Sport

Dal calcio alla pallavolo: il 2026 sia l’anno della ripartenza per lo sport ionico

ph G. Leva
09 Gen 2026

di Paolo Arrivo

Un sussulto finale. Una prova di carattere, uno scatto d’orgoglio: così si era chiuso il 2025 per la Prisma La Cascina, a due turni dal girone di ritorno. Con la bella vittoria in rimonta sulla Virtus Aversa. Un successo inatteso, dopo il primo set perso malamente, quanto gli applausi del Palafiom a scena aperta. Perché quando i nostri progetti non vengono portati a compimento è giusto gioire per i piccoli progressi. La serie A2 Credem Banca non è il posto in cui far dimorare l’ex Gioiella nel 2026 o nelle stagioni prossime. Men che meno i bassifondi della graduatoria. I piccoli successi servono a riaccendere l’entusiasmo, a ricaricare l’ambiente depresso. Il riferimento non è soltanto alla pallavolo ma all’intero sport ionico. Al Taranto calcio, che sta molto peggio: la squadra precipitata nel campionato di Eccellenza era stata fischiata sonoramente dalla tifoseria dopo l’ultimo pareggio interno. Quando gli uomini di mister Panarelli non sono riusciti ad avere la meglio sulla Nuova Spinazzola sfruttando la superiorità numerica, vedendo crescere ulteriormente la distanza dalla vetta.

Calcio e pallavolo nel 2026: approcci diversi, comune orizzonte

Cosa è accaduto nei primi giorni del 2026? La Prisma ha perso Ryu Yamamoto e Ibrahim Lawani: con i due giocatori, il palleggiatore giapponese e l’opposto francese, la società ha raggiunto l’intesa per la risoluzione anticipata e consensuale dei contratti. La notizia ha colto di sorpresa la tifoseria. Che contava in particolare sul contributo di Lawani. A ogni modo, senza di loro il gruppo di coach Lorizio ha centrato il primo successo esterno stagionale andando a vincere per 3-0 in casa del Catania. Una gran prestazione frutto del gioco di squadra. Tutt’altro che dolce è stato invece l’inizio 2026 della SS Taranto calcio. Sul campo del Poliminia, infatti, i rossoblu sono stati capaci persino di perdere per 1-0. Subito dopo l’incontro è arrivato l’esonero di Gigi Panarelli e le dimissioni di Vito Ladisa – il timone è passato al fratello Sebastiano. Così dal mondo del pallone e da quello del volley arrivano segnali diversi. L’obiettivo comune non può che essere la rapida risalita. La lezione unica: per vincere non servono le prime donne ma atleti seri, combattivi. La vittoria larga del Taranto sul Gallipoli (5-1 nella semifinale regionale di Coppa Italia) dice che, per il gruppo riaffidato a Ciro Danucci, attraverso l’atteggiamento giusto un nuovo inizio è sempre possibile.

I Giochi del Mediterraneo

Il conto alla rovescia è cominciato da tempo. E ormai mancano cinquantadue settimane al grande evento: i Giochi del Mediterraneo 2026 daranno lustro alla città di Taranto, alla Puglia, al Meridione, dal 21 agosto al 3 settembre. I lavori procedono in linea con le scadenze. Il quadro è positivo, nel complesso, ha rilevato la Relazione del Collegio per il controllo concomitante della Corte dei Conti. L’ottimismo ha preso il posto del disfattismo. I Giochi si faranno, sebbene i ritardi avessero fatto pensare al peggio. Il rischio da scongiurare adesso è l’eccesso di aspettativa rispetto allo stesso evento. Che è sì imponente, capace di coinvolgere 26 Paesi del continente, ma che non può essere la panacea di tutti i mali del territorio ionico. Lo sguardo più lungimirante andrebbe puntato anche sullo stato di salute dello sport. Sulle discipline che sono più in sofferenza – non dimentichiamo la pallacanestro.

 

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