Grottaglie, presentato il libro ‘Una ecologia dell’uomo’
Si è svolta martedì 23 giugno, alla Madonna delle Grazie di Grottaglie, la presentazione del volume ‘Una ecologia dell’uomo. Joseph Ratzinger e l’armonia del creato’. (Tau editrice), scritto da Michele Montanaro e impreziosito dalla prefazione del cardinale Gerhard Ludwig Müller. A dialogare con l’autore è stata la giornalista Paola Casella, accompagnando il pubblico in una riflessione sul rapporto tra uomo, creato ed educazione alla luce del magistero di Benedetto XVI.
Per l’autore la serata ha rappresentato anche un ritorno a casa. La parrocchia Madonna delle Grazie è infatti la comunità nella quale è cresciuto umanamente e nella fede, maturando quelle esperienze formative ed ecclesiali che hanno contribuito a plasmare il suo percorso personale, professionale e di ricerca. Presentare il proprio lavoro in questo luogo ha assunto pertanto il significato di una restituzione grata alla comunità che lo ha accompagnato negli anni della crescita e che continua a essere un punto di riferimento nel suo cammino umano e spirituale.
L’incontro ha preso avvio da una domanda decisiva: la crisi ecologica è soltanto una questione tecnica oppure rivela una crisi più profonda che riguarda l’uomo stesso? La risposta proposta nel volume e ripresa nel dialogo con i presenti si colloca nel solco del pensiero di Ratzinger, secondo il quale il degrado ambientale è inseparabile da una crisi antropologica e spirituale. «Quando l’uomo si pone al posto di Dio – ha ricordato l’autore richiamando il pensiero del Papa emerito – la natura perde il suo significato di dono e diventa semplicemente materiale da utilizzare».
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione del Magistero della Chiesa sulla questione ecologica. Da san Giovanni XXIII fino a papa Francesco, passando per il contributo decisivo di Benedetto XVI, è maturata una consapevolezza sempre più chiara della necessità di custodire il creato come espressione della responsabilità affidata all’uomo. In particolare, Benedetto XVI ha elaborato il concetto di «ecologia umana», mostrando come la salvaguardia dell’ambiente non possa prescindere dalla tutela della dignità della persona e dall’educazione a un corretto uso della libertà.
La riflessione si è poi soffermata sul racconto biblico della creazione, presentata come armonia originaria voluta da Dio. L’uomo è posto nel giardino non come padrone assoluto, ma come custode chiamato a coltivare e proteggere quanto ha ricevuto. Il peccato rompe questa armonia e trasforma il dominio in sfruttamento, ma la misericordia divina apre sempre una possibilità di conversione. In Cristo, è stato sottolineato, la redenzione coinvolge non soltanto l’uomo, ma l’intero cosmo, orientando la storia verso una riconciliazione universale.
Tra i temi affrontati anche il legame tra custodia del creato e costruzione della pace. Le guerre per le risorse, le migrazioni ambientali, la fame e le disuguaglianze testimoniano come l’ingiustizia ecologica produca nuove forme di conflitto. È stato così richiamato il messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2010 di Benedetto XVI, significativamente intitolato: «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato».
Secondo la prospettiva ratzingeriana, tuttavia, non bastano soluzioni tecnologiche o provvedimenti normativi. Occorrono virtù capaci di orientare l’agire umano: la carità, perché il creato è un dono da condividere; la giustizia, che richiama la responsabilità verso le generazioni future; il dialogo tra fede, scienza e politica; ma anche la sobrietà, la gratitudine e il senso del limite, spesso smarrito nella cultura contemporanea.
Particolare attenzione è stata riservata alla dimensione educativa del volume. Nato dall’esperienza dell’autore come docente e studioso della teologia di Joseph Ratzinger, il testo intende tradurre il patrimonio biblico e magisteriale in percorsi didattici concreti, proponendo attività laboratoriali, esperienze di servizio, momenti di contemplazione della natura e pratiche di responsabilità condivisa. L’educazione ecologica, è stato ricordato, è anzitutto educazione del cuore.
La serata ha restituito ai presenti un’immagine dell’ecologia lontana da approcci ideologici o riduttivi, riscoprendola come questione profondamente umana e spirituale. Un invito, in definitiva, a riscoprire la propria vocazione di custodi, nella consapevolezza che, come insegna Benedetto XVI, non siamo proprietari del creato ma amministratori di un dono affidato alla nostra responsabilità. E che la prima terra da coltivare e riconciliare resta sempre il cuore dell’uomo.




