Diocesi

Don Giussani e la musica: la strada della bellezza che porta alla felicità. Ieri l’evento

02 Feb 2023

di Silvano Trevisani

“L’avanzare della musica è come luce che si inoltra nella trama della nostra giornata”. Le parole di don Giussani sono riecheggiate e hanno fatto da filo conduttore nell’evento “Spirto Gentil: don Giussani e la Musica”, svoltosi ieri sera nel Salone di rappresentanza della Provincia.

Così Comunione e Liberazione, realtà ecclesiale radicata da anni nel nostro territorio e nella nostra città, ha voluto ancora porre un significativo tassello alle celebrazioni per il centenario della nascita di Giussani, assieme alla diocesi di Taranto, in un salone gremito e insufficiente a contenere la folla che ha risposto al richiamo.

Filo conduttore della manifestazione è stata la profonda passione per la musica del fondatore di CL e la missione che vi infondeva, e che ha rappresentato un continuum nella sua attività, come sanno bene gli aderenti al movimento e come hanno potuto invece scoprire molti dei presenti.

Pier Paolo Bellini (compositore, musicologo e sociologo, docente all’Università del Molise), ha raccontato l’importanza che ha avuto la musica nella vita e nella proposta educativa di don Giussani, come potente strumento evocativo dell’umano, come esigenza di compimento e aspirazione alla totalità attraverso la sua personale esperienza e l’ascolto di brani significativi, tra i preferiti dal servo di Dio, don Luigi Giussani. Un’importanza, quella della musica nella vita di don Giussani, testimoniata anche dalla collana discografica “Spirto Gentil”, sviluppatasi dal 1997 al 2010, di cui il professor Bellini è stato general editor, che vide l’uscita di 52 cd con esecuzioni delle opere e degli autori a lui più cari. Dopo aver ricordato i suoi precedenti incontri con la comunità di Taranto e aver anche ricordato la presenza di don Giussani alla Settimana della fede del 1986, Bellini ha raccontato il lungo affascinante lavoro di raccordo con Giussani, rendendolo evidente attraverso la proposizione dei brani fondamentali nel suo percorso spirituale.

La lezione di Bellini è stata un racconto in “progressive” dell’idea nata dalle personali riflessioni di don Giussani. che nella musica vedeva la via privilegiata di percezione del bello come splendore del vero, capace di suscitare e tenere vivo il desiderio della “Bellezza infinita”, riconoscendovi così una modalità eccezionale attraverso cui il Mistero parla al cuore dell’uomo. “Trasmettere ai giovani e agli adulti questa esperienza tanto decisiva – ha detto Bellini – lo spinse a utilizzare sistematicamente l’ascolto della musica come strumento privilegiato per l’educazione. Così nacque la collana musicale fondata nel 1997, che per tredici anni propose una selezione di brani di eccezionale valore e un prezioso corpus di scritti dello stesso Giussani, ma anche di critici, musicologi e compositori”.

Al professor Bellini abbiamo chiesto:

Quanto è importante la mole di lavoro condotta con don Giussani sulla musica nel suo insegnamento?

È fondamentale e tutta da riscoprire. Noi abbiamo dato vita a questa collana, costruita momento per momento assieme a lui, ed era un ripercorrere tutto quello che in cinquant’anni di esperienza educativa don Giussani ha proposto a coloro che rimanevano colpiti, emozionati, innamorati della proposta cristiana che veniva fatta. È stata un’esperienza che è durata dieci anni, nel corso dei quali abbiamo recuperato tutto quello che era disponibile delle sue preoccupazioni educative per far capire cos’è il cuore dell’uomo.

Se si dovesse riuscire a descrivere in pochi brani fondamentali la summa della sua teoria di bellezza attraverso la musica, quali indicherebbe e quali caratteristiche hanno?

È quello che faremo questa sera, perché proporrò una decina di brani: essenzialmente sono quei brani che descrivono la sete di felicità, che non è una prerogativa cristiana, ma è una prerogativa umana. Don Giussani leggeva dentro questi capolavori, come leggeva dentro le poesie, a partire da Leopardi, la prima cosa che gli interessava era l’emergere della struttura che è di tutti, non dei cristiani ma di tutti. La seconda cosa straordinaria è che quella struttura di desiderio di felicità, che è di tutti, ha avuto la possibilità storica di incontrare una risposta e questo è ciò che a don Giussani staa+va a cuore più di tutto: dire che esiste una risposta al cuore che si chiama Gesù Cristo. L’avvenimento cristiano è quello che più corrisponde alla struttura umana.

Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, è poi intervenuto con una testimonianza della sua personale conoscenza con don Giussani, del significato che un tale incontro ha avuto nella sua vicenda umana, vocazionale e pastorale.

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