Ecclesia

La domenica del Papa – Il buon Pastore

ph Vatican media-Sir
27 Apr 2026

di Fabio Zavattaro

“L’impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace”: è l’appello di papa Leone in questa quarta domenica in cui si ricorda il quarantesimo anniversario del “tragico incidente che ha segnato la coscienza dell’umanità”. Nell’esplosione del reattore 4 della centrale, secondo le stime ufficiali dell’Onu, morirono negli anni 4 mila persone. Fa ancora paura la centrale atomica, situata in una zona teatro di conflitto in Ucraina, che per Leone XIV “rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti”. Nell’affidare le vittime e quanto soffrono ancora le conseguenze di quel disastro, il Papa auspica che “a tutti i livelli decisionali, prevalgano sempre discernimento e responsabilità, perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace.

La liturgia ci fa riflettere, in questa domenica, su Gesù buon pastore, che conosce le sue pecore, ma soprattutto è lui la porta dell’ovile, ovvero è quel passaggio tra questo mondo e il Padre, tra la morte e la vita. È la domenica – ma questo vale per ogni domenica – che “ci chiama fuori dal ‘sepolcro’ dell’isolamento, della chiusura, perché ci incontriamo nel giardino della comunione, di cui il Risorto è custode”, afferma il vescovo di Roma nell’omelia che pronuncia in basilica in occasione dell’ordinazione di dieci sacerdoti della diocesi di Roma.

Nel recinto delle pecore si entra dalla porta perché chi sale da un’altra parte “è un ladro e un brigante”, leggiamo in Giovanni. “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” e la differenza è chiara afferma papa Leone: “il pastore ha un legame speciale con le sue pecore e, perciò, può entrare dalla porta dell’ovile; se uno invece ha bisogno di scavalcare il recinto, allora è certamente un ladro che vuole rubare le pecore”.

Gesù, afferma Leone XIV commentando questo passo del quarto Vangelo, “ci sta dicendo di essere legato a noi da una relazione di amicizia: Egli ci conosce, ci chiama per nome, ci guida e, come fa il pastore con le sue pecore, ci viene a cercare quando ci perdiamo e fascia le nostre ferite quando siamo malati”.

È l’immagine cara a papa Francesco, di cui abbiamo ricordato la sua morte una settimana fa, del pastore con l’odore delle pecore. E questo rapporto è il modello delle relazioni tra i cristiani e di quelle umane. Ieri come oggi molti si sono proposti come “pastori delle nostre esistenze ma solo il Risorto è il vero pastore”.

Gesù, afferma Leone XIV, “non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza”. Non impone pesi, ma prende su di sé il fardello pesante del nostro peccato e ci libera. Così il Papa chiede di non dimenticare “anche quei ‘ladri’ che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”.

Nella basilica di San Pietro l’ordinazione di dieci sacerdoti ai quali ha chiesto di sentirsi parte “di questa umanità sofferente, che attende la vita in abbondanza”. Ricorda loro che insieme agli altri battezzati “varcherete ogni giorno la soglia del Mistero, quella soglia che ha il volto e il nome di Gesù. Non nascondete mai questa porta santa, non bloccatela, non siate di impedimento a chi vuole entrare”.

E questo è valido ancor più oggi “specialmente dove i numeri sembrano delineare un distacco fra le persone e la Chiesa, tenete la porta aperta! Lasciate entrare e siate pronti a uscire”. I sacerdoti “sono un canale non un filtro. Molti credono di sapere già cosa c’è oltre quella soglia. Portano con sé ricordi, magari di un passato lontano; spesso c’è qualcosa di vivo che non si è spento e che attrae; a volte, però, c’è dell’altro, che ancora sanguina e respinge. Il Signore sa e attende. Siate riflesso della sua pazienza e della sua tenerezza”. Infine, dice loro di uscire, “trovate la cultura, la gente, la vita! Meravigliatevi per ciò che Dio fa crescere senza che noi l’abbiamo seminato”.

Quante persone oggi si sentono perse, incapaci di orientarsi. Costoro dice ai preti: “abitano pascoli che dovete conoscere. A volte vi sembrerà di non averne le mappe. Le possiede però il buon Pastore, di cui ascoltare la voce, così familiare”.

Leggi anche
Ecclesia

Solenni festeggiamenti a San Marzano in onore dei Santi Medici

Sabato 26 e domenica 27 settembre si svolgeranno a San Marzano di San Giuseppe le celebrazioni in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano. Così scrive il parroco don Cosimo Rodia: “Carissimi, i santi Cosma e Damiano non sono eroi lontani ma modelli concreti di sequela  di Cristo attraverso la dedizione al prossimo. Praticavano la medicina […]

Il coraggio di ricredersi

Francesco d’Assisi ricorda che la sua conversione è cominciata proprio là dove non avrebbe voluto andare. Il suo «no» ai lebbrosi era netto: nel Testamento confessa che persino vederli gli risultava amaro. Poi aggiunge una frase che cambia tutto: «il Signore stesso mi condusse tra loro». Francesco va così proprio verso ciò che aveva respinto […]

I lavori del Consiglio episcopale permanente e le nomine

La responsabilità di trasmettere la fede oggi ha orientato il confronto tra i vescovi riuniti a Roma, dal 21 al 23 settembre, per la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi. Aprendo i lavori, il cardinale ha ricordato l’invito rivolto da papa Leone XIV all’assemblea generale di maggio a […]
Hic et Nunc

‘Prometeo a Taranto’: il teatro indaga sul disastro ambientale e sanitario

‘Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata’ è un interessante esperimento teatrale portato in scena, in questi giorni nel teatro Tatà, all’interno del Taras Teatro Festival, diretto da Massimo Cimaglia. Si tratta di un’esperienza tout court di teatro performativo, che si propone una sorta di sinestesia percettiva di diversi impulsi e matrici, con l’obiettivo tematico preciso […]

L'eredità culturale dei Giochi: la Magna Grecia e un futuro da costruire

“Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico” è il tema dell’edizione numero 65 dei Convegni internazionali di studio sulla Magna Grecia. Un tema che riprende e completa dal punto di vista storico culturale, l’evento che ha caratterizzato l’estate 2026 per Taranto, ovvero i Giochi del Mediterraneo. II Convegno è stato aperto ieri, […]

Tornare al pensiero di Aldo Moro per costruire il futuro: il convegno

L’attualità di Aldo Moro, statista e pensatore profetico, ispirato dalla fede in Dio e dalla fiducia nell’uomo, sempre in anticipo sui tempi e per questo sempre ingombrante per gran parte della politica, è stata al centro della presentazione del volume di Antonio Incampo: “Aldo Moro. Il diritto. Lo Stato” nell’aula magna dell’Università a lui intitolata. […]
Media
26 Set 2026