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Annapia Molino, classe e sfrontatezza: “Voglio la serie A, oltre alla promozione”

foto G. Leva
27 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Il basket non è per i fragili di cuore. Soprattutto quando vinci una partita che sembrava persa, grazie a un canestro messo a segno all’ultimo secondo. Come ha fatto la Nuovi Orizzonti. Che sconfiggendo la Pink Bari con il risultato di 56-54, nel terzo round della semifinale playoff, ha strappato il pass per la finale, utile alla promozione. Una vittoria stupenda. Il merito è delle ragazze, naturalmente, capaci di andare oltre i loro errori in una serata non perfetta; ma anche di William Orlando, dimostratosi un grande motivatore, oltre che tecnico competente. Una delle sue scommesse è la giovanissima non ancora 17enne Annapia Molino (classe 2006). Un paio di lampi, due giocate rapide, due precisi canestri, le sono bastati per dare un saggio della sua classe e sfrontatezza: dentro il campo e a fine incontro, con questa intervista, la play del gruppo tarantino dimostra una certa lucidità e maturità delle quali alcune veterane difettano, alle volte.

Annapia Molino, commentiamo una partita incredibile, che vi ha visto sotto nel punteggio, anche in doppia cifra. Come avete fatto a raddrizzarla?

“Durante l’intervallo il coach ci ha fatto una bella strigliata. Non giocavamo al massimo del nostro potenziale: ci siamo riprese, fatte forza l’un l’altra. Questo aspetto è molto importante in una squadra. E nella ripresa lo abbiamo dimostrato”.

Magari avete sentito la pressione di una partita importante da dentro o fuori…

“Sicuramente. Abbiamo sentito la presenza e la forza del pubblico, che non volevamo deludere. La pressione è stata tantissima. Non poteva non essercene in una semifinale per la promozione. Noi sappiamo di avere le carte in regola per vincere il campionato, ad ogni modo”.

Quindi siete positivi per la finale che vi aspetta?

“Lo siamo sin dall’inizio della stagione”.

Tu hai un cognome importante, che rimanda agli anni in cui coach Nino Molino guidava il grande Cras alla conquista dei primi trofei. Quali ricordi indiretti hai di quella realtà che fece innamorare Taranto del basket femminile?

“Li ho vissuti da piccolissima. So che il mio cognome è stato spesso associato a questo grande allenatore, negli anni in cui non ero nata ancora. Che dire, spero sia di buon auspicio! So che il Cras ha dato tanto a questa città. Lo vogliamo fare anche noi”.

Quali sono le tue ambizioni personali, che la tua giovane età ti impongono?

“Il mio desiderio, condiviso dalle ragazze della mia età, credo, è giocare in serie A, un giorno. Magari accadrà. Ma per il momento rimango con i piedi per terra: penso a questo campionato, e a vincerlo. Per centrare gli obiettivi voglio migliorare sempre di più sul campo di gioco”.

Come è stata la tua stagione?

“In crescendo. All’inizio dell’anno mi ero prefissata l’obiettivo del tiro da tre, ad esempio: pian piano sto riuscendo. Questa sera ho avuto anche l’onore di esordire nel quintetto base. Un’emozione forte, tra la pressione del pubblico e quella dell’allenatore, avevo tanta ansia addosso (ma noi non ce ne siamo accorti, ndr)”.

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