Tracce

Quale fango spalare?

foto Sir
01 Ott 2024

di Paolo Bustaffa

Dopo l’alluvione dei giorni scorsi in Emilia-Romagna sono tornati i giovani da diverse città italiane per spalare fango. Un gesto di solidarietà ripetuto a breve distanza di tempo e che si è posto come richiamo nel bel mezzo di aspre polemiche sulle responsabilità istituzionali. Hanno nuovamente cantato “Romagna mia” non come un ritornello folcloristico e di ottimismo spensierato ma come una condivisione della fatica e della speranza di una popolazione sana e robusta.

Ma questi giovani non sono forse gli stessi giovani che da tempo denunciano una disattenzione diffusa e colpevole al cambiamento climatico?
Non sono forse questi giovani a “fare rumore” per svegliare la coscienza dei responsabili della cosa pubblica sul pericolo che il pianeta sta correndo?
Non sono forse questi stessi giovani a manifestare la loro preoccupazione e anche la loro angoscia per le gravi ferite che alcuni infliggono all’ambiente  per ottenere  profitti e rubando il futuro alle nuove generazioni?
Non sono forse questi giovani a denunciare l’indebolimento delle politiche ambientali europee per gli egoismi nazionali, per paura di perdere voti perché la tutela e la difesa dell’ambiente esige scelte per nulla populistiche?
Non sono forse anche questi giovani ad essere presi di mira nelle loro manifestazioni pubbliche dalle nuove norme per una sicurezza pubblica alla quale si vorrebbe sacrificare perfino l’espressione non violenta del pensiero critico.
Dunque va bene spalare il fango cantando “Romagna mia” ma non va bene scendere in piazza e fare rumore per chiedere di fermare il sistematico attacco al pianeta? Se questa è la piega che sta prendendo il confronto con i giovani sui grandi temi del futuro quale dialogo intergenerazionale sarà mai possibile?

C’è un fango da spalare oltre quello delle case e delle strade ed è quello dell’ideologia in cui annaspa una politica senza visione, senza pensiero.  Qui la melma è più difficile da rimuovere, ma si può rimuovere come scrivono i giovani autori del libro “È ancora possibile una buona politica?” (ed. Paoline, 2023): “È necessaria una profonda riconnessione tra ambiente, economia e società. Occorre una politica di ampio respiro consapevole della posta in gioco e dei rischi per il pianeta, capace di coinvolgere le comunità di promuovere accordi internazionali, leggi e regolamentazioni che convertano questa economia lineare e dissipativa in un’economia circolare e distributiva”. Non è l’unico esempio di giovani che studiano, pensano, agiscono, per il bene comune. Ci sono spalatori di fango in una terra devastata dall’acqua e spalatori di fango in una politica devastata dal non pensiero. Due facce della stessa medaglia.

Leggi anche
Editoriale

La debacle di ogni previsione

A distanza di alcuni giorni dall’esito del referendum, è necessaria qualche considerazione, magari asettica, glaciale e distaccata. La affermazione del No non è solo una disfatta totale, un fallimento clamoroso, un crollo rovinoso della presidente del Consiglio e del ministro della Giustizia, ma di tutta la maggioranza di governo e dei partiti che la compongono, […]

In quello Stretto, privo di sbocchi

È la prima, forte scossa tellurica nell’amministrazione trumpiana dalla esplosione del conflitto contro l’Iran, quasi tre settimane fa. A provocarla non è stato un passante, un uomo qualsiasi, ma uno che, dalla destra americana, è considerato un eroe di guerra, anzi la icona vivente del mito “one riot, one ranger”, un ranger inviato in una […]

AAA cercasi legittimazione

L’interrogativo che, oggi più che in passato, ci si rivolge è se tutte le gravi violazioni dei diritti umani da parte di un regime possano modificare le valutazioni giuridiche di una guerra di aggressione. La risposta all’interrogativo, chiaramente, è fondata sul diritto ed è incardinata nel diritto. Secondo la Carta delle Nazioni unite, che è […]
Hic et Nunc

Per l'Osservatorio di Antoniano la povertà aumenta tra chi lavora

La povertà in Italia aumenta cambiando il volto. Se fino a qualche anno fa era soprattutto legata alla disoccupazione e all’emarginazione sociale, adesso vi si affaccia una quota sempre più consistente di “working poor”, ovvero: “lavoratori poveri”, le persone e i nuclei familiari, cioè, che pur avendo un lavoro, restano nel bisogno. Un fenomeno che […]

Grottaglie, esercizi spirituali alla Santa Maria in Campitelli

Da ieri, lunedì 30 marzo, al primo aprile alla parrocchia di Santa Maria in Campitelli, a Grottaglie,  si terranno gli esercizi spirituali in preparazione al triduo pasquale col seguente programma quotidiani: ore 8, santa messa presieduta da mons. Salvatore Ligorio; dalle ore 9 alle 11.30, celebrazione delle lodi mattutine ed esposizione solenne del Santissimo Sacramento […]
Media
01 Apr 2026