Diocesi

Carosino: il respiro profondo dei riti pasquali

31 Mar 2026

di Floriano Cartanì
A Carosino, la Settimana Santa non è soltanto un appuntamento liturgico: è un ritorno collettivo alle radici, un gesto corale che ogni anno rinnova un patto silenzioso tra fede, memoria e tradizione. Qui tutto ha avuto inizio già nella notte tra il Martedì grasso e il Mercoledì delle Ceneri, quando la grande statua del Crocifisso ha lasciato la chiesa di San Francesco d’Assisi per raggiungere la chiesa matrice. Un passaggio breve nella geografia del paese, ma lunghissimo nella profondità del sentimento popolare, che ha sempre risposto alla grande a questa usanza, perché quella traslazione è ormai percepita come un vero e proprio ingresso nella dimensione quaresimale. Il cammino dopo le Ceneri è proseguito fino al 27 marzo, giorno dedicato alla meditazione dei Sette Dolori di Maria e alla Via Matris, una processione che si caratterizza nella sobrietà quasi raccolta del percorso fatto, attraversando alcune vie del paese dopo la messa vespertina. La riconsegna della statua dell’Addolorata accompagnata dal parroco don Filippo Urso e dai fedeli alla stessa chiesa di partenza, è vissuta come a chiudere un cerchio di profonda riflessione e attesa, tipici di questi giorni. Tutto rappresenta il preludio al cuore pulsante dei riti quaresimali che, anche quest’anno, si sono arricchiti nuovamente di appuntamenti culturali e devozionali. Si è cominciato lunedì 30 marzo con ‘Musica per l’anima’, concerto di musica sacra e meditazione curati dall’associazione ‘Musicisti jonici’ di Fragagnano. Questo concerto ha  rappresentato un vero e proprio ponte sonoro che porta la comunità e le voci del cantato a quelle melodie musicali che accompagnano questo periodo pasquale. Per mercoledì 1 aprile è prevista invece una particolare apertura alle visite della chiesa di San Francesco, per far vedere da vicino i simulacri della Processione dei Misteri. Nelle giornate successive, si entra nel periodo pasquale più densamente vissuto e praticato anche da tutta la popolazione. Il Giovedì Santo, con la visita agli altari della reposizione e la Santa Messa in Coena Domini (ore 18.30), sarà seguita alle ore 22 dall’adorazione eucaristica comunitaria. Questi atti rituali segnano l’inizio di un pellegrinaggio intimo, fatto di passi lenti e sguardi sospesi. In queste giornate fa venire in mente uno dei preziosi libretti tratti dalle omelie dell’amato don Tonino Bello, edito da La Meridiana, dal titolo ‘Dalla testa ai piedi – la Quaresima tra cenere e acqua’, che si consiglia vivamente di leggere. Diceva a tal proposito il vescovo di Molfetta: “Tra questi due riti, si snoda la strada della Quaresima. Una strada apparentemente poco meno di due metri ma, in verità molto più lunga e faticosa”. Proprio il Venerdì Santo rappresenta il vertice emotivo della Settimana, con la santa messa e il racconto delle sofferenze e morte di Gesù, che attirano il cuore dei fedeli. La successiva processione dei Misteri, con i suoi nove simulacri, rappresenta visivamente il racconto plastico della Passione di Gesù: dall’orto del Getsemani alla Croce, ogni statua è un frammento di dolore e di amore di Gesù Cristo verso di noi. Ci piace pensare che chi porta quei pesi statuari sulle proprie spalle, lo fa per ragioni che potrebbero fuggire dalle categorie razionali, come fede o tradizione in primis. Ma può anche essere appunto un voto, un’eredità familiare, oppure un modo per dire “Signore, ci sono anche io ad accompagnarti”: è un gesto che non si può spiegare, si vive e basta. Questa processione organizzata grazie allo straordinario impegno del comitato Riti Settimana Santa, farà un giro grande del paese, toccando molte zone dell’abitato.
Prenderà le mosse dalla chiesa di San Francesco il 3 aprile alle 19, preceduta dall’Adorazione della Croce alle 16:30. Il rientro avverrà poi in tarda serata. Il Sabato Santo culmina, tra l’altro, nella cosiddetta messa alle ore 22, preludio carico di fede alla Santa Pasqua. Ma a Carosino la festività pasquale non  si esaurisce con la Resurrezione  prolungandosi fino al Lunedì dell’Angelo, quando la comunità rende omaggio alla copatrona Madonna delle Grazie, sigillo finale di un percorso che ogni anno rinnova la stessa certezza che qui la fede non è solamente un rito da calendario, ma una trama viva che continua a tenere insieme la comunità.

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