8xmille

Con i fondi dell’8xmille, a Cassano all’Jonio un centro socio-educativo per minori

Bambini e adolescenti di famiglie in difficoltà studiano insieme e coltivano sogni

foto Sir/Marco Calvarese
11 Lug 2024

Un palazzo della diocesi in un quartiere centrale di Cassano all’Jonio, comune calabrese di circa 17mila abitanti in provincia di Cosenza, diventa uno strumento per costruire il futuro di bambini e adolescenti, provenienti da famiglie in stato di fragilità economica e sociale. Il progetto “L’appetito vien studiando”, attivato grazie al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, in sinergia con l’équipe del progetto socio-educativo per minori della Caritas diocesana, offre uno spazio di studio, formazione e aggregazione ai tanti giovani che abitano il centro storico della città e che rischiano di finire nelle maglie della criminalità organizzata. È un cantiere educativo sempre aperto, in continua evoluzione, che cerca di reinventarsi indirizzando la sua attenzione alle necessità e alle varie emergenze che man mano affiorano nel contesto di riferimento. 

“Abbiamo avvertito la necessità – sottolinea don Mario Marino, direttore della Caritas diocesanadi promuovere un cambiamento. Per questo abbiamo deciso di scendere in campo con il nostro impegno, la nostra determinazione e soprattutto con il nostro coraggio. Non possiamo più permetterci di delegare. Noi per primi dobbiamo essere disposti a lavorare affinché la bellezza, di cui siamo circondati e che troppo spesso osserviamo con occhi carichi di pregiudizi e di rassegnazione, venga in qualche modo tutelata e difesa”.

All’interno del centro socio-educativo, i ragazzi, grazie al lavoro di educatori, operatori e istruttori, crescono insieme, studiano e si formano attraverso doposcuola, laboratori e attività sportive, in un luogo sicuro e lontano dalle tentazioni della malavita, sempre più diffusa nel cuore della città.

“Uno degli obiettivi primari de ‘L’appetito vien studiando’ – spiega Angela Marino, responsabile del progetto è quello di educare i minori al riconoscimento, all’accettazione, al rispetto e all’individuazione delle esigenze di tutti, di chi ha bisogni differenti dai propri e si trova a vivere una condizione diversa. Realizzata in collaborazione con le parrocchie del centro storico, l’iniziativa si basa, come suggerisce il titolo, su due momenti fondamentali: l’appetito, ossia la mensa, e il doposcuola con le attività laboratoriali. In questo modo cerchiamo di supportare i giovani nel quotidiano spingendoli al raggiungimento dei loro obiettivi”

Sono una quarantina i ragazzi coinvolti annualmente nel progetto che vengono così recuperati dalla strada ed estromessi dai pericolosi circuiti malavitosi attraverso un’accoglienza e accompagnamento lungo tutto l’arco della scuola primaria e secondaria di primo grado. I bambini e i ragazzi, dai 6 ai 14 anni, vengono guidati e indirizzati a restare nel solco di una vita sana e operosa, da proseguire secondo i principi cristiani e, quindi, nel pieno rispetto del vivere civile. “Il progetto, voluto dalla diocesi, è destinato a minori a rischio di dispersione scolastica – sottolinea Silvia Cirigliano, psicologa del progetto – che provengono da situazioni familiari, sociali ed economiche svantaggiate. Ci troviamo di fronte a bambini con bassa autostima e che manifestano difficoltà emotive e socio-relazionali”.

Il progetto è ormai operativo dal 2016 e, nel corso di questi anni, si è consolidato come un avamposto di legalità e di formazione, un esempio di welfare innovativo, grazie anche al team di esperti della Caritas diocesana. Si parte infatti dall’appetito, cioè dal servizio mensa attivo in tutti i giorni feriali, e si prosegue con le attività di doposcuola e con le iniziative laboratoriali che, tramite degli spunti ludici, didattici e ricreativi, cercano di spingere i ragazzi a coltivare le proprie passioni, che magari un giorno potrebbero concretizzarsi in una professione. “Il servizio mensa rappresenta per molti bambini l’opportunità di consumare l’unico pasto nutriente della giornata. Al sostegno scolastico – aggiunge la responsabileseguono le attività laboratoriali. Si alternano diversi maestri, i quali hanno il compito di accompagnare i ragazzi alla scoperta dei loro talenti. Pensiamo che meritino di avere educatori che li sostengano nel loro percorso per aiutarli a realizzare quello che il loro cuore merita”.

