Azione cattolica

Taranto, la pace si fa cammino comune

Dalla lezione di La Pira alla festa di Grottaglie: il weekend dell’Azione Cattolica

ph G. Leva
26 Gen 2026

di Daniele Panarelli

Un fine settimana all’insegna della coralità e della speranza è quello vissuto dall’Azione Cattolica di Taranto che, per il Mese della pace dedicato al tema Terra in pace, ha messo in rete generazioni e sensibilità diverse. Un impegno che non è rimasto confinato nelle stanze, ma ha cercato il volto dell’altro per testimoniare un desiderio di bene che nasce dal basso.

La profezia di La Pira e il valore della rete

Sabato 24 gennaio, la sala agorà della biblioteca Pietro Acclavio ha ospitato un momento di altissimo profilo culturale per la presentazione del saggio Il principio e il progetto di ogni speranza. Con Giorgio La Pira, parole e visioni per le sfide del nostro tempo. L’evento, che ha visto la sala colma di adulti e giovani, non è stato solo un appuntamento editoriale, ma il frutto di un cammino condiviso con alcune associazioni della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal).

La sinergia tra Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, centro di cultura G. Lazzati, Movimento dei focolari e Pax Christi ha trasformato l’iniziativa in un autentico cantiere di riflessione per tutta la città. Questa collaborazione, vissuta con entusiasmo sin dai primi passi della preparazione, rappresenta un segno tangibile di comunione e l’auspicio per una futura e fruttuosa cooperazione.

Adulti e giovani si sono lasciati guidare dalla profezia del sindaco santo, arricchiti dagli interventi dei relatori. Luca Micelli, curatore del libro, ha scosso le coscienze con un appello quanto mai attuale: Continuare a parlare di La Pira significa compiere un atto di resistenza culturale e spirituale perché vuol dire opporsi con voce forte al cedere alla logica della guerra, al cinismo, all’indifferenza, alla disillusione che sembrano colonizzare la nostra realtà. Accanto a lui, Sihem Djebbiha ricordato alcune urgenze del momento offrendo una visione accorata sulla necessità di riscoprire una politica che sappia parlare al cuore delle complessità e delle sfide del Mediterraneo

Gioia e unità a Grottaglie

Domenica 25 gennaio, l’energia si è spostata a Grottaglie per la festa dei ragazzi dell’Acr. Nonostante il maltempo abbia impedito lo svolgimento della tradizionale marcia tra le strade cittadine, la gioia è esplosa con tutta la sua forza nell’auditorium della parrocchia Santa Maria in Campitelli. L’accoglienza calorosa delle comunità di Santa Maria in Campitelli e della Madonna delle Grazie ha avvolto i ragazzi e le famiglie in un clima di vera fraternità, rendendo l’ambiente vibrante di vita.

 

ph G. Leva


L’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, celebrando l’eucaristia, ha ricordato che la pace non è un concetto lontano, ma un impegno che fiorisce nel vissuto quotidiano:
Se siamo annunciatori di amore lo dobbiamo trasmettere con il nostro stile di vita. Non possiamo pretendere di donare agli altri la Pace se noi non la diffondiamo con i nostri cuori. La mattinata è poi scivolata via tra le note travolgenti e coinvolgenti del gruppo musicale dei Children of the sun e il carisma di Piero Angelo Muci (Ciccio Brutto), presidente di Portatori sani di sorrisi, che ha regalato sorrisi ed emozioni a grandi e piccini. Prezioso anche lo spazio dedicato ai giovanissimi con attività incentrate sul Movimento studenti di azione cattolica(Msac), protagonisti di un intenso momento di confronto e cittadinanza attiva.

Oltre l’evento: un cuore colmo di speranza

Al termine di queste due giornate, resta negli occhi e nel cuore la consapevolezza che la pace non è un’idea astratta, ma un corpo vivo che respira attraverso i volti di chi si mette in cammino. È stata la pace del silenzio assorto in biblioteca, dove la profezia di La Pira ha smosso le coscienze, ed è stata la pace rumorosa dei ragazzi a Grottaglie, capaci di colorare con la loro allegria anche il grigiore delle nuvole.
In quell’incontro tra la saggezza di chi progetta il futuro e l’entusiasmo di chi lo abita, si è toccata con mano la bellezza di sentirsi un’unica famiglia umana. Una Terra in pace non è un traguardo irraggiungibile, ma un cantiere che si apre ogni mattina con tenacia, che passa dai sorrisi festosi che abbattono i muri, dalle riflessioni che illuminano il pensiero e dall’impegno concreto di chi sceglie di non restare indifferente. Tornando a casa, la sensazione è quella di una comunità che ha riscoperto la propria forza: quella di chi sa che la pace va custodita, difesa e fatta fiorire, giorno dopo giorno, nel cuore di ognuno.

 

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

Angela Giungato (ph G. Leva)

Luca Micelli (ph G. Leva)

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