La canicola colpisce i servizi postali: segnalazioni per utenti e operatori
Tempi duri per i servizi postali! Da più parti vengono segnalati disservizi che coinvolgono sia gli utenti, anziani soprattutto, costretti a lunghe file sotto il sole, come a Lizzano, sia i lavoratori, che devono effettuare le consegne sotto la canicola, senza le misure di conforto e attenuazione previste.
La prima segnalazione ci viene da Lizzano, e più esattamente dalla Cgil che ci ricorda come il locale ufficio postale sarebbe stato chiuso per lavori di bonifiche e ristrutturazione, e così tutti i servizi (lavoratori compresi) sarebbero stati trasferiti all’interno di un container. “Una soluzione temporanea che però non avrebbe preso in considerazione il fatto che i cittadini, in particolar modo pensionati, sarebbero stati da lì in poi esposti alle intemperie, compresa l’aria rovente che in questi giorni sta facendo impennare i termometri fino a valori eccezionali di 40 gradi”. La soluzione tampone risulta inadeguata ad assicurare condizioni dignitose e sicure di accesso ai servizi postali per l’intera cittadinanza dicono Tiziana Ronsisvalle, Paolo Peluso e Katia Coppola, rispettivamente segretari generali di Slc Cgil e Spi Cgil. “La struttura, infatti, non dispone di spazi adeguati per accogliere l’utenza, non garantisce aree di attesa protette, non prevede un sistema di gestione delle code mediante ticket elimina-code e risulta priva di sedute e di adeguati punti di sosta. Tale situazione determina quotidianamente lunghe attese all’esterno della struttura, con particolare disagio per anziane e anziani, donne, bambini, persone con disabilità e soggetti portatori di fragilità”.
E così per domani, 15 luglio, a partire dalle ore 10 la Cgil installerà davanti all’ufficio postale di Lizzano, un gazebo frangisole, dato che un precedente tentativo, attuato da un cittadino, si è chiuso con la minaccia di una denuncia. Nell’occasione, la Cgil porterà la sua campagna sui diritti e per la raccolta firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e diritti negli appalti.
La seconda segnalazione ci viene, invece, dalla Uil Fpc di Puglia che ha presentato un esposto ai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SpeSAL) delle Asl pugliesi, alla Direzione interregionale del lavoro del Sud e agli Ispettorati territoriali del lavoro, chiedendo un intervento ispettivo urgente sulla mancata disponibilità gratuita di acqua potabile nei luoghi di lavoro di Poste Italiane presenti sul territorio regionale. la criticità interesserebbe in maniera diffusa
uffici postali, centri di recapito e altre strutture aziendali delle province di Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce e Tarantoe che riguarda in modo maggiore i portalettere.
La UIL Fpc sottolinea come “la consegna delle borracce termiche da parte dell’azienda rappresenti un’iniziativa incompleta se non accompagnata dalla presenza di punti di rifornimento gratuiti e idonei. In assenza di tali strumenti, infatti, i lavoratori sono costretti a portare acqua da casa oppure ad acquistarla a proprie spese, sostenendo un costo che, secondo il sindacato, dovrebbe invece essere a carico del datore di lavoro quale misura di prevenzione contro il rischio da calore, disidratazione e stress termico”.




