Cinema

L’Argentina di Francesco: un documentario su papa Bergoglio

ph Vatican news-Sir
09 Apr 2026

“Non vivere di ricordi, ma far vivere i ricordi come qualcosa di prezioso”. Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha sgombrato il campo da qualsiasi tentazione di una ‘operazione nostalgia’, presentando in anteprima in Filmoteca vaticana il documentario ‘L’Argentina di Francesco’, prodotto da Vatican news e firmato da Eugenio Bonanata. Dopo il Vaticano, il documentario – che esce nell’imminenza del primo anniversario della morte – verrà presentato in altri due luoghi simbolo del papa argentino: Asti, alla presenza dei parenti di Bergoglio, e Lampedusa, luogo scelto come méta del suo primo viaggio apostolico.
“Noi siamo le storie che viviamo, ma dobbiamo camminarci dentro per raccontarle”, ha detto il Prefetto, spiegando come il documentario intende esplorare “l’inizio della storia di Jorge Mario Bergoglio, andando nei luoghi dove tutto è cominciato e facendo parlare le testimonianze dirette”. Nelle immagini che scorrono, dunque, secondo Ruffini sfila “il segreto di un pontificato che ha segnato la storia della Chiesa”.

 

ph Vatican news

Viaggio a ritroso

“E’ stato un viaggio in cui ho potuto toccare con mano, entrandoci fisicamente, alcuni concetti del magistero di Papa Francesco che erano già presenti nel Papa argentino prima che divenisse Pontefice, e con lui i suoi luoghi, le sue abitudini, i suoi pensieri quando era ‘solo’ Jorge Mario Bergoglio, a Buenos Aires”: Eugenio Bonanata sintetizza così la sua esperienza nel girare il documentario, interamente in spagnolo, che dura un’ora e prende le mosse dai quartieri di Flores e Almagro dove Francesco è nato e cresciuto, coinvolgendo diverse chiese: la basilica di Santa Maria Ausiliatrice (dove Bergoglio è stato battezzato e dove aveva l’abitudine di recarsi a pregare ogni 24 del mese); la chiesa di San Giuseppe (legata alla sua vocazione e alla sua presenza per una preghiera ogni 19 del mese); l’oratorio di Sant’Antonio di Padova, legato ai salesiani e all’amore per il San Lorenzo de Almagro, raccontato da un ex dirigente del club e da un ex giocatore. Ad intervenire anche alcuni ex allievi che ricordano gli anni in cui Bergoglio è stato professore di Letteratura in diversi istituti dei gesuiti nel Paese: il collegio Maximo, quello di El Salvador, quello di Santa Fe dove una volta invitò anche il famoso scrittore argentino José Luis Borges. I giornalisti Alicia Barrios, Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin fanno da raccordo alla narrazione, sottolineando spesso il senso profondo dei singoli aneddoti e aggiungendone degli altri, come un memorabile pranzo dal sapore piemontese all’insegna della bagna cauda in versione argentina, con il latte al posto dell’olio d’oliva. Le immagini di archivio aiutano a delineare i tratti caratteristici della personalità e dell’azione pastorale di Bergoglio, poi diventati gli assi portanti del magistero di Francesco: l’umiltà, l’umanità, il dialogo interreligioso, la fraternità, l’attenzione per gli ultimi. Non mancano episodi poco noti ai non addetti ai lavori, come il racconto, da parte di un’anziana consorella, di come suor Cornelia Caraglio salvò la vita a Jorge, affetto da giovanissimo da una grave forma di polmonite.

 

ph Vatican news

Chiesa ospedale da campo

“Sono entrato davvero nella Chiesa ospedale da campo”, racconta ancora Bonanata: “quella che nel pontificato è diventata poi il simbolo di una Chiesa che ascolta il dolore dell’altro senza chiedere, che risponde ai bisogni della propria gente. La cultura dello scarto, la globalizzazione dell’indifferenza, come mi hanno raccontato gli argentini, erano per loro frasi già conosciute: noi le abbiamo scoperte quando Bergoglio è giunto al soglio di Pietro, e ora possiamo fare il viaggio al contrario”. “Quella di Bergoglio a Buenos Aires è una visione di Chiesa proiettata al futuro”, spiega Sergio Rubin, che scegliere di riassumere il tratto del Papa argentino con una sola parola: “umanità”. Quella, ad esempio, che trabocca nelle visite alle “Villas miserias”, i sobborghi periferici della metropoli Baires, abitate dagli “scartati” e segnate da problemi come droga, criminalità, assenza di servizi. A descriverle nel documentario è il suo amico padre Pepe di Paola: “Qui il cardinale Bergoglio ha concentrato il suo sguardo, evangelico, e mai politico o ideologico, nel nome dell’amore, dell’integrazione sociale e della lotta alla diffusione delle sostanze stupefacenti”. Lo ha fatto lanciando la “Vicaria para la pastoral de villas de emergencia”, nonché favorendo l’istituzione gli “Hogar de Cristo”, oggi circa 300 in tutto il Paese, espressione della missione della Chiesa a servizio dei bisogni degli ultimi. Molto belle e gioiose le immagini che concludono il documentario, dove un futuro papa energico e fortemente espressivo dialoga con i giovani, che gli rispondono a tono: “Dove stava Gesù, in chiesa?”. “No, sulla strada”. ” E che faceva, il venditore ambulante?”. “Cercava gente”. La risposta, questa volta, è di Bergoglio.

 

Leggi anche
Otium

Francesco Guccini, una strada lunga una vita: il tempo, l’amore e l’impegno

Quando dici che è stato non una parte, ma tutta o quasi la tua strada, lo dici perché non solo il lutto, la tristezza, ma il fatto che fuori da ogni retorica Guccini è stato un tempo. Lo sappiamo, il tempo umano, il chronos è vincolato da sé stesso, dalla sua provvisorietà. Ma lui, che […]

Giochi del Mediterraneo, il grande sogno di Taranto e di Benedetta Pilato

Quattromila atleti, 26 Paesi, 3mila volontari, 33 discipline sportive e 282 cerimonie di premiazione: sono i numeri di quella che può essere considerata una mini Olimpiade, e non affatto un evento di secondo piano. I Giochi del Mediterraneo stanno per cominciare. E siamo certi di poterci divertire, grazie allo spettacolo assicurato dagli stessi partecipanti in […]

Italia 2030, il Mondiale che ci aspetta

C’erano una volta i maestri del calcio brasiliani e italiani. I primi ci sono ancora, in verità, solo un po’ appannati; gli altri, invece, al Mondiale non ci sanno più nemmeno arrivare. Il grande evento è terminato. Alla fine gli stessi italiani lo hanno guardato. Perché i campionati del mondo di calcio sono uno spettacolo […]
Hic et Nunc

La scomparsa di don Giovanni Monaco, parroco alla San Giovanni Bosco

È deceduto domenica sera all’età di 65 anni, don Giovanni Monaco, parroco alla San Giovanni Bosco. Già da questa mattina la salma di don Giovanni sarà esposta in chiesa (rimarrà aperta tutta la giornata) per chiunque desideri sostare in preghiera e rendergli un ultimo saluto. Alle ore 20 ci si ritroverà come Comunità educativa pastorale […]

Ex-Ilva, don Antonio Panico: “Ora serve un decreto ‘salva-Taranto”

La recente decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro novanta giorni subordinando un’eventuale ripresa delle attività alla completa bonifica dell’amianto e alla riduzione delle emissioni di polveri sottili, rappresenta un passaggio destinato a segnare la lunga vicenda dello stabilimento siderurgico. Una pronuncia che […]
Media
07 Ago 2026