Sport

I sapori della Puglia: Andrea Pellegrino

18 Mag 2026

di Paolo Arrivo

Il pubblico occasionale della racchetta lo ha conosciuto solamente grazie al match che lo ha contrapposto a Jannik Sinner. Un incontro dall’esito prevedibile. Ma Andrea Pellegrino non ha affatto sfigurato nel confronto diretto con il numero 1 del mondo: il pugliese, originario di Bisceglie, è stato tra le sorprese degli Internazionali Bnl d’Italia a Roma, uscito agli ottavi per mano dello stesso Sinner. Precedentemente aveva ottenuto importanti successi arrivando ad eliminare lo statunitense Frances Tiafoe, ex top ten.

Il match con Sinner

Dopo un avvio difficile (sotto 0-4, ha salvato le palle che avrebbero consentito a Jannik di servire per il 6-0), Pellegrino ha preso coraggio facendosi più aggressivo. Si è messo in carreggiata e per buona parte del match ha giocato alla pari con il fuoriclasse altoatesino. Lo abbiamo visto servire bene, reggere gli scambi lunghi, e a volte vincerli, variare il suo gioco con palle corte. Poi Sinner ha premuto sull’acceleratore. E nulla ha potuto, lo sfavorito. Che ha combattuto. Nulla può rimproverarsi per aver dimostrato personalità e tenuta mentale, resistenza, solidità da fondo campo. Nonché capacità di adattamento. Perché è restato lucido cercando soluzioni. A dispetto del suo fisico molto muscoloso, il suo non è un tennis muscolare: gioca in modo ragionato e composito. Ha una mente e una mano da giocatore di costruzione. E lo ha dimostrato anche nell’ultimo incontro, salutando il torneo in modo dignitoso, e incassando i complimenti del vincitore, che lo ha sconfitto nettamente con il punteggio di 6-2 6-3. Una sconfitta comunque più dignitosa della precedente, datata al lontano 2019: la finale dell’Itf di Santa Margherita di Pula.

Chi è Andrea Pellegrino

Classe 1997, il tennista è cresciuto soprattutto nel circuito Challenger, dove ha vinto 3 titoli nel singolare, 5 in doppio. Un titolo Atp lo ha conquistato. In doppio, insieme ad Andrea Vavassori al Chile Open 2023. Andrea Pellegrino può essere considerato un tennista italiano “late bloomer”. Ovvero uno di quei giocatori che raggiungono il loro miglior livello più tardi di quanto ci si possa aspettare. Papà Mimmo lo descrive come un ragazzo tranquillo. Uno che “non esterna tanto le emozioni, e se in campo ogni tanto si perde è proprio perché, comprimendosi, il carattere prima o poi scoppia”. Questo è il suo limite e il suo punto di forza. Mentre l’allenatore Andrea Trono, che negli ultimi tempi lo ha in cura al Salento Tennis Center, ha sottolineato come l’aria della Puglia gli faccia bene. In effetti, l’atleta è in forma. E sembra incarnare proprio gli umori cangianti della regione in cui è nato. Una terra piena di risorse, di potenzialità inespresse, luci e ombre; che non vuole passare per eterna promessa, come lui stesso veniva considerato, fino a poco tempo fa. Il pugliese può mirare al Roland Garros. Considerando che la terra battuta è la sua superficie migliore, la sfida è capire se il livello visto a Roma è replicabile, giocando al meglio dei cinque set, nel grande Slam: tutt’altra storia da raccontare.

 

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