Percorsi di pace

Scuole di pace e di nonviolenza in tutte le diocesi

È la proposta rilanciata da Francesco Vignarca della Rete Italiana Pace e Disarmo, per formare cittadini e cittadine capaci di mediazione, dialogo e gestione dei conflitti

ph ND
05 Feb 2026

di Maria Chiara Biagioni

Far nascere nelle diocesi italiane ‘scuole di pace e di nonviolenza’. Perché “la risposta a un mondo che sembra andare sempre più verso la guerra e la militarizzazione non può essere il pessimismo, né la chiusura nelle proprie torri d’avorio. Serve rilanciare un pensiero umano e cristiano capace di sanare le ferite e riconoscere la diversità”: è Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete italiana pace e disarmo, a spiegare le motivazioni che hanno spinto a rilanciare questa proposta. Vignarca insegna alla Scuola di pace e nonviolenza di Verona, nata lo scorso anno, sulla scia di ‘Arena di pace 2024’, con l’obiettivo di “educare giovani e adulti alla pace con competenze in mediazione politica, gestione dei conflitti e metodo nonviolento”. La scuola conta su convenzioni con importanti università italiane e si rivolge a giovani, docenti, amministratori locali, assessori e consiglieri, volontari e operatori di Ong. Ai partecipanti si punta ad offrire: conoscenze riguardo la cultura di pace, il diritto internazionale, la geopolitica, l’amministrazione locale, la comunicazione; abilità rispetto a mediazione e negoziazione, problem solving, gestione dei conflitti, lavoro di squadra, progettazione, fundraising; competenze di tipo relazionale, ascolto attivo, leadership, integrità, creatività, resilienza.

Vignarca, perché rilanciare l’idea di far nascere nelle diocesi italiane scuole di pace e di nonviolenza?

Perché pace, nonviolenza e disarmo non si raggiungono solo con leggi o decisioni governative, ma attraverso un lavoro sociale e culturale che parte dall’educazione. Pace significa diritti per tutti, democrazia, cooperazione e un approccio comunitario inclusivo. Oggi, mentre tornano a soffiare i venti del riarmo, è essenziale ricordare che la nonviolenza non è solo assenza di violenza o un insieme di buone maniere, ma una scelta strutturale che affronta la violenza sistemica da cui nascono i conflitti. Per questo servono studio, analisi e percorsi formativi. E quale luogo migliore per farlo, se non una scuola?

Come si educa alla pace?

Accanto a una riflessione etico morale – rifiuto della violenza, rispetto della persona, riconoscimento del valore di ogni vita – servono percorsi strutturali. Abbiamo ripreso le sollecitazioni degli ultimi due papi: Papa Leone, che nel 2025 incoraggiò la nascita di scuole di nonviolenza e di pace, e Papa Francesco, che nel messaggio per la Giornata della pace del 2017 indicò la nonviolenza come pratica politica per il futuro.
Educare alla pace significa comprendere i meccanismi che orientano verso la riconciliazione e trasformarli in proposte politiche concrete e praticabili.

Dal 30 gennaio al 1° febbraio avete organizzato un convegno nazionale su Alex Langer. Perché proprio lui?

Perché oggi più che mai servono scelte pratiche, collettive e concrete, e Langer è una figura di riferimento imprescindibile. Recuperare il suo pensiero è fondamentale. La sua bellissima lettera a San Cristoforo andrebbe letta nelle scuole. Langer non si è limitato a teorizzare la nonviolenza: l’ha studiata, praticata e tradotta in impegno politico. Lo dimostrano la sua esperienza da europarlamentare e il suo approccio culturale fondato sull’idea del “ponte”. Un’idea che nasce anche dalla sua identità altoatesina e tirolese, ma che ha saputo applicare nel suo tempo, ad esempio durante le guerre balcaniche, per favorire il dialogo tra culture diverse. Questo è un insegnamento centrale della non violenza: non si tratta di sopraffare, ma di convincere; non si risolve un problema eliminando chi è diverso, ma costruendo condivisione. La pace si fa con il nemico, la pace si fa con tutti: altrimenti non è pace, è imposizione. Un altro elemento fondamentale del pensiero di Langer è l’ecopacifismo. Senza un ambiente capace di accogliere tutte e tutti, non può esserci pace. Questo collegamento è oggi più attuale che mai: le minacce globali sono la crisi climatica e la militarizzazione, soprattutto nucleare. Non si può affrontare un solo tema ignorando l’altro: vanno affrontati insieme e messi in relazione.