I minori acquisiscono gradualmente un metodo di studio autonomo e familiarizzano con le proprie inclinazioni. I risultati si concretizzano nella testimonianza dei beneficiari del servizio. Ci sono ragazzi che dicono di avere difficoltà a gestire in autonomia i compiti a casa: senza il centro sarebbe veramente complicato far fronte a questa esigenza. Altri ancora esaltano le attività laboratoriali perché gli consentono di usufruire di attività sportive che non potrebbero svolgere altrove nel pomeriggio anche per mancanza di possibilità economiche.

Il progetto, sin dall’inizio, ha indirizzato i suoi sforzi, inoltre, verso la costruzione di una rete solida di collaborazione e di dialogo con le istituzioni scolastiche, i servizi sociali, le parrocchie, il comune, i medici e i pediatri.

L’azione educativa viene potenziata anche dal “Centro per le famiglie” che è un solido spazio di ascolto, di orientamento, di confronto e di sostegno. Qui una squadra di professionisti garantisce, a titolo gratuito, supporto psicologico, consulenza pedagogica, progettazione e verifica di interventi in campo educativo e formativo rivolti al nucleo familiare.

La mamma di due bambini che attualmente possono apprezzare l’utilità del centro aggiunge: “Mi auguro che questo progetto non chiuda mai e che non cambino le persone che ci sono. Io sono ripartita grazie a loro, qui ho trovato persone che mi ascoltano e, poi, una casa e una famiglia”. Un’iniziativa che si traduce in supporto e sostegno concreto per superare il disagio, promuovendo l’inclusione. “Se venisse a mancare il progetto – conclude Angela Marino – sarebbe una vera sconfitta per questo territorio”.

 

Fondi 8xmille Chiesa cattolica I numeri del progetto
 

150.000 euro nel 2023

 

 

40 minori accolti dai 6 ai 13 anni
35 nuclei familiari accompagnati e aiutati
10 laboratori attivi
10 educatori e animatori
2 cuoche
20 volontari

 

Leggi anche
Sovvenire

8xmille: al via la campagna 2026 della Chiesa cattolica

Una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 12 aprile la campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica con l’obiettivo di spiegare il valore concreto di una scelta capace di incidere nella vita di molti. Dopo una fase di pre-campagna, andata in onda dal 15 al 31 marzo, dedicata al racconto […]

Al via, la nuova campagna della Chiesa cattolica

Negli spot, già in onda, il racconto dell’impegno quotidiano della Chiesa accanto ai più fragili

Al Carmine di Taranto, una conversazione del Serra club per sensibilizzare al ‘Sovvenire’

“Tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune”, il versetto del secondo capitolo degli Atti degli apostoli è stato l’incipit della conversazione che mons. Marco Gerardo ha tenuto, martedì 9 dicembre, ai soci del Serra club di Taranto ed ai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, delegazione di Taranto. L’incontro è […]
Hic et Nunc

La Coseco rileverà la Hiab di Statte con progetti ambiziosi per veicoli elettrici

Si è chiusa positivamente a Roma, al ministero delle Imprese, la vertenza della Hiab che sarà acquisita dalla Coseco. L’azienda multinazionale Hiab con sede a Statte che realizzava gru per l’edilizia ha deciso tre anni fa di chiudere l’attività lasciando senza lavoro i dipendenti e aprendo una lunga fase di ricerca di imprese interessate a […]

Importante progetto del Liside Cabrini per un ponte tra carcere e comunità

Creare ponti di valore sociale e scuotere le coscienze in un periodo in cui la violenza sembra permeare con troppa facilità la nostra vita. Sono le principali finalità di un importante progetto didattico: “Ponti sospesi: dialoghi tra reclusione e comunità”, promosso dall’istituto Liside-Cabrini, che si conclude domani, 21 aprile, con la visita che oltre quaranta […]

La domenica del Papa - Avere speranza in una via di uscita

È una nazione che ha “fame e sete di speranza, di pace e di fraternità” l’Angola, paese che ha vissuto una lunga guerra civile durata 27 anni, dal 1975 al 2002, anche se con alcuni momenti di tregua, come nel 1992 quando arrivò Giovanni Paolo II che chiese di “vincere le tentazioni che inducono a […]
Media
22 Apr 2026