L'argomento

Libera dopo atti intimidatori a cooperative sociali

ph diocesi di Gaeta
15 Lug 2025

di Raffaele Iaria

Negli ultimi due mesi “abbiamo assistito a numerosi attacchi a beni confiscati alle mafie gestiti da cooperative sociali, in Campania, Lombardia, Calabria e Sicilia”: lo ha denunciato Libera Terra informando che a essere colpite sono state in particolar modo due cooperative del circuito di Libera Terra in Calabria e in Sicilia. Cooperative che “hanno subito gravi intimidazioni: incendi, tagli di ulivi secolari, furti, danneggiamenti ai mezzi agricoli”.
La cooperative Valle del Marro Libera Terra che coltiva oltre cento ettari di terreni confiscati ai principali clan della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, tra i comuni di Oppido Mamertina, Rosarno, Rizziconi, Gioia Tauro e Taurianova e la cooperativa Beppe Montana Libera Terra che gestisce 95 ettari sui Comuni di Belpasso, Ramacca, Motta Sant’Anastasia e Lentini, con il supporto del Consorzio etneo per la legalità e lo sviluppo. È di oggi la notizia – sottolinea Libera Terra in una nota – di “un nuovo incendio doloso che ha colpito l’uliveto confiscato di 11 ettari in località Baronello, frazione di Castellace, nel Comune di Oppido Mamertina, distruggendo circa 830 alberi su quasi 4 ettari dell’appezzamento. Le fiamme hanno interessato in particolare la parte pianeggiante, dove si concentrava la maggior parte del raccolto. Il danno – continua la nota – è stato ingente: si stima la perdita di circa 20.000 kg di olive con relativo calo produttivo delle piante, che recupereranno la piena produttività entro i prossimi tre anni. Fiamme che fanno seguito agli incendi di oltre 5 ettari di grano biologico pronti per la mietitura coltivati a Gioia Tauro, e gli oltre 20 ettari bruciati di grano a Coccumella nell’agro del comune di Lentini”. Libera si dice “vicina” alle cooperative ma è “chiaro che il susseguirsi di tali atti sono il segnale di una strategia intimidatoria sistematica, con il chiaro intento di colpire chi lavora con dignità per restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto e sta realizzando un’economia giusta e sana nel nostro paese . C’è una verità – sottolinea l’associazione – che non viene cancellata con il fuoco: quelle terre sono tornate libere e il nostro impegno non verrà mai meno. È la risposta più bella che abbiamo imparato a dare: noi ci siamo, accanto a tutti quei percorsi di corresponsabilità che ora hanno bisogno di sostegno, con l’obiettivo di incidere sempre di più nei contesti che attraversiamo”.

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