Pasqua

L’anima e l’attesa

Tradizioni e riti pasquali che si svolgeranno nel nostro Sud sono un’occasione per tornare indietro nel tempo

02 Apr 2026

di Floriano Cartanì

Parlare delle tradizioni e dei riti pasquali che si svolgeranno nel nostro Sud ed in tutta la provincia di Taranto in particolare, è quasi un voler tornare indietro nel tempo per molti  di noi adulti. Un’età nel corso della quale i ritmi della vita erano ancora quelli scanditi dal suono delle campane e non dalla ‘suoneria’ all’ultimo grido, scaricata sul proprio cellulare. Ma la ‘nostra’ Settimana Santa è anche altro, anzi, soprattutto altro. Sono infatti giornate fatidiche, in cui anche chi crede di non credere è chiamato a sperimentare la Misericordia di Dio e tutti, comunque, ci prepariamo ancora una volta alla fatidica attesa. Una Speranza che vale tutto un anno se non, addirittura, una vita intera, per molti di noi che crediamo. È il tempo di Rinascita dell’esistenza, la nostra, che ancora una volta è racchiusa nella profetica tarda notte del Sabato Santo, che accende i primi minuti della Domenica di Pasqua. In quel momento le campane delle chiese tutte, il cui suono era stato “legato al silenzio” per ben quaranta giorni, finalmente “scapolano” suonando a festa. È solo forse un segno apparentemente fisico, ma la metafora contenuta è inconfondibile: la Vita, anche per quest’anno, si è (ri)presa la vittoria sulla Morte. Tutto, infatti, avrebbe potuto chiudersi col passare delle ore di quel fatidico venerdì, ma Gesù è andato oltre per noi, consegnandoci dopo tre giorni la Misericordia e la Speranza ovvero, se volete, l’Anima e l’Attesa. Due facce della stessa medaglia, due Strade imprescindibili che ci permettono di incrociare l’Amore, quello eterno, introdotto nel mondo da quel Gesù piombato nella storia umana oltre duemila anni fa. Quello stesso Dio che, fattosi uomo, ogni giorno sulla croce del Golgota, media le nostre infinite fragilità quotidiane, facendoci rinascere a vita nuova. E’ così che il sacrificio, il dolore di ciascuno, diventano il Suo Sacrificio, il Suo Dolore, che riesce a sconfiggere la morte del peccato e quella senza speranza, avvolgendoci di un Amore che spiana la via dell’Attesa, di quel profetico incontro con l’Eterno Padre. Solo facendo intime queste strade, siamo in grado di intercettare la vera Misericordia, che altro non è che:”(…) il canale della grazia che da Dio arriva a tutti gli uomini e le donne di oggi (cardinal Bassetti)”.

Aspettiamo allora di sentire quei rintocchi delle campane nella notte del Sabato Santo con la Domenica di Pasqua. Nel riscaldarci il cuore, avremo anche la sensazione che l’Attesa è terminata: possiamo rinascere perché Lui, nostra Speranza, è risorto per noi.

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