Il sogno di una Chiesa missionaria
Nella cornice del seminario arcivescovile, sabato 10 ottobre, i presbiteri e i membri dei consigli pastorali parrocchiali, convocati dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, si sono ritrovati per vivere l’assemblea diocesana, coordinata dalla Commissione per l’evangelizzazione.
I lavori sono iniziati con la testimonianza di don Giuseppe Pizzoli, presbitero della diocesi di Verona e direttore nazionale di Missio, che ha condiviso alcune tracce della sua esperienza ministeriale – dapprima come fidei donum in Brasile per dieci anni e in seguito, per un altro quinquennio, in Guinea-Bissau – che egli ha tratteggiato come un cantiere in cui pregustare quanto la Chiesa italiana ha poi riscoperto nel cammino sinodale degli ultimi anni, ovvero la corresponsabilità dei laici, la feconda trama di parrocchie come rete tra varie realtà pastorali, l’inedita opportunità evangelizzatrice offerta dalle “comunità di base”. In questo modo, ha affermato don Pizzoli nel suo intervento, «le diverse comunità erano protagoniste della vita pastorale della parrocchia», nella varietà dei ministeri e dei carismi propri di ciascuno. In tal senso, è possibile allora attuare una conversione missionaria della pastorale, coltivando anzitutto il legame con Cristo, che rende le comunità capaci di condividere la Parola e di attuare un annuncio fatto di prossimità e vicinanza al territorio e alla sua gente.
Ed è stato proprio questo il tema determinante nella riflessione che ha visti impegnati successivamente i partecipanti nei tavoli di lavoro per commissione, con l’obiettivo di unire le diverse esperienze e prospettive, arricchendo il discernimento comune e declinare tali stimoli nella vita concreta delle vicarie e delle parrocchie.
L’appuntamento ha rappresentato così un passo deciso e visibile della bellezza della Chiesa quale popolo di Dio in cammino nella storia, pronto a mettersi in ascolto di quanto lo Spirito le suggerisce per compiere con rinnovato vigore e gioia la propria missione.
Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva




