Giochi del Mediterraneo e i santi dell’accoglienza
La nostra Chiesa è vicina allo sport, perché crede nel gioco e nell’attività sportiva come luogo di incontro tra le persone, di formazione ai valori e di fraternità. Per questo lo sport è di casa nelle nostre comunità, nei nostri oratori. Questo, ancor più per i Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre, cui partecipano 26 comitati olimpici nazionali in rappresentanza di nazioni dislocate tra Europa, Africa e Asia che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
Nella nostra tradizione cristiana esistono figure specifiche di santi designati come protettori degli atleti e delle competizioni.
Ma non dimentichiamo che in questi Giochi del Mediterraneo, le tradizioni religiose non sono in gara, ma promuovono il dialogo tra culture diverse. I Paesi partecipanti uniscono le fedi cristiana, islamica ed ebraica. Ognuna merita il rispetto.
Prima di ogni gara tra gli atleti qualcuno farà il segno della croce, qualcuno si inginocchierà, altri alzeranno le braccia al cielo, altri poggeranno la fronte sul terreno di gioco. Ognuno proferirà qualcosa in raccoglimento nel rispetto reciproco.
Aldilà delle culture diverse e delle proprie credenze e devozioni ho immaginato presenti le figure dei nostri santi locali. San Cataldo, San Francesco De Geronimo e Sant’Egidio Maria di San Giuseppe come protettori di questi Giochi del Mediterraneo: santi dell’accoglienza e della ricerca di pace tra gli uomini di ogni nazione.
Li ho immaginati inoltre auspicare che l’evento rappresenti una storica occasione di rilancio per Taranto, che lo sport diventi leva di sviluppo per il turismo, la cultura, il lavoro e il futuro dei giovani del nostro territorio. Ce lo auspichiamo tutti.