In un momento in cui le piazze si infiammano, quale ruolo possono svolgere le Chiese?

In Italia il lavoro per la pace è nato dal basso: diocesi, parrocchie, gruppi locali. Una ricchezza preziosa, che va valorizzata e messa in rete con le altre esperienze del mondo della pace e della nonviolenza.
Negli ultimi anni iniziative provenienti dal mondo cattolico e da quello laico si sono intrecciate nelle campagne per la pace e il disarmo. Se le diocesi sapranno collegarsi tra loro e con le realtà territoriali già attive, sarà più semplice portare avanti una trasformazione sociale capace di dare forza a proposte di pace spesso ignorate dai grandi media. C’è bisogno di educare, incontrarsi, costruire ponti: solo così si possono incrociare le strade di pace che ciascuno può percorrere e costruire ogni giorno.

Leggi anche
Ecclesia

Tra il silenzio di Maria e il grido della Cananea

Una donna viene contemplata nella gloria del cielo; un’altra resta inginocchiata sulla terra, ostinata nel suo grido. Maria e la Cananea sembrano lontanissime: l’una è la Madre del Signore, l’altra una straniera che appartiene a un mondo estraneo alla promessa d’Israele. Eppure, tra la solennità dell’Assunzione e il Vangelo di questa domenica corre un filo […]

Da giovedì 13, ND osserverà la consueta pausa estiva

Da giovedì 13, le pubblicazioni sul sito di ND saranno sospese per la consueta pausa estiva. Cogliamo l’occasione per augurare a tutti di vivere questo tempo come occasione di rigenerazione per il corpo e per la mente facendo nostre le parole dell’indimenticato papa Francesco: «D’estate non basta ‘staccare la spina’, ma occorre riposare davvero. Per […]

A Lama la festa della Regina Pacis

Tornano a Lama i festeggiamenti in onore della Regina Pacis a cura della parrocchia omonima, in programma da mercoledì 19 a sabato 22 agosto. “Due anni fa pensai di ripristinare la festa della titolare della parrocchia di Lama – ci riferisce il parroco don Mimmo Pagliarulo -, cogliendo l’opportunità di invocare la Regina Pacis in un […]
Hic et Nunc

Under 35 a confronto: quale Taranto fra dieci anni?

Hai meno di 35 anni? Hai a cuore il futuro del territorio tarantino? Hai delle idee che pensi dovrebbero essere ascoltate? Questa è la tua occasione. Domenica 23 agosto appuntamento per gli under 35 all’oratorio-circolo Anspi Salinella della parrocchia della Santa Famiglia (via Lago di Garda) per un esperimento di cittadinanza attiva dal titolo ‘Giovani […]

Terremoto in Colombia: “Gravi danni e popolazione molto spaventata”

Il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales è gravemente danneggiato, chiese e strutture ecclesiali hanno subito molti danni dal terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito questa mattina (ora locale) il dipartimento del Chocó in Colombia. Lo dice al Sir padre Adalberto Lopez, parroco del santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales […]

Festa di Santa Chiara a Grottaglie

Nel centro storico di Grottaglie, nella chiesa guidata dalle suore clarisse, si festeggia la solennità di Santa Chiara. Oggi, lunedì 10 agosto, alle ore 7.30 la celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Andrea Mortato; alle ore 18.15 ci sarà la liturgia dei vespri e alle ore 19 l’adorazione eucaristica con la commemorazione del Beato […]
Media
15 Ago 2026