L’anniversario della confraternita di Sant’Egidio
Martedì 6 gennaio la confraternita intitolata a Sant’Egidio, operante nell’omonima parrocchia a Lama-Tramontone, celebrerà il 25° di fondazione, in un anno particolarmente importante in quanto si festeggerà anche il 30° anniversario della canonizzazione del fraticello tarantino (2 giugno 1996), il 40° della erezione della parrocchia (30 marzo 1986) e gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226 (Sant’Egidio, infatti, apparteneva a un ordine francescano, quello degli alcantarini).
Nell’occasione abbiamo ascoltato la testimonianza di Pino Lippo, priore della confraternita di Sant’Egidio. “Ebbi il primo approccio con l’umile fraticello – racconta – a nemmeno 10 anni quando con mio fratello facevo visita a mia nonna, Annina, in vico Nasuti, nei pressi di Palazzo di città. Nella stanza da letto ella aveva un quadro con l’immagine dell’allora beato, di cui amava raccontarci la vita. Quando parlava, non distoglievo mai lo sguardo dalla sua figura e mi sembrava di passeggiare con lui per le vie di Napoli durante la questua. A un frate che incontravo spesso e che usava donare santini con la sua immagine, immancabilmente rivolgevo domande sulla vita di Egidio, che amava molto e su cui ben volentieri si soffermava. Mi colpiva sempre di più l’esempio del nostro santo che metteva in pratica il Vangelo nella vicinanza agli ultimi: per tutti aveva parole di consolazione, di consiglio e di benedizione, sopportando con pazienza sofferenze, umiliazioni e avversità”.
“Frate Egidio – evidenzia il priore – era sempre in giro a soccorrere, incoraggiare, preoccuparsi di chi mancava del necessario per sopravvivere. E questo suo impegno instancabile molto spesso gli ottenne da Dio il dono di operare prodigi e guarigioni, che continuano ancora oggi”.
Sul suo esempio, la confraternita nelle scorse settimane è stata impegnata presso alcuni supermercati nella raccolta di generi di prima necessità per le famiglie bisognose e che sarà ripresa a partire dal 21 febbraio prossimo.
I tarantini però (facciamo notare) sembrano poco coinvolti dalla figura del santo…
“Purtroppo è vero – ammette Pino Lippo – sarebbe proprio il caso di dire che nessuno è profeta nella propria patria. È ormai un ricordo il fervore delle migliaia di tarantini che parteciparono il 2 giugno del 1996 in piazza San Pietro alla canonizzazione. Dobbiamo tutti, a livello ecclesiale e laico, impegnarci a farlo conoscere attraverso studi, convegni e conferenze, soprattutto nelle scuole. Il suo esempio infatti è ancora attuale e può essere stimolo per i giovani per un nuovo stile di vita”.
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