Angelus

La domenica del Papa – Siamo fratelli e sorelle per grazia

ph Vatican media-Sir
07 Set 2026

di Fabio Zavattaro

“Prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo”: è la preghiera di papa Leone XIV in questo tempo segnato da guerre che si combattono in tanti luoghi del nostro pianeta. Primo angelus di settembre che segna, dopo il periodo estivo, il ritorno alla vita ordinaria, e che fa dire al Santo padre: “Chiediamo al Signore di accompagnarci e di sostenerci con la sua luce”.

La preoccupazione più grande è sempre per l’Ucraina e il vescovo di Roma dice di seguire “con animo addolorato” le notizie “dei violenti attacchi che hanno colpito di recente diverse città e infrastrutture civili” causando la morte di persone innocenti: “il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell’angoscia e nella paura”.

Non solo la preghiera ma anche l’appello “a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprire i cuori al dialogo e alla pace”. Così rivolgendosi a quanti lo seguono da piazza San Pietro e dai mezzi di comunicazione, il Papa auspica “che gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia”. Un messaggio diretto al viaggio degli inviati del presidente Donald Trump, ovvero Jared Kushner e Steve Witkoff, che sono a Kiev per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky dopo il colloquio, tre ore, con il presidente russo Vladimir Putin che ha ordinato tre giorni di tregua dalla mezzanotte del 5 settembre.

Angelus nella domenica in cui la liturgia ci invita a riflettere, con l’apostolo Paolo e con l’evangelista Matteo, sul fatto che “tutta la legge di Dio trova la sua pienezza nell’amore, così che nei nostri rapporti con gli altri – ricordava Benedetto XVI – i dieci comandamenti e ogni altro precetto si riassumono in questo: amerai il tuo prossimo come te stesso”.

Papa Leone XIV ricorda che Gesù “ci ha insegnato a invocare e a praticare la remissione dei debiti” e con san Paolo dice: “fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole”: ecco il vero debito che abbiamo. Sant’Agostino invitava a dimenticare l’offesa ricevuta, non la ferita di un fratello, e questo perché il comandamento dell’amore non conosce distanze, non c’è un prossimo da amare e un altro da tenere lontano; ed è in questo amore che troviamo il potere della misericordia e ci rendiamo conto che nell’amore che supera il rifiuto cadono muri e barriere che spesso noi stessi abbiamo innalzato.

Nella pagina del Vangelo di Matteo, Gesù suggerisce ai discepoli due modi per esercitare l’amore vicendevole; il primo: diventare capaci di correzione fraterna. “È un’arte delicata e troppo spesso dimenticata – afferma il vescovo di Roma – che chiede franchezza e gradualità”. Significa parlarsi sinceramente, affrontare la realtà e “trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita. Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni”. Il Vangelo, dice Leone XIV “ci educa alla libertà, nella carità”.

Madre Teresa di Calcutta commentando questa pagina di Matteo diceva: non capita anche a vostro figlio di sbagliare? E voi cosa fate, non prendete forse vostro figlio tra le braccia e lo baciate? Questo è il modo di dirgli che lo amate. Dio fa la stessa cosa: “se noi abbiamo peccato o abbiamo commesso un errore, facciamo in modo che ciò ci aiuti ad avvicinarci a Dio. Diciamogli umilmente: so che non avrei dovuto agire così, ma anche questa caduta, te la offro”.

Il secondo modo di amare fraternamente è mettersi d’accordo, “non soltanto quando c’è un conflitto, ma per chiedere a Dio qualche dono”. E citando la pagina di Matteo ricorda che “se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà”. Questa promessa, afferma Leone, ci suggerisce che “possiamo avere desideri comuni, dolori comuni, speranze comuni e attraverso la preghiera crescere nell’unità”.

Senza la fede il rischio è di vedere l’altro come un estraneo, un nemico; “per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”.

Leggi anche
Leone XIV

L’udienza generale di papa Leone XIV di mercoledì 7 ottobre

“La Chiesa cammina nella storia in mezzo alle genti e alle culture, e questo intreccio di vita con i popoli le fa comprendere sempre più che la sua missione ha una portata storica e comporta una responsabilità nei confronti del modo in cui si tessono le relazioni sociali”. Lo ha detto Leone XIV nella catechesi […]

La domenica del Papa - Dio non butta mai via la nostra vita!

È la domenica in cui si fa memoria dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi “l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato” per papa Francesco. L’operaio “che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore” dice all’angelus Leone XIV commentando il brano del Vangelo, la parabola della […]
Hic et Nunc

Finalmente si parte: il 20 novembre l'avvio dei lavori a Palazzo Frisini

Il 20 novembre partiranno i lavori per il recupero e la rifunzionalizzazione di Palazzo Frisini, destinato a diventare residenza universitaria e non solo. I lavori, che dovrebbero durare due anni, restituiranno a Taranto, dopo un’attesa lunghissima, durata oltre vent’anni, un palazzo storico da anni emarginato al centro della città. Mentre sono già passati due anni […]

Carmine: celebrazione per inizio anno sociale dell’arciconfraternita

Al termine, processione con il quadro della Beata Vergine del Rosario

Ex Ilva: dal governo solo cig fino a giugno e si va verso lo sciopero

Non poteva non rispecchiare la situazione di confusione a cui si è giunti sul fronte dell’ex Ilva la riunione svoltasi a Palazzo Chigi tra una delegazione del governo, coordinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e le delegazioni nazionali dei sindacati di metalmeccanici. Il riscontro è quello facilmente prevedibile: il governo ha individuato […]
Media
10 Ott 2026