‘099’: Il rap come strumento di riscatto
È stata presentata lunedì mattina a Casa Viola la canzone ‘099’ scritta da adulti e minori del circuito penale del centro socio-rieducativo Fieri Potest, gestito dall’associazione Noi e Voi. Si tratta dell’ultimo tassello di un laboratorio musicale curato dall’associazione Rublanum, tenutosi dal 23 al 27 febbraio scorsi, con il cantante e musicista rap Kiave, nome d’arte di Mirko Filice, originario di Cosenza. Venti i partecipanti al laboratorio con l’artista, figura riconosciuta della scena hip hop italiana, che ha accompagnato in un lavoro autentico sulla parola, dalla metrica alla costruzione del testo, fino alla ricerca di una voce personale. «Questo è un brano a cui tengo tantissimo; è un punto di vista – spiega il rapper in un videomessaggio – una vera e propria testimonianza di quello che succede in determinati contesti e porta con sé un senso di rivalsa importante, che ‘respira’ l’hip hop al 100%. Non era facile mettersi in discussione davanti ad un microfono o lavorare dietro le quinte. Tutti hanno dato il loro contributo e li ringrazio».
«Kiave con la sua empatia – racconta Elisabetta Calabrese, pedagogista e responsabile di Fieri Potest – ha deciso di non proporre le proprie barre, ma di accompagnare i ragazzi nel far emergere le loro storie, valorizzandone la voce e l’identità. E questa è stata la chiave di volta per accendere in loro il desiderio di partecipare».
«La cultura si diffonde nella bellezza – commenta il presidente dell’associazione Noi & Voi don Francesco Mitidieri -. Lo sanno bene gli amici dell’associazione Rublanum che si sono occupati dei murales in giro per Taranto. Li abbiamo conosciuti così, dagli interventi fatti sui palazzi di Paolo VI ed è nata una collaborazione che oggi ci porta a questo progetto».
La canzone da oggi disponibile sulle principali piattaforme digitali e su YouTube, dove è possibile vedere il video realizzato a conclusione del laboratorio.
«Non una semplice produzione musicale – sottolinea Giacomo Marinaro, direttore artistico e coordinatore del progetto per l’associazione Rublanum – ma una testimonianza vera, umana, che racconta fragilità, presa di coscienza e desiderio di cambiamento. Come associazione crediamo profondamente nella cultura urbana e hip hop, come mezzo di sviluppo personale, sociale e collettivo anche nei contesti più complessi».
Nel corso dell’incontro per il lancio di ‘099’, lunedì mattina a Casa Viola, ecco la voce dei protagonisti. «Io amo la musica e questa è stata una valvola di sfogo. L’intro è mia. Quelle parole – dice Adrian – danno un significato a quello che sto vivendo. Io vengo da uno ‘080’ perché non sono originario di Taranto ma ‘099’ ormai è parte di me e racconta la mia voglia di andare avanti e di non sprecare le possibilità che la vita mi sta offrendo».




