Alla Sacro Cuore di Statte, la presentazione del libro di don Roberto Faccenda
Dialetto salernitano, orecchino, bracciali e occhiali da sole: così si è presentato don Roberto Faccenda nel salone parrocchiale del Sacro Cuore di Statte lo scorso 10 giugno, in occasione della presentazione del suo libro ‘A(r)marsi con 5 ciottoli’.
Sacerdote originario di Eboli (Sa), don Roberto è direttore della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Salerno‑Campagna‑Acerno, responsabile del servizio per la pastorale della scuola, assistente ecclesiastico del gruppo scout Salerno terzo e cappellano della squadra di calcio della Salernitana, di cui è tifoso sfegatato.
Negli ultimi anni è diventato virale sui social, grazie al suo modo diretto e spontaneo di dialogare con i giovani: un linguaggio schietto, spesso in dialetto, e un look fuori dagli schemi, insolito per un sacerdote, che mantiene anche nelle celebrazioni dei matrimoni. Uno stile che sorprende, incuriosisce e soprattutto avvicina.
A(r)marsi con 5 ciottoli, spiega don Roberto, è un libro pensato per i giovani e per chi se ne prende cura, ma anche per tutti coloro che sono ancora in cammino alla ricerca di sé.
Il fil rouge che guida il lettore è la figura biblica di Davide, a partire dal celebre episodio del confronto con Golia, in cui ciascuno può ritrovare qualcosa di sé. Da un lato Davide incarna i giovani che si percepiscono piccoli e vulnerabili di fronte alle sfide della vita; dall’altro Golia rappresenta un mondo adulto spesso rigido, poco disposto ad aprirsi e ad ascoltare le nuove generazioni.
Attraverso la storia di Davide, il libro accompagna il lettore nell’esplorazione di temi cruciali: il divario generazionale, la paura del fallimento, la consapevolezza nelle relazioni, il coraggio delle scelte. A questi si affianca una raccolta di racconti e testimonianze tratte dall’esperienza pastorale, educativa e scolastica di don Roberto.
Ogni capitolo è legato a un ‘ciottolo’, un piccolo simbolo che invita a vivere in pienezza. Le caratteristiche di ciascuno? Tocca al lettore scoprirle, pagina dopo pagina.
Tra risate e racconti, don Roberto ha regalato ai numerosi presenti un pomeriggio ricco di pensieri profondi e spunti di riflessione. Ancora una volta, però, i veri protagonisti sono stati i giovani: sono stati loro a prendere la parola, a porre domande, a creare un dialogo autentico e un confronto sincero con il sacerdote.
Due frasi, in particolare, risuoneranno a lungo in chi ha partecipato all’incontro, e che personalmente porterò con me:
«Fallire non significa essere un fallimento»;
«Il cristiano deve avere ali e radici: ali per fare dei voli che l’umanità non può fare e che appartengono alla dimensione divina; radici per avere i piedi ben piantati a terra. Solo se abbiamo ali e radici possiamo abitare, vivere, sognare e cambiare il nostro presente avendo negli occhi la fede e nel cuore Dio».
Grazie don Roberto!
Grazie all’Associazione culturale ‘I Leucaspidi’ e al suo presidente Michele Genga per aver contribuito alla realizzazione di quest’evento culturale, all’insegna dell’ascolto, del dialogo e della condivisione.
Grazie a don Giovanni Agrusta per aver accolto la presentazione nel salone parrocchiale del Sacro Cuore.
Grazie al sindaco di Statte, dott. Fabio Spada e a tutta l’amministrazione comunale per aver creduto in questo progetto concedendo il patrocinio morale.
Un sentito grazie a tutti coloro che hanno preso parte all’incontro, contribuendo con entusiasmo alla riuscita dell’evento.




