Candelora

La luce che splende, la tenebra non l’ha soffocata

06 Feb 2026

di Luana Comma
La celebrazione della Presentazione del Signore apre uno spazio di riflessione che va oltre il gesto liturgico e tocca il cuore stesso della rivelazione cristiana. Ciò che Simeone accoglie tra le braccia non è semplicemente un compimento rituale, ma il manifestarsi di una presenza capace di dare orientamento all’esistenza umana. In quel bambino si rivela un principio che non resta esterno all’uomo, ma lo raggiunge nel punto più profondo della sua domanda di senso.
Nella tradizione veterotestamentaria, la luce che guida il cammino dell’uomo è intimamente connesso alla Legge di Mosè. La Torah è intesa come dono che custodisce l’alleanza e rende praticabile la vita davanti a Dio. Il Salmo afferma con chiarezza: «Lampada è la tua parola per i miei passi, luce sul mio sentiero» (Sal 119,105). Essa precede l’agire, ne stabilisce i confini e preserva dall’erranza. In questo orizzonte, l’uomo vive sotto una guida che gli viene incontro dall’esterno, offrendo criteri stabili per la sua condotta.
Con l’evento di Cristo, tale prospettiva viene radicalmente riorientata. Il Vangelo di Giovanni compie un passaggio decisivo: ciò che illumina non è più soltanto ciò che orienta la vita, ma ciò che coincide con essa. «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini» (Gv 1,4). La rivelazione non si presenta anzitutto come insegnamento, ma come esistenza donata, nella quale il volto di Dio diventa riconoscibile. Non è più una norma a precedere l’uomo, ma una presenza che lo raggiunge e lo trasforma dall’interno.
Da qui scaturiscono conseguenze antropologiche decisive. L’identità dell’uomo non si definisce primariamente nella conformità a una prescrizione, ma nella sua apertura alla vita che gli viene incontro. Il Vangelo non impone dall’alto un comando, ma dischiude una possibilità di pienezza. L’esistenza non è valutata sulla correttezza formale, bensì sulla sua capacità di generare vita. La verità si riconosce laddove qualcosa fiorisce.
L’intera vicenda di Gesù si colloca entro questa logica. Nei segni compiuti e nelle parole pronunciate emerge una priorità non negoziabile: la vita precede ogni sistema dottrinale. La risurrezione di Lazzaro, la guarigione del cieco nato, le azioni compiute in giorno di sabato non sono provocazioni arbitrarie, ma rivelazioni di un ordine più profondo. Quando la Legge diventa ostacolo, essa perde il suo significato originario. Gesù non la relativizza, ma la riconduce alla sua funzione autentica: essere al servizio dell’uomo.
In questa prospettiva, ciò che Cristo porta non coincide con un nuovo assetto religioso, ma con la manifestazione di Dio come alleato della vita. Viene così smascherata ogni riduzione ideologica del sacro e restituita all’uomo la sua vocazione più vera: vivere. La fede non nasce dall’adesione a un sistema chiuso, ma dall’incontro con una presenza che apre l’esistenza a un orizzonte più ampio.
Il Vangelo, tuttavia, non ignora la realtà dell’oscurità. «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno soffocata» (Gv 1,5). Le tenebre non coincidono solo con il rifiuto storico di Gesù, ma designano ogni forma di potere che, in nome dell’ordine o dell’efficienza, ostacola la pienezza dell’umano. Esse emergono là dove l’uomo viene sacrificato a un’idea, a una struttura o a un’ideologia che pretende di decidere chi o cosa meriti di vivere.
Lo splendore che promana da Cristo non affronta l’oscurità con la forza, ma la attraversa nella logica del dono. Non elimina il conflitto, ma lo assume, mostrando che la vita è più forte di ogni chiusura. Qui si concentra il cuore della proposta cristiana: non una verità da imporre, ma un’esistenza da accogliere.

In questa prospettiva, anche l’esperienza credente di oggi è chiamata a un discernimento esigente. Riconoscere Cristo come principio che illumina significa interrogarsi su ciò che, nella vita personale ed ecclesiale, genera vita e su ciò che invece la soffoca. La fede diventa così uno spazio di responsabilità, nel quale scegliere ogni giorno ciò che permette all’uomo di giungere alla pienezza. È in questo esercizio quotidiano che la luce continua a splendere, anche quando le tenebre sembrano avere l’ultima parola.

 

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Leggi anche
Ecclesia

Fragagnano, festa dei Santi Medici e di San Pio

Dal 23 al 26 settembre, Fragagnano celebra i Santi Medici e San Pio con un programma approntato dal parroco don Graziano Lupoli e dal comitato festa, in collaborazione con il Comune (sindaco, Lucia Traetta). Mercoledì 23, alle ore 18.30, don Graziano celebrerà la santa messa in onore del frate di San Giovanni Rotondo in piazza […]

Sette volte nel Giordano

Rito, parola ed efficacia tra fede e tecnica del sacro

I Santi Medici a Talsano

Sono in corso al santuario di Nostra Signora di Fatima, a Talsano, le celebrazioni in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano, i cui simulacri da domenica 20 sono stati traslati dalla chiesetta loro intitolata, in zona Lecutrane. Ogni sera, da oggi, martedì 22, a giovedì 25, alle ore 19 santa messa animata dai vari […]
Hic et Nunc

La crisi occupazionale si acuisce e a Taranto investe molti settori

Industria, difesa, porto, giustizia: la crisi occupazionale si allarga, mentre quella economica in generale investe anche altri settori, a cominciare dall’agricoltura per la quale i comparti trainanti, olio e vino, devono scontare problemi vari, a cominciare dall’abnorme quantità di prodotto invenduto. Gli allarmi, in queste prime settimane di ripresa, si fanno continui e presentano una […]

Intelligenza artificiale: due scienziati ci spiegano l'allarme di papa Leone

L’enciclica “Magnifica humanitas” di Leone XIV, nel sottolineare i pericoli che accompagnano i progressi dell’intelligenza artificiale (Ai), ha implicitamente sensibilizzato la Chiesa ad approfondire l’argomento di vitale importanza. A questa impostazione ha risposto il convegno “Capire l’intelligenza artificiale, custodire l’umanità” svoltosi venerdì scorso nell’ex cinema Bellarmino, nell’ambito dei festeggiamenti di san Roberto Bellarmino. L’iniziativa, organizzata […]

La domenica del Papa - Abbandoniamo le vie distorte e i pensieri iniqui

È il profeta Isaia che ci invita a cercare il Signore e attraverso le sue parole ci dice anche la sua diversità: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie… Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri […]
Media
22 Set 2026