilio della tecnologia che rende meno complicato, oggi, l’arbitraggio. Così le donne, capaci di imprese ben più importanti del saper giocare, possono mettere le loro qualità e competenze al servizio del mondo del calcio.

Molto rumore per nulla

Il primo arbitro donna in serie A è stata la stessa Maria Sole Ferrieri Caputi. Accadeva il 2 ottobre di due anni fa, nel match Sassuolo-Salernitana. Classe 1990, nata a Livorno, e di origini pugliesi, la donna è riuscita nella sua vita a coniugare la passione per il calcio con il lavoro da ricercatrice universitaria. Ha conseguito la laurea in Scienze politiche e Relazioni internazionali, e quella in Sociologia. Il debutto arbitrale è arrivato in serie D nel novembre del 2015. Quindi la scalata al campionato attorno al quale gravitano interessi e grandi numeri. Dove la terna arbitrale deve subire forti pressioni – prima e durante ogni incontro, dopo il triplice fischio finale. L’evento è storico, la prima terna arbitrale rosa in serie A; ma la notizia della settimana è, in fondo, una non notizia. Perché in una società evoluta il colore della terna arbitrale dovrebbe essere un mero dettaglio da trascurare.

L’episodio

A proposito di gestione dello stress e dell’incontro, l’arbitra Ferrieri Caputi ha avuto il suo bel da fare in Inter-Torino, finendo al centro dell’attenzione, e della polemica immancabile: al minuto 47 ha ammonito il difensore granata Tameze per fallo su Mkhitaryan; dopo alcuni istanti, richiamata dal Var, per rivedere lo stesso episodio, ha tramutato il giallo in rosso. Poco male per il popolo nerazzurro. A lamentarsi, chi ha rilevato che il pallone controllato da Mkhitaryan non era diretto verso la porta. Pertanto non si sarebbe dovuto andare oltre il giallo. I granata, anzi, protestavano ritenendo che non ci fosse proprio fallo. Certamente Maria Sole Ferrieri Caputi ha dato prova di risolutezza in campo. Come non ha avuto dubbi al quarto d’ora nel sanzionare col rigore il fallo in area di Matteo Lovato su Marcus Thuram.

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