Sport

Wimbledon, il ritorno dei tennisti russi: un sacrosanto atto di giustizia

Daniil Medvedev
13 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Un anno di guerra in Ucraina. Nessun segnale di de-escalation. La buona notizia, almeno, viene dal mondo sportivo. Segnatamente da Wimbledon, con il possibile ritorno dei tennisti russi. Potremmo considerarlo un sacrosanto atto di giustizia: gli atleti che sono dei professionisti, e fanno sacrifici, che si allenano tutto l’anno in vista di un obiettivo, meritano di non mancarlo per ragioni che esulano dal contesto sportivo. Wimbledon è il torneo di tennis più antico. Atteso e prestigioso, fa parte dei Grandi Slam insieme all’Australian Open, al Roland Garros e agli US Open.

Le regole di Wimbledon

Gli atleti russi e bielorussi giocheranno senza bandiera. Qualora mostrassero sostegno a Vladimir Putin, ovvero all’invasione dell’Ucraina voluta dalla Federazione russa, potrebbero essere espulsi dalla competizione sportiva. Non sono tenuti a prendere apertamente posizione contro il conflitto ma a dichiarare la neutralità quantomeno. Ciò vale anche per il perimetro attiguo ai campi di gioco: è vietata l’esposizione di bandiere e simboli inneggianti alla Russia. Ricordiamo che i tennisti non erano stati ammessi alla scorsa edizione del torneo, venendo penalizzati inoltre dalla mancata assegnazione di punti.

La reazione di Medvedev

“Non prenderò questa decisione per loro, e nemmeno li aiuterò in questa direzione: devono farla seguendo le loro ragioni. E ho sempre detto che la rispetterò”. Così Daniil Medvedev ha commentato l’apertura verso gli atleti provenienti dalla sua terra natia. “Gioco dove posso giocare, però sarei davvero felice di esserci a Wimbledon – aggiunge – adoro assolutamente quel torneo, ma se non è destinarlo a esserlo, aspetterò l’opportunità di tornare lì”. L’ex numero uno del mondo mantiene quindi una posizione prudente e rispettosa. E intanto è tornato in forma aggiudicandosi tre tornei consecutivi (Rotterdam, Doha e Dubai). Il mondo del tennis ha bisogno dei suoi numeri, di un campione che non sarà spettacolare o divertente come Rafa Nadal, ma che può vincere e dare ancora tanto ai suoi sostenitori.

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