Elezioni

Elezioni europee: vince il non voto
Brillano poco i candidati tarantini

10 Giu 2024

di Silvano Trevisani

Le amministrative nei quattro Comuni della provincia

La previsione più facile era quella sull’astensione, e purtroppo è stata confermata. In Italia ha votato meno di un elettore su due e solo grazie alla contestuale consultazione amministrativa la percentuale non è scesa ancora di più. Lo dimostrano i dati dell’affluenza nei quattro Comuni della provincia di Taranto chiamati a rinnovare i propri consigli comunali. Qui si è andati dal dato record i Faggiano (81%) al 56,4% di Statte. Mentre Taranto città non è andata oltre il 35%. In tutto Sud la percentuale dei votanti è stata ancora inferiore e in Puglia non è andata oltre il 43%. Pur trascinata dalle consultazioni di Bari e Lecce e dei numerosi altri Comuni in cui si votava.

Gli interrogativi

Molte sono le questioni che questo voto apre, a cominciare proprio dall’astensionismo. Che sarebbe stato ancora più alto se la lunga vigilia elettorale non fosse stata caricata da rivalità e contenuti politici specificamente italiani. Insomma: si è votato più per esprimere un giudizio sul governo in carica che per dare la svolta all’Europa. Questo, naturalmente, non vale solo per l’Italia ma un po’ per tutti gli Stati dell’Unione. Come dimostra il caso Francia, dove la netta sconfitta di Macron lo ha indotto a sciogliere l’Assemblea, il Parlamento francese, e a indire nuove elezioni. Il generale scossone che ha toccato un po’ tutti gli stati europei, nel sovvertimento generale ha finito per lasciare le cose in equilibrio: se alcuni paesi come la Francia, l’Austria e la Germania hanno svoltato decisamente a destra, altri, un po’ a sorpresa, hanno svoltato a sinistra, come il Portogallo (dove pure le politiche avevano dato la vittoria della destra), l’Olanda o la Svezia, mentre la Danimarca ha premiato i verdi!

Azzardato, quindi, dare un giudizio complessivo e una unitaria spiegazione al voto. Ma in qualche misura ha pesato il conflitto in Ucraina, se si pensa che solo l’altro ieri Biden e i perdenti Macron e Scholz avevano rinsaldato il patto di totale sostegno: sembra rinforzarsi qualche dubbio nell’opinione pubblica europea circa la necessità o capacità (o magari anche opportunità) di puntare sulla vittoria dell’Ucraina.

L’astensionismo

L’astensionismo, dunque, viene spiegato in vari modi ma se le elezioni europee accentuano la generale disaffezione al voto registrata negli ultimi anni, una ragione specifica ci sarà. E probabilmente a pesare sono, in egual misura, sia la “lontananza” dell’Europarlamento, del quale in genere, dopo le elezioni, si perdono le tracce, sia quella degli europarlamentari eletti. Dei quali l’elettore difficilmente percepisce il ruolo, la presenza, l’attività pratica. E di cui spesso finisce col dimenticare persino il nome. Questo genera uno scetticismo ancora maggiore rispetto a quello che denota le elezioni politiche e persino quelle amministrative. Per un candidato che non abbia poi suoi canali diretti e preferenziali di comunicazione, che non sia un personaggio già noto all’opinione pubblica, è davvero molto difficile promuovere la propria candidatura.

I candidati tarantini

Anche per questo, ma non solo, non hanno brillato granché i candidati locali al Parlamento Europeo, anche se c’è da registrare il discreto dato della massafrese Gaia Silvestri dei 5Stelle, con oltre 14.000 preferenze (ma la brindisina Valentina Palmisano ne ha presi 43.000!). Male, invece, Massimiliano Stellato, candidatosi con Renzi, che si è fermato sui 7mila voti. Sotto le aspettative l’europarlamentare uscente Rosa D’Amato che, dopo i due mandati con i 5Stelle è passata con Verdi e Sinistra, per difendere il suo scranno, ma non ha lasciato il segno, accumulando 15.000 preferenze. Male il candidato tarantino del Pd Gianmario Spada, penultimo nelle preferenze, con 3.500 voti.

I 4 Comuni del Tarantino

Naturalmente, sono moltissimi gli altri elementi di analisi, ma intanto ecco i risultati delle amministrative nel Tarantino dove, lo ricordiamo, si votava a turno unico, poiché si tratta di Comuni con meno di 15.000 abitanti:

Statte svolta a destra con l’elezione a sindaco di Fabio Spada col 43,86% dei voti, mentre Debora Artuso si è fermata al 36,58 e il candidato del centrosinistra Luciano De Gregorio, al 19,56. A Maruggio conferma per il sindaco uscente Adolfo Afredo Longo col 63%. Massimo Quaranta si è fermato al 36. A Faggiano, Antonio Cardea raggiunge il 67%, lasciando Angela Calviello al 32%. Analogamente a Carosino, Antonio Di Cillo è eletto col 64%, Bruno Causo si ferma al 27% e Cosimo Zingaropoli all’8%

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