600 pasti Slow food per le mense Caritas di Puglia
Oggi, martedì 31 marzo nelle sedi Caritas di Bari, Brindisi, Lecce, Barletta, Foggia e Taranto saranno serviti circa 600 pasti da parte di Slow Food Puglia. A Taranto il pranzo sarà servito alle ore 12 nella sala mensa del Centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora ‘San Cataldo vescovo’ in vico Seminario, 17 (città vecchia).
“La Santa Pasqua è anche per noi, della Slow Food Puglia – si legge in una nota – il tempo per riscoprire la solidarietà verso gli ultimi, verso chi ha bisogno. Contidividere un pasto fraterno ci aiuta ad apprezzare il valore della convivialità e della fraternità. Quest’anno, sempre nell’ottica di lasciare segni tangibili sul territorio, Slow Food Puglia, insieme ad alcune mense gestite dalle Caritas diocesane dei capoluoghi pugliesi, ha organizzato un pasto conviviale. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal presidente Slow Food Puglia, Marco Dadamo e dal segretario della Caritas di Puglia, don Mimmo Francavilla. Un’occasione in cui si intrecciano i valori e le attenzione che le due organizzazioni condividono: il valore della comunità, l’attenzione alla biodiversità, la condivisione di un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, il rispetto verso chi lo produce e l’attività di collaborazione e sostegno fra società civile ed istituzioni.Un gesto che ci spinge a vivere il tempo pasquale in maniera solidale, prendendosi cura di fa fatica nella vita e può trovare un p’ di ristoro e di pace che il Signore dona ai suoi amici”.
“Avevo fame e mi avete dato da mangiare (Matteo 25,35). Potrebbero dire così i tanti poveri bisognosi che ogni giorno frequentano la mensa della Caritas – si legge in una nota Caritas – È un rito ricco di bontà d’animo e di disponibilità dei volontari preparare, per i propri fratelli e sorelle bisognosi, un buon cibo caldo ma anche (e, perché no) di qualità secondo la grande tradizione gastronomica della nostra bell’Italia. Quando si visita una mensa del volontariato Caritas si tocca con mani, occhi e cuore, una realtà vera e per certi versi amara, anche molto amara. Una realtà che sa di marginalità, di bisogni primari non visibili ai più e soprattutto neanche tenuti in considerazione dai mass media e dalle Istituzioni civili. È un mondo sommerso, quello dei cosiddetti invisibili! La domanda che ci si pone però è piuttosto amara: perché si continua a considerarli tali per tutto il resto del tempo senza provvedere ad offrire loro una soluzione, se pur minima, almeno per restituire un po’ della dignità perduta di persona e cittadino? Una dignità che significa la possibilità di una propria dimora, di un lavoro – come dice la Costituzione -, quello che nobilita la persona? Ogni città, ogni luogo della nostra Terra hanno tanto da offrire per essere curati secondo l’Inno alla bellezza .In fin dei conti è proprio questo il significato dell’azione continua e quotidiana degli operatori e dei volontari: riabilitare il bisognoso che bussa alla porta della Caritas. Però per realizzare questo nobile fine è necessario assolutamente ottenere la collaborazione fattiva delle istituzioni civili che governano la città… anche con il voto dei cosiddetti invisibili”.





