A Martina Franca, continua il laboratorio ‘Sulla via di Damasco’
È arrivato al suo terzo appuntamento ‘Sulla via di Damasco’, promosso dalla parrocchia San Francesco d’Assisi – Santuario Cristo Spirante di Martina Franca, pensato per i giovani e con i giovani dai 19 ai 27 anni, che si terrà giovedì 30 aprile alle ore 20.30. Lo spirito dell’incontro, voluto per un momento di confronto umano, culturale e cristiano, questa volta propone un tema quanto mai attuale: ‘L’uso etico dell’intelligenza artificiale: le parole non ostili’, richiamando l’urgenza di un dialogo maturo e consapevole sul modo in cui le tecnologie plasmano il linguaggio, le relazioni e la visione del mondo.
È di fatto un laboratorio di umanità in quanto l’incontro non si presenta come una conferenza tecnica, ma come uno spazio di dialogo umano e culturale, dove i partecipanti potranno interrogarsi insieme sul rapporto tra innovazione e responsabilità.
La scelta dell’itinerario generale, “Sulla via di Damasco”, evoca simbolicamente un cammino di scoperta e trasformazione: non un percorso già tracciato, ma un invito a lasciarsi provocare da domande nuove, proprio come accadde a Paolo nel suo incontro inatteso con Cristo. In questo senso, il confronto con il cristianesimo non è proposto come un recinto, ma come un orizzonte di senso capace di illuminare le sfide contemporanee: l’uso delle parole, la cura delle relazioni digitali, la ricerca di autenticità in un mondo sempre più mediato dagli algoritmi.
I giovani sono i protagonisti e la fascia d’età scelta – 19-27 anni – non è casuale: è il tempo delle decisioni, delle prime responsabilità, della costruzione dell’identità adulta. È anche l’età in cui la tecnologia non è solo uno strumento, ma un ambiente di vita. Per questo l’incontro vuole offrire ai giovani un luogo in cui pensare insieme, senza giudizi e senza semplificazioni, accompagnati dalla comunità parrocchiale ma protagonisti del proprio percorso.
È anche un invito aperto, la locandina si chiude con un invito semplice e diretto: “Se ti va, vieni a trovarci”. Nessuna formalità, nessuna iscrizione: solo il desiderio di creare un luogo in cui i giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e stimolati a guardare oltre.
In un tempo in cui spesso si parla dei giovani, questo appuntamento sceglie invece di parlare con loro, offrendo un’occasione preziosa per intrecciare umanità, cultura e cristianesimo lungo una strada che, come quella di Damasco, può ancora sorprendere e trasformare.




