Sabato 28, la Via Crucis vivente a Martina Franca
Giunta alla sua quinta edizione, è organizzata dalla compagnia teatrale Le Quinte in collaborazione con la parrocchia Regina Mundi
Torna a Martina Franca la Via Crucis vivente, un appuntamento ormai consolidato per la città che giunge alla sua quinta edizione. L’iniziativa è organizzata dalla compagnia teatrale Le Quinte in collaborazione con la parrocchia Regina Mundi, per la regia di Pasquale Nessa, e si conferma come un momento di forte valore spirituale e artistico.
L’appuntamento è sabato 28 marzo alle ore 20.30. La rappresentazione prenderà avvio dall’Ultima Cena, allestita sul sagrato della chiesa Regina Mundi, per poi svilupparsi in un percorso itinerante e immersivo nei luoghi circostanti le tre chiese parrocchiali. Il momento conclusivo, la Crocifissione, si terrà nel parcheggio di via Pietro del Tocco.
Nel cast gli attori della compagnia Le Quinte e oltre cento persone tra figuranti e staff tecnico.
Giunta al quinto anno, la Via Crucis Vivente oggi amplia ulteriormente il proprio respiro coinvolgendo, oltre alla comunità parrocchiale, anche altre realtà cittadine, in un’ottica di collaborazione e rete sempre più ampia. Un percorso che negli anni ha rafforzato il legame tra teatro e spiritualità, trasformando la rappresentazione in un’esperienza partecipata.
L’evento gode del patrocinio e del sostegno del Comune di Martina Franca. «Anche quest’anno si ripropone l’appuntamento che dà vita ad una emozionante e straordinaria sacra rappresentazione – dichiara Carlo Dilonardo, assessore comunale alle Attività culturali e spettacolo – Un evento a cui l’Amministrazione tiene moltissimo, capace di coinvolgere un ingente numero di partecipanti coordinati dal regista Pasquale Nessa che con grande entusiasmo e professionalità realizza l’iniziativa. La città è coinvolta attivamente in questo straordinario evento immersivo e itinerante che, siamo certi, emozionerà ancora una volta la comunità».
«È una Via Crucis immersiva che mantiene fedeltà al copione naturale dato dalle Sacre Scritture ma nella quale, quest’anno, abbiamo integrato con un riferimento contemporaneo – spiega il regista Pasquale Nessa – Non vogliamo proporre solo una rappresentazione teatrale, ma far vivere una storia reale, quella della Passione di Gesù. Il nostro obiettivo è creare un contatto diretto con il pubblico: far incontrare gli sguardi, percepire i respiri, sentire da vicino la forza espressiva di ciò che accadde, con i dubbi e le fragilità di chi visse quei momenti e offrire, secondo la nostra arte, uno spunto di riflessione su quanto accade ancora oggi»
Ne sottolinea la dimensione comunitaria anche don Martino Mastrovito, parroco di Regina Mundi: «Oltre a rileggere e rivivere le pagine dei Vangeli, la Via Crucis è diventata negli anni un grande lavoro corale. Nei locali parrocchiali prendono vita la sartoria, la falegnameria, altri settori operatori nei quali i volontari si occupano dell’allestimento delle scene, della logistica e della sicurezza. Tantissimi parrocchiani partecipano come figuranti. C’è un importante lavoro organizzativo e comunicativo che coinvolge molte persone. È un’esperienza che crea legami, avvicina le persone, si sperimenta il valore della collaborazione nella relazione».





