Settimana santa a Taranto

L’allocuzione dell’arcivescovo Ciro Miniero per l’uscita della processione dell’Addolorata

Al termine, il presule ha dato la parola a Gennaro Giudetti, operatore umanitario tarantino in diverse zone di guerra

ph G. Leva
03 Apr 2026

Riportiamo l’allocuzione dell’arcivescovo Ciro Miniero per l’uscita della processione della Beata Vergine Maria Addolorata pronunciata, per le avverse condizioni meteo, all’interno di San Domenico Maggiore:

Cari fratelli e sorelle,

saluto e abbraccio ciascuno di voi, il padre spirituale mons. Emanuele Ferro e il priore Giancarlo Roberti con tutti i confratelli che sostengo all’inizio di questo lungo pellegrinaggio. Le autorità civili e militari qui rappresentano un momento corale di vera vita di comunità.   

Ci ritroviamo ai piedi della Madre di Dio Addolorata. Come ogni anno ricorriamo alla sua intercessione, con fiducia, spinti da una devozione genuina, profonda, radicata nel cuore dei tarantini. Con alle nostre spalle la celebrazione del mistero eucaristico con l’atto preveniente di Dio di volerci donare la sua vita, il suo corpo e il suo sangue, ci inoltriamo nella notte fonda, nella quale commemoriamo nella preghiera, l’agonia di Gesù nel Getsemani, il tradimento di Giuda, l’arresto del Signore, i primi oltraggi, l’inizio di un processo scomposto, ingiusto, animato da cattiverie e da soprusi. Il Vangelo chiama questo frangente come “l’impero delle tenebre”, il dominio della stupidità del male. Sembra che questa notte avvolga il mondo da tempo. Eppure Maria, donna di Palestina, letizia d’Israele, si incammina in questa notte, perché è animata dall’amore di mamma che impara a non temere il buio. Ecco vorrei invocarla insieme con voi come donna del coraggio e della fortezza. 

  Ella ci appare su questo portale nella sua sofferenza ma, ritta in piedi, Ella è la torre di Davide, fortezza inespugnabile, nostro rifugio.

È vera la sua sofferenza, quanto è vera la sua forza. 

Preghiamo perché impariamo a stare come lei, in piedi, in vero ascolto, pronti a camminare. 

Chiediamole di stare in piedi di fronte al dolore del mondo intero. Non siamo troppo lontani dalle guerre per pensare che non ci riguardino, e non perché il nostro mondo è iperconnesso, ma perché siamo cristiani, e il nostro essere fratelli dell’intera umanità è un legame molto più stretto di qualsiasi globalizzazione.  

Restiamo in piedi di fronte al dolore delle famiglie di Loris Costantino e Claudio Salamida, solo gli ultimi di una serie di morti sul lavoro, restiamo in piedi di fronte alle povertà che crescono nella nostra città 
ascoltiamo con Maria gli emarginati di Taranto, le persone che metodicamente ignoriamo per indifferenza e disumanità. 

In piedi di fronte ai problemi sociali, dell’ambiente e del lavoro, che sembrano così insormontabili per noi che quasi sono scontanti come i nostri due mari. I nostri mali diventano definitivi quando non siamo capaci di azioni di coraggio, quando pieghiamo la schiena, e non siamo in grado di levarci in piedi con un gesto di resurrezione. 

Dobbiamo rimanere in piedi di fronte ad una città vecchia che deve cessare di sbriciolarsi. 
Se Maria esce di notte è perché, nell’asfissia del male,si possano aprire varchi e respiri di tenerezza, di compassione, di vicinanza, di strade nuove. Maria non evita la strada del calvario ma in quel cuore retto dalla sua mano, cuore capace di ascoltare la Parola di Dio e di metterla in pratica, vi è la mappa di una strada che dal Calvario discende verso il giardino della Resurrezione. È un sentiero che potremmo non incontrare mai se non permettiamo a Cristo di cambiarci il cuore con la sua Passione.  

Maria Addolorata, donna in piedi, donaci il coraggio, ricordaci la dignità di appartenerti, rendici forti. 
Questo è il miracolo che ti chiedo.  

Questo è il miracolo che ti chiediamo. 

Perché «questa notte non è più notte davanti a te, il buio come luce risplende». 

Al termine del discorso, l’arcivescovo Ciro Miniero ha ceduto la parola a Gennaro Giudetti, operatore umanitario tarantino in diverse zone di guerra.

Questo il suo toccante intervento: “Mi chiamo Gennaro Giudetti, sono un operatore umanitario tarantino; oggi la mia preghiera e il mio pensiero vanno a tutti quei bambini che vivono in territori colpiti dalla guerra e le cui sofferenze ho visto con i miei occhi.
La mia speranza è semplice, ma urgente:
che si fermino le armi, restituiamo loro l’infanzia, la fiducia nel futuro, nell’umanità.
Oggi, più che mai, il pensiero è al Medio Oriente dove troppi bambini crescono tra paura e macerie, fame e malattie: nessuno dovrebbe conoscere l’orrore della guerra!
Le lacrime di questa mamma diano voce alle mamme addolorate del mondo, le mamme che cercano i figli, che li piangono a causa dei conflitti, che implorano la pace, diano voce e conforto a quel dolore ignorato dai potenti complici del male.

Leggi anche
Ecclesia

Nel mare della storia: il tesoro che ridisegna la vita

Un campo ordinario può custodire un tesoro. Una ricerca paziente può condurre alla perla capace di cambiare il valore di ogni altra cosa. Una rete gettata nel mare può raccogliere, senza distinzione, pesci di ogni genere. Nelle immagini semplici del lavoro, del commercio e della pesca, Gesù racchiude la grandezza del Regno dei cieli: una […]

In città vecchia, festa di Sant’Anna e San Gioacchino

È iniziato ieri, giovedì 23, nella chiesa intitolata a Sant’Anna in largo Civitanova (città vecchia) il triduo di preparazione alla festa di Sant’Anna e San Gioacchino,  genitori della Vergine Maria e nonni del Signore Gesù, a cura dell’Opera Pia Ancelle di Sant’Anna, della confraternita dell’Addolorata e della parrocchia basilica cattedrale. Fino a sabato, santo rosario […]

San Lorenzo da Brindisi: la nuova comunità dei frati cappuccini

Il provinciale dei frati francescani cappuccini, fra Ruggiero Doronzo, ha annunciato la nuova composizione della comunità cappuccina della San Lorenzo da Brindisi, a Taranto: padre Pietro Gallone, parroco; fra Massimiliano Carucci, vicario parrocchiale ed economo; fra Severino Ciannella, confessore, e fra Marco Mascolo, collaboratore parrocchiale. Quest’ultimo, originario di Barletta, proviene dalla fraternità cappuccina di Montescaglioso […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
26 Lug 2026