Diocesi

Il perdono di Assisi alla San Lorenzo da Brindisi

30 Lug 2026

di Angelo Diofano

Anche nella chiesa di San Lorenzo da Brindisi, dei frati francescani cappuccini, dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (domenica 2), sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria del perdono di Assisi, una volta sola, per sé o i propri defunti. Queste le condizioni richieste: visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa francescana o parrocchiale e recita del Padre nostro e del Credo; Confessione negli otto giorni precedenti o seguenti; partecipazione alla santa messa; un Padre nostro e un’Ave Maria secondo le intenzioni del Papa; disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Questo il programma parrocchiale.  Sabato 1 agosto: ore 18 – 20, Confessioni; ore 19, santa messa; ore 20.30 adorazione eucaristica e corona francescana. Domenica 2 agosto: ore 8.30-10.30-19, sante messe; ore 8.30 – 11.30, ore 18 – 20, confessioni

Così il parroco, fra Pietro Gallone, racconta le origini del ‘Perdono di Assisi’. “ Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: ‘Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe’. ‘Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza’.

E Francesco si presentò subito al pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: ‘Per quanti anni vuoi questa indulgenza?’. Francesco scattando rispose: ‘Padre Santo, non domando anni, ma anime’. E felice si avviò verso la porta, ma il pontefice lo chiamò: ‘Come, non vuoi nessun documento?’. E Francesco: ‘Santo padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni’. E qualche giorno più tardi, insieme ai vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “’Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!’”.

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