Le nostre chiese giubilari

Santuario Cristo Spirante in Martina Franca

20 Dic 2024

70° ANNIVERSARIO DELLELEVAZIONE A SANTUARIO DI CRISTO SPIRANTE DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO D’ASSISI IN MARTINA FRANCA DURANTE IL GIUBILEO DEL 2025

A.D. 1955-2025

di Vincenzo Annicchiarico, parroco e rettore

La provvidenza divina ha voluto che il 70° anniversario dell’elevazione a Santuario di Cristo Spirante (1955-2025) si viva proprio durante il Giubileo della Chiesa Cattolica dal tema «Spes non confundit», «la speranza non delude» (Rm 5,5), così come scrive il Santo Padre Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo. Nel caso di Martina Franca sarà possibile vivere il Giubileo anche nel Santuario di Cristo Spirante dal 5 marzo al 14 agosto 2025.

 

QUALCHE NOTIZIA STORICA CIRCA LA DEVOZIONE A CRISTO SPIRANTE E LELEVAZIONE A

SANTUARIO DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO D’ASSISI

Il Santuario ha sede nella parrocchia intitolata a San Francesco d’Assisi in Martina Franca (TA). La Chiesa fu costruita tra il 1680 e il 1710 dai Frati francescani “Conventuali” detti “Frati neri” per via dell’abito.

Accanto alla chiesa costruirono anche il convento. Nella chiesa furono edificati più altari o cappelle laterali.

La cappella dedicata a Cristo Spirante era già completata nel 1719 ed è un grandioso inno alla Passione del Signore. Ha sempre custodito una delle immagini della Passione più venerate dai Martinesi, il famoso Cristo Spirante, un simulacro in legno raffigurante il Cristo Crocifisso ancora vivo, “spirante” appunto, opera di scuola veneziana della prima metà del Settecento, commissionata dal benefattore martinese Lupolo Volpe (1640-1708), per la cifra di 60 ducati del tempo. A tal proposito, nel 1719, Fra’ Tomaso Galeone (1662-1723) a proposito di Lupolo Volpe scrive nella sua relazione: Il Lupolo Volpe fu molto elemosiniere con tutto sé; ogni giorno dava elemosine a’ poveri, ed a’ convento; costui doppo aver somministrato molte volte denari per la fabrica, e grano ed altre vettovaglie per il vitto de’ frati donò ancora docati 100 per comprarsi i travi della chiesa, e docati sessanta per la statua del Santissimo Crocefisso venuto da Venezia.

 

La cappella si compone di pregevoli elementi architettonici e statuari in pietra lavorata da scalpellini leccesi con molti ornamenti in stile barocco: due colonne fiancheggiate dalle statue della Maddalena a sinistra e di Santa Veronica a destra; architrave, fregio e cornicione su cui sono disposti lateralmente le statue di San Vito martire e di San Ciro medico, eremita e martire e al centro un riquadro contenente il piccolo dipinto, raffigurante il Volto Santo sormontato da due puttini con la croce in mezzo.

Nel vano sottostante il piano dell’altare è deposta la statua di Cristo morto, protetta da una vetrata. La mensa dell’altare con gli accessori in pietra è stata rifatta in marmo grigio. Nel 1896 un Decreto della S.C. dei Riti concedeva che il giorno della festa di Cristo Spirante fossero celebrate tutte le sante Messe con Gloria e Credo, e che fossero cantati Vespri solenni. Da sempre il culto a Cristo Spirante è stato molto vivo. Durante la Quaresima i devoti (e sono sempre tanti) come un pellegrinaggio si impegnano per tutti i 40 giorni a venire in questa chiesa per venerare il Crocifisso. Inoltre alla fine del mese di luglio si celebra con grande solennità la festa e si può dire che partecipa tutta la città. Per questo motivo, con bolla arcivescovile datata il 10 agosto del 1955, questa chiesa fu dichiarata dall’Arcivescovo di Taranto Mons. Ferdinando Bernardi (cf bolla arcivescovile riportata in seguito) “Santuario di Cristo Spirante” e il 14 agosto del 1955 fu celebrata una solenne liturgia come testimoniata dalla lapide posta sul presbiterio. Nel 1983 il Crocifisso, restaurato e riportato all’originale manifattura, è stato situato definitivamente nell’abside della chiesa. Dopo tale intervento, l’autorità dei Beni Artistici e Culturali non ha più consentito l’uso di tale prezioso bene artistico e di fede per la solenne processione; difatti, utilizzandone per quella occasione una copia in cartapesta.

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