Otium

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

Una riflessione su San Giuseppe a cura del direttore, don Emanuele Ferro, tratta dal libro L’uomo giusto, ed. Il Pozzo di Giacobbe  

18 Mar 2023

Giuseppe è l’uomo giusto (cf Mt 1,19), colui che nel suo cuore dà la precedenza, nel difficile discernimento all’amore e alla compassione per Maria, scoperta incinta. Non la espone alla vergogna. Giusto in Giuseppe vuol dire che è al contempo fedele alla legge e somigliante alla misericordia di Dio, che è tenero verso le sue creature.
Circa trent’anni dopo, una donna sarà sorpresa in flagrante adulterio (Gv 8, 3-11). Dell’uomo che pecca con lei non c’è ombra nel Vangelo, mentre di una masnada di uomini, giovani e vecchi, che la trascinano in piazza, si intuisce tutta la volgarità, il disprezzo e la cattiveria. La pongono nel bel mezzo di una piazza, sicuramente non avrà fatto in tempo a rimettersi in ordine. Una cosa simile sarebbe potuta accadere alla madre del Signore se Giuseppe non l’avesse presa con sé o se si fosse smarcato come potevano fare i maschi del tempo da quel “disonore”. Fermiamoci ancora in contemplazione di questa icona del Vangelo. «Mosè ci ha insegnato che donne come queste devono essere lapidate» (Gv 8,5). Le loro mani sono già armate di sassi come si intuisce facilmente dopo. Gesù scrive per terra – i Padri hanno scritto commenti bellissimi su questo dito di Dio che scrive sulla sabbia! –, poi pronuncia quella frase che conoscono proprio tutti: «Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra» (Gv 8,7).
San Giuseppe, scultura di Giuseppe Sanmartino, 1792 Cattedrale di san Cataldo, Taranto – foto di Mauro Magliani
Vanno via, lasciano la piazza dai più vecchi ai più giovani. La donna rimane nel mezzo. Testa china a terra per la vergogna. Gesù si avvicina a lei e le sussurra di alzarsi, di guardarsi intorno. La sua delicatezza è guaritrice rispetto a tanta violenza fisica e verbale subita dall’adultera. «Non c’è più nessuno», dice il Signore, «sono rimasto io ed io non ti condanno, sei libera, non peccare più» (cf Gv 8, 10-11).
Di questo gesto del Signore, Giuseppe sarebbe andato fiero e Maria all’ascolto di questo racconto avrà pianto di commozione.
Il nostro uomo giusto nel sogno conosce la volontà di Dio. L’Eterno con i passi di Giuseppe, custode del Redentore, apre con la sua Sposa la via della salvezza per tutti gli uomini. Gesù ci raccoglie con la tenerezza, la stessa respirata nella casa di Nazareth, e solo lui può liberarci dal peccato.

don Emanuele Ferro, L’uomo giusto, ed. Il Pozzo di Giacobbe  

 

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